E’ proprio in fondo… a cura di Luisa Allena
Alberto fa Casiraghy di cognome, ma per gli amici è Casiraghi, e quella “y” è solo un vezzo che si concede per diletto. D’altra parte, lui nel piacere ci vive sin da quando “è nato con piacere ad Osnago” una cinquantina di anni (oppure giorni?) fa, minuto più minuto meno. Alberto è liutaio e violinista, è pittore, incisore e disegnatore, è scrittore, editore e… “costruttore” di Librini. Sì, perché Casiraghi li fa i Librini: tutti diversi e tutti pezzi unici; tanti, così tanti che oggi può contare quasi 7.000 opere, fra titoli e disegni, plaquettes e opere d’arte,di parole, di musica e poesie, e brevi frasi da leggere,guardare, annusare, toccare e collezionare. Casiraghi è PULCINOELEFANTE (la “&” la mettono solo i gonzi), perché di mestiere fa l’Editore e per diletto stampa un Libro al giorno. Alberto è “il panettiere degli Editori” e quando vai da lui sai che un Librino per te, appena fatto e ancora caldo oppure “in corso di”, c’è sempre. Perché Alberto fa doni ogni volta che ti accoglie con le sue camicie fantasia dai colori sgargianti. Alberto ascolta Malher alla Radio, come si faceva una volta, e la musica è nella sua voce dall’accento Brianzolo e nelle sue parole-aforismi meravigliosi, pungenti e poetici. Casiraghi è un giramondo e, mentre parla d’altro, con assoluta nonchalance ti racconta che quattro anni fa è stato a New York, e una volta pure nell’Indiana, e spesso fa un salto in Germania, e ovviamente a Lugano, che è qui vicino, e a Collodi, il paese di Pinocchio, e poi però ti capita di trovartelo quasi sulla porta di casa, in mezzo ai “bogia nen” delle Valli Cuneesi ***. Però Alberto è un elfo dei boschi e ad Osnago sta benissimo, in una piccola dimora che è il suo mondo e che non è una semplice casa-studio, ma proprio una casa casa: con la stanza-archivio; un’officina-legatoria che è anche salotto degli artisti e luogo di chiacchiere e di ritrovi, di pensiero e di gioco; e in fondo la cucina-studio, ma non ti accorgi neppure che ci sono i fornelli, e da qualche parte pure un frigorifero. PULCINOELEFANTE ha qui la sua Sede, la sua Ragione Sociale e la sua… Ragion d’essere: Librini così non potrebbero essere fatti altro che qui, in questo spazio così angusto e amichevole, con una cura e una dedizione assoluti. E ovunque ti giri, sopra e sotto, stipati ovunque, se ne trovano, di Librini, e anche di Libri normali, e scaffali colmi di oggetti, maschere, vasi, incisioni, piccole sculture, e poi quadri e quadretti, brevi frasi appese alla cappa nera della stufa, disegni, fotografie, artistiche composizioni di bucce d’arancia essiccate e appese ad una gruccia di metallo, pile di carta pregiatissima, non tagliata, prodotta in Germania per gli artisti sin dal 1500, e un’autentica porta in legno dei Dogon che nasconde altri piccoli ripiani con altri Librini. Tutto è in miniatura in via Pinamonte, tranne due cose: la prima, ben visibile, è il Torchio che da 25 anni*** compone con caratteri mobili Bodoni e Garamond i famosi Librini delle EDIZIONI PULCINOELEFANTE. Lì se ne sta, quel Torchio degli anni ’40, massiccio, imponente…“eppur si muove!”, perché una volta è andato persino a San Vittore, ci è entrato, è stato scortato dentro “i raggi”, lo hanno perquisito e toccato ovunque e poi lo hanno rilasciato, dopo aver stampato Librini di alcuni Carcerati-Poeti e insegnato la “stampa” a tanti Carcerati-Curiosi. L’altra cosa grande, da Alberto, sono le tazze per il caffè: Casiraghi non usa le comuni tazzine da caffè, bensì quelle ciotole larghe e piatte che nelle case di solito vengono usate come coppette per il gelato; se poi vuoi pure lo zucchero lo trovi dentro un vecchio macinino di legno. Il vino non lo beve, Alberto però a casa sua una bottiglia di quelle buone c’è sempre, e anche lì PULCINOELEFANTE ci ha messo lo zampino e ha creato un’etichetta esclusiva. Completano lo staff della Casa Editrice una gallina bianchissima che fa l’uovo ogni mattina, e una buffa capra, da non molto rimasta sola, per aver perduto – morta di vecchiaia – la compagna di una vita. “Le ragazze”, le chiama Alberto, e loro, placide, si aggirano un po’ in casa un po’ fuori, circospette ma non troppo, in quel mondo in miniatura. Questi sono gli abitanti fissi. Poi, ogni giorno, le stanzette dell’Editore si riempiono di persone, passate per caso o in visita su appuntamento, poeti par-time o da una vita, musicisti, scrittori, o anche vicini di casa e compaesani. Vive qui e così, Alberto, proprio come lo vedi, sorprendendosi perché possiede tutto ciò di cui ha bisogno, e nella vita non gli è mai mancato un tetto e non gli è accaduto di rimanere neppure un giorno senza qualcosa da mangiare. È fatto così, Alberto: si meraviglia di ogni cosa, beve con curiosità e partecipazione notizie su di te mentre ti dice di quel “cattivone” che ha smesso di parlargli anni fa. È così, con tutti: quando è solo Alberto, per i tanti amici che affollano la sua casina, e quando è “Casiraghy” e la persona che ha di fronte è un ospite nuovo, magari Artista per un giorno. Tanti sono gli inconsapevoli Artisti di Alberto, diventati tali per diletto e ora “catalogati” nella camera-archivio insieme a Pasolini e Penna, a Gregory Corso e ad Allen Ginsberg, Alda Merini, Bruno Munari, Tapies e Pound, Kafka, Tadini, Fernanda Pivano, Nespolo, Paladino e molti altri ancora. Tanti sono i Librini-oggetto di Alberto, circa 8.000, tutti composti da un’opera unica (collage, disegno, piccola scultura, incisione su legno di bosso, foglietto di titanio colorato, ceramica, persino pastella fritta avvolta in bustine di plastica) e da brevi poesie, qualche parola, un aforisma. Totale: 8 pagine, compreso Frontespizio e Colophon, recante l’anno di edizione e la tiratura – limitatissima – massimo 30 copie per ciascuno. È bello andare da Alberto anche solo per guardare, anche solo per scambiare due parole e farsi raccontare dei suoi incontri, oppure per dare un’occhiata in giro e sfogliare i suoi Librini. Sembra impossibile che PULCINOELEFANTE possa esistere, oggi, quando tutti sembrano non leggere altro che Best Sellers e Thriller, o barzellette e cronache di paese, pagine pagine piene di… stupidaggini e banalità.
Ecco, qui di banale non c’è nulla: da Alberto tutto è speciale, tutto è unico e singolare, tutto pare venire da un mondo che non c’è più.

LIBERO Stile
Edizione LUGLIO-AGOSTO 2010








