WeWorldFestival2022
WeWorldFestival2022

12* edizione del WeWorld Festival 2022

 

dal 20 al 22 maggio 2022,  talk, foto, film e performance  su barriere e stereotipi di genere al BASE Milano 

Con Francesca Michielin, Debora Villa, Vera Gheno, Azzurra Rinaldi, MammadiMerda, Pierluca Mariti (“piuttostoche)”, Giulia Paganelli (“Evastaizitta”), Edoardo Mocini, Cristina Prenestina, Jennifer Guerra, Fiore Manni, Ilaria Gaspari, Teresa Cinque, Jude Ellison Sady Doyle, Corinna de Cesare, Karen Ricci (Cara sei Maschilista), Veronica @spora Benini e molti altri.

Torna 20, 21 e 22 maggio il WeWorld Festival, l’evento sulla condizione delle donne in Italia e nel mondo organizzato da WeWorld, organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 25 Paesi. Il Festival, alla 12esima edizione, si svolgerà presso lo spazio BASE di Milano.  Tre giorni di talk, dibattiti, performance, mostre e una selezione di otto film nazionali ed internazionali, ad accesso libero e gratuito, per continuare a parlare della condizione femminile. Tema centrale di questa edizione saranno le “Barriere di genere: fisiche, culturali, sociali e psicologiche”. Quelle visibili ed evidenti e quelle più difficili da vedere, ma che molte persone vivono ancora, tutti i giorni, nella loro vita famigliare, sociale, professionale.   Dalle barriere legate ai ruoli genitoriali (“mammi” o papà?), alle barriere nella lingua e nella cultura; dal modo in cui possiamo parlare di queste barriere ai bambini e alle bambine, ai progetti per rendere le nostre città più a misura di donna; fino ai social, uno strumento per combattere le barriere o per crearne di nuove? Dai soffitti di cristallo in politica e sul lavoro, al femminismo ambientalista.

Tra le protagoniste e i protagonisti, la cantautrice Francesca Michielin, la sociolinguista Vera Gheno; le blogger di “MammadiMerda” (Sarah Malnerich e Francesca Fiore), l’imprenditrice digitale e attivista Veronica @spora Benini, l’autore femminista Jude Ellison Sady Doyle, la filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari; il comico e content creator Pierluca Mariti (“piuttostoche”), la scrittrice e influencer Fiore Manni, le attrici Debora Villa, Teresa Cinque e Antonella Questa, il “filosofo femminista” Lorenzo Gasparrini, la giornalista Corinna de Cesare, la scrittrice e giornalista Jennifer Guerra, la drag queen e attivista per i diritti LGBTQIA+ Cristina Prenestina,  il medico Edoardo Mocini, fondatore di “Medicina inclusiva”, l’influencer e antropologa del corpo Giulia Paganelli (“evastaizitta”), l’economista femminista Azzurra Rinaldi, la giornalista del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, l’architetta Florencia Andreola, curatrice del progetto “Sex& the City”, l’influencer Karen Ricci, la consulente politica e autrice TV Maria Cafagna. E molti altri. “L’unico modo per arrivare a una reale parità nel benessere e nelle opportunità è quello di eliminare le barriere di genere, tutte le barriere: quelle visibili e note e quelle più nascoste e insidiose” dichiara Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.“WeWorld affronta il tema della condizione femminile guardando all’agenda 2030 secondo cui il benessere delle persone e in particolare delle donne è legato a molteplici dimensioni: economica, educativa, ambientale e socioculturale. Per questo nelle nostre attività, che includono interventi diretti sul territorio, come attività di educazione e sensibilizzazione, la parità di genere viene affrontata su vari livelli.  In questa XII edizione del WeWorld Festival il focus centrale sono le barriere di genere, nel linguaggio, nel lavoro, nella politica. Superarle – e in molti casi abbatterle –  è fondamentale per un cambiamento concreto. I protagonisti e le protagoniste di questa edizione con i loro racconti e riflessioni proveranno a proporre nuovi modelli, soluzioni e strumenti per superare stereotipi ancora profondamente radicati nel nostro tessuto sociale e culturale e rendere finalmente le nostre società più eque ed inclusive”.   

Il Festival sarà preceduto, il 19 maggio 2022, dalla presentazione dell’indagine a cura di WeWorld e IPSOS sul tema dei congedi parentali, strumento per abbattere finalmente un’altra barriera sociale e professionale per molte donne italiane, con la partecipazione, tra gli altri, della Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti.

Il WeWorld Festival si aprirà venerdì 20 maggio con l’inaugurazione della mostra e sabato 21 maggio con una formazione dedicata ai giornalisti realizzata all’interno delle campagne internazionali #ClimateOfChange e #OurFoodOurFuture – cofinanziate dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR (Development Education and Awareness Raising Programme) – dal titolo Crisi climatica e storytelling: come raccontare sfruttamento dell’ambiente e delle lavoratrici migranti”, a cui parteciperanno la giornalista del Corriere della Sera Elena Comelli e la sustainability editor di Marie Claire Laila Bonazzi, la giornalista d’inchiesta Floriana Bulfon, la scrittrice Diletta Belotti e la freelance esperta di diritti e migranti, Sabika Shah Povia. 

Focus sulle barriere di genere nel mondo del lavoro per il secondo talk della giornata, diviso in due parti: “La cosa peggiore che mi sono sentita dire”, con le blogger di “Mamma di Merda” Sarah Malnerich e Francesca Fiore, il collettivo e community Mica Macho, la giornalista Chiara Sgreccia. La seconda parte, “Sei brava, ma…” vedrà dialogare Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics dell’Università Unitelma La Sapienza, Francesca Parviero, Ambasciatrice del “Designing Your Life approach”, ed Elena Caneva, Responsabile del Centro Studi di WeWorld. L’incontro, moderato da Cristina Tagliabue, direttrice de “la Svolta”, sarà introdotto dal presidente di WeWorld Marco Chiesara. Le barriere sono anche quelle che le donne vivono ogni giorno in città disegnate da uomini e per gli uomini. In “Spaz3 urban3” – perché una città femminista è migliore per tutt3” si parlerà di come ripensare le nostre città in ottica femminista, con le architette Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigo, ideatrici di Sex & The City (associazione che osserva le città da un punto di vista di genere) e autrici di “Atlante di Genere”, Beatrice Costa (Presidente Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano) e Giulia Sudano (Period Think Tank).

Le barriere di genere sono ancora profondamente radicate nel nostro tessuto culturale e sociale. Per questo è tanto più importante parlarne ai bambini. Ma come? Ne discuteranno, in “Come glielo spiego? – Le barriere di genere raccontate a3 bambin3”, la scrittrice e influencer Fiore Manni, autrice di “Come le cicale” e con Elena Peduzzi di “Amore, Sesso e altre cose così” (Rizzoli), Monica Martinelli, fondatrice di settenove, casa editrice per prevenire la violenza di genere, e la drag queen e attivista LGBTQIA+ Cristina Prenestina, che ha portato in Italia “Drag Queen Story Hour” (progetto nato a San Francisco per educare i bambini a diversità e inclusione grazie a favole narrate da una Drag Queen). L’incontro, moderato da Rita Balestriero di D-La Repubblica, si chiuderà con una lettura/performance di Cristina Prenestina: una fiaba LGBTQIA+ per adulti e bambini. La riflessione sulle barriere di genere non poteva prescindere dai grandi protagonisti del nostro tempo, i social network. Servono a contrastare gli stereotipi, o al contrario li alimentano? Se ne parla in “Social network e stereotipi – Una storia di amore e odio” con il comico e content creator Pierluca Mariti (IG: “piuttosto_che”), il medico e divilgatore scientifico Edoardo Mocini, fondatore di “Medicina inclusiva”, l’antropologa e divulgatrice Giulia Paganelli  (“Eva Stai Zitta”), l’influencer Karen Ricci, autrice di “Cara sei maschilista” (Rizzoli), moderat3 da Maria Cafagna, consulente politica e autrice TV.

Un’ospite d’eccezione, la cantautrice Francesca Michielin sarà invece protagonista di “Biglietti alle amiche”, lo show di ThePeriod, la newsletter femminista fondata dalla giornalista del Corriere della Sera Corinna de Cesare, in anteprima per WeWorld Festival. Un reading ispirato alla newsletter The Period, che mette in luce il male gaze nel giornalismo: in Italia infatti solo il 21% degli articoli è firmato da una donna; lo sguardo maschile domina su tutto, anche sulla selezione delle notizie. Un invito ad accogliere e promuovere una maggiore pluralità di sguardi, come fa ThePeriod tutte le settimane, con articoli a firma di donne, gay, queer, persone transgender e non binarie.

Il secondo giorno del Festival si aprirà con un importante momento dedicato alla violenza sulle donne: il talk, “Vittime di violenza: la tutela legale. La difesa delle donne e dei minori tra diritto civile e penale”, farà luce su aspetti spesso ingiustamente dimenticati nella lotta alla violenza di genere, con Marco Chiesara, Presidente di WeWorld, l’avvocata Nicoletta Parvis e la coordinatrice dello Spazio Donna WeWorld di Scampia Roberta Fiore, moderati da Chiara di Cristofaro di AlleyOop.

“Le politiche necessarie – il soffitto di cristallo nel mondo della politica” affronta le barriere di genere nell’accesso delle donne a ruoli politici. Ne parleranno Marwa Mahmoud (Consigliera del Comune di Reggio Emilia e Presidente della Commissione consiliare “Diritti umani, pari opportunità e relazioni internazionali”), Valeria Fedeli, Senatrice della Repubblica Italiana, Denise di Dio, Presidente Scuola Prime Minister, Caterina Sarfatti, responsabile del programma “Inclusive climate action” di C40 Cities.

Vecchi e nuovi stereotipi in famiglia verranno approfonditi nel talk “Mammo? Si chiama papà!”, con Silvio Petta, fondatore del blog “Super papà!”, Lorenzo Gasparrini, filosofo e attivista antisessista, autore di “Non sono sessista, ma” (Tlon) ed Elena Caneva di WeWorld.  Spazio anche alla comunicazione responsabile nel talk “Scrittura ribelle”, con la copywriter e communication strategist Ella Marciello, la Direttrice Creativa e Copywriter di Cookies &Partners Francesca Mudanò e Ciccio Rigoli di Public Poetry Speaking. E saranno invece le barriere di genere nella lingua e nella cultura, argomento molto discusso negli ultimi anni, le protagoniste del dibattito “Schwa, asterischi e altri dilemmi”. Introdotto dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, vedrà dialogare la sociolinguista Vera Gheno, la giornalista Jennifer Guerra e l’autore femminista americano Jude Ellison Sady Doyle, in collegamento dagli Usa, moderati dalla filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari.

MUSICA, FILM  E PERFORMANCE DI WEWORLD FESTIVAL
Al Festival quest’anno tornano i film, un altro modo per riflettere su stereotipi e barriere di genere, persone e mondi dimenticati su cui è necessario riaccendere la luce.  Da “Omelia Contadina” di Alice Rohrwacher e dell’artista francese JR, un’azione cinematografica in sostegno alla lotta degli agricoltori dell’altopiano dell’Alfina contro le monocolture intensive di Alice Rohrwacher, a “Now” di Jim Rakete che racconta l’impegno dei giovani attivisti in tutto il mondo, per fronteggiare l’emergenza ecologica. musicato live dall’artista Marco SElvaggio grazie alla collaborazione con SPACE Cinema.

Focus sulla sessualità femminile invece in Il mio nome è clitoride” di Lisa Billuart Monet e Daphné Leblond: giovani donne dialogano sulla sessualità femminile, senza costrizioni e tabù.   “Sirens” di Rita Baghdadi narra le sfide e la vita di Lilas e Shery, fondatrici a Beirut della prima band metal al femminile del Medio Oriente.   “Seyran Ates: Sex, Revolution and Islam” di Nefise Özkal Lorentzen racconta la storia di Seyran Ates, una delle prime donne imam in Europa, e della sua lotta per la modernizzazione dell’Islam.  “La scelta di Anne” di Audrey Diwan, tratto dal romanzo dell’autrice francese Annie Ernaux e Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia, , racconta il duro percorso di emancipazione di una donna nella Francia degli anni Sessanta, quando pensare all’interruzione di gravidanza era ancora tabù. “A Chiara” di Jonas Carpignano è invece la storia di una donna che sceglie di non tacere davanti ai soprusi e alle illegalità nella sua amata terra, la Calabria. Infine, il documentario “Ciao Bella” di Federica Corti, intervallando interviste a persone comuni e opinioni di un’esperta, cerca di analizzare l’opinine generale sul fenomeno del catcalling.  Spazio anche ad altre forme artistiche, come le performance a cura di PianoCity, la puntata live di Pop Up in collaborazione con radio popolare e la mostra a cura della photoeditor di IO Donna Renata Ferri, che ha realizzato per il Festival una rilettura di genere dei progetti fotografici realizzati negli anni da WeWorld in diversi Paesi del mondo; e i monologhi di Debora Villa e Teresa Cinque dedicati agli stereotipi di genere.

Il WeWorld Festival si terrà dal 21 al 22 maggio 2022 presso lo spazio BASE di Milano, Via Borgognone 32.

WeWorld
WeWorld è un’organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 25 Paesi, compresa l’Italia.  WeWorld lavora in 170 progetti raggiungendo oltre 10,5 milioni di beneficiari diretti e 71,8 milioni di beneficiari indiretti. È attiva in Italia, Siria, Libano, Palestina, Libia, Tunisia, Burkina Faso, Benin, Burundi, Kenya, Tanzania, Mozambico, Mali, Niger, Bolivia, Brasile, Nicaragua, Guatemala, Haiti, Cuba, Perù, India, Nepal, Tailandia, Cambogia.  Bambine, bambini, donne e giovani, attori di cambiamento in ogni comunità sono i protagonisti dei progetti e delle campagne di WeWorld nei seguenti settori di intervento: diritti umani (parità di genere, prevenzione e contrasto della violenza sui bambini e le donne, migrazioni), aiuti umanitari (prevenzione, soccorso e riabilitazione), sicurezza alimentare, acqua, igiene e salute, istruzione ed educazione, sviluppo socio-economico e protezione ambientale, educazione alla cittadinanza globale e volontariato internazionale.

Mission – La nostra azione si rivolge soprattutto a bambine, bambini, donne e giovani, attori di cambiamento in ogni comunità per un mondo più giusto e inclusivo.  Aiutiamo le persone a superare l’emergenza e garantiamo una vita degna, opportunità e futuro attraverso programmi di sviluppo umano ed economico (nell’ambito dell’Agenda 2030).

Vision – Vogliamo un mondo migliore in cui tutti, in particolare bambini e donne, abbiano uguali opportunità e diritti, accesso alle risorse, alla salute, all’istruzione e a un lavoro degno.   Un mondo in cui l’ambiente sia un bene comune rispettato e difeso; in cui la guerra, la violenza e lo sfruttamento siano banditi. Un mondo, terra di tutti, in cui nessuno sia escluso.