Essere donna oggi:
Dario Bordet intervista Silvana Giacobini
Qualche giorno fa, a Milano, in una cornice insolita, quella del Palazzo Durini, nel cuore della città, Alberto Neri ha presentato il suo romanzo “Piera”, storia di amore e di sesso, commentato dalla bella e affascinante Silvana Giacobini. Per l’occasione, ospiti della famiglia Neri in uno splendido salone dello storico Palazzo, oltre un centinaio di amici e personalità della “Milano che conta”. Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto all’Associazione Ascolta e Vivi Onlus. Abbiamo intervistato l’ex direttrice di ‘Chi’, ‘Diva e Donna’ e scrittrice di romanzi, per conoscere meglio la protagonista del libro e fare insieme qualche considerazione sulla donna di oggi.
Silvana, “Piera” è un romanzo in cui Alberto Neri fa affiorare una donna all’antica o moderna?
Diciamo che proprio questo è il mistero di una donna fuori le righe, perché “Piera” è una donna “bulimica” nell’amore e soprattutto nel sesso. È lei che fa conoscere un modo diverso di affrontare il rapporto tra uomo e donna ad Antonio, il protagonista maschile, che è sentimentale, onesto, studioso, educato da una madre che invece ha sempre respinto il sesso concedendosi per dovere al marito. L’autore Alberto Neri descrive Piera con partecipazione e non la condanna, tant’è che nel corso della vicenda è proprio lei che chiede ad Antonio, che tradisce nei modi più deprecabili con uomini che raccatta per la strada, di non essere perdonata perché lei non ha bisogno del perdono… Lei soffre di questa “malattia”.
Secondo lei quest’opera può integrarsi ad un filone letterario in cui la donna è al centro di un mondo, come, per esempio, le opere di Moravia o di Bevilacqua?
Nel suo modo di essere così spregiudicata e infelice potrebbe assimilarsi al mondo di Bevilacqua vissuto per l’appunto nell’ottica della carnalità e sicuramente. Però l’autore traccia una storia e i personaggi a modo suo, quindi è preferibile pensare che sia autonomo e non abbia influenze anche alte e importanti come queste.
In “Piera” ci si immerge in un vorticoso insieme di sensualità, di sesso e di violenza. Anche nel suo “La Signora della Città” ci sono tratti che delineano una donna di questo tipo. Ma la donna d’oggi è veramente cosi?
No. La donna d’oggi si sottrae a tutto questo. Anche nel mio primo romanzo edito Mondadori, “La Signora della Città” – come in tutti i miei romanzi in cui c’è sempre un tema sociale – la donna, protagonista, non è una donna priva di controllo che lascia pensare ad una evoluzione negativa invece che positiva. Piera rappresenta una punta estrema della libertà sessuale, che nasce da una malattia perché ninfomane.
Ancora una sua considerazione sulla donna di oggi. Secondo lei ha raggiunto un buon grado di emancipazione o esistono ancora troppi pregiudizi da parte degli uomini?
Alcune donne occupano oggi dei posti di estrema importanza dal punto di vista del potere finanziario, però ancora la strada è impervia e segnata da ostacoli. Basta pensare che la crisi colpisce soprattutto le donne lavoratrici perché, per ragioni diverse, soffrono di una sotto-occupazione e anche di più bassa retribuzione. Si dovrà arrivare ad una piena parità.
Articolo pubblicato su Milano 24orenews– Marzo 2014
Photo Gallery © Canio Romaniello
Palazzo Durini è il più piccolo tra gli otto Palazzi appartenuti alla famiglia Durini sopravvissuto, insieme al monumentale seicentesco Palazzo di Via Durini, alle incursioni belliche del 1943 e ai successivi gli stravolgimenti urbanistici subiti dalla città. Il palazzoha origini medioevali. Già appartenuto alla famiglia Visconti, al piano nobile è ricco di fastose decorazioni e rappresenta un bell’esempio dello stile Barocchetto Teresiano.











