É stata presentata in anteprima questa mattina la nuova identità e il carattere della caffetteria del foyer del Teatro Lirico di Milano con l’evento speciale Gaber Matinée, un simposio letterario all’interno del teatro che ha scelto di affiancare al suo anche il nome del mai dimenticato cantautore milanese.
Il progetto sartoriale di interior design è firmato da Alessia Garibaldi e dalla visione di GLQR capitanata da Giuliano Lotto che gestisce per The Stage la parte food & beverage e nasce con la mission di rileggere lo spazio del foyer non solo come una caffetteria legata all’attività del teatro, ma come un luogo con una sua propria identità di salotto culturale all’interno del quale riecheggiano i famosi caffè parigini degli artisti della Ville Lumiere e anche di caffè storici come il bar Jamaica di Brera.
Il salone del Lirico, che oggi brilla nel lusso discreto del design colto, dove i colori dei tessuti si esaltano, ricordando le sfumature rosate dei marmi, le strutture disegnate nella luce, l’efficacia artistica delle modanature, verrà aperto agli ospiti non solo in occasione degli spettacoli in calendario, ma anche durante la settimana dal pomeriggio fino a sera inoltrata e, appunto, anche di mattina.
La Gaber Matinée è un talk informale moderato per l’occasione dal regista e conduttore Mario Acampa e ha visto coinvolti oggi 23 maggio alcuni personaggi di spicco come Marco Belpoliti di Doppiozero, Emilio Isgrò, Antonio Mancinelli e Maria Vittoria Baravelli intenti a sviluppare il tema del Café come ritrovo per artisti e intellettuali nella storia, ma anche nelle loro vite, raccontando la relazione tra i loro progetti culturali e la città di Milano.
Il progetto sartoriale realizzato per la caffetteria di GarbaldiArchitects, nasce dall’esperienza sviluppata nel campo Hospitality, come racconta l’architetto: “la prima impressione che ebbi entrando nella grande sala, un tempo dedicata alla prove della voce per i cantanti lirici che gorgheggiavano sotto la grande volta, era quello di un spazio solenne con i suoi marmi dai disegni geometrici, ma vuoto”. Nasce così l’idea di far realizzare un’isola centrale come le panche che si trovavano nelle stazioni o nei grandi alberghi, per distribuire le sedute e i tavolini da caffè rigorosamente neri. Il tema colore è derivato dal pavimento a riquadri originali, in palladiana bianca e nera. Il colore all’interno del progetto si declina in numerosi arredi scultorei ammorbiditi dal velluto, come le poltroncine a righe o i rombi della madia. La zoccolatura della grande panca è volutamente a specchio per non interrompere e riflettere il pavimento dando così leggerezza al volume.
Gli archi di luce e il verde giocano sul concetto di panca nel giardino. Il tutto è sdrammatizzato da un filo rosa fluo che borda, come nel disegno a matita, tutto il nuovo progetto.
IL TEATRO LIRICO GIORGIO GABER DI MILANO
Progettato da Giuseppe Piermarini, come il Teatro alla Scala, dopo la distruzione del Teatro Regio Ducale, il Lirico è un classico teatro all’italiana. Venne inaugurato nel 1779 – era noto al tempo come “Cannobbiana” o “Cannobiana” perché nell’area delle scuole fondate da Paolo da Cannobio –, raggiunse l’apice del successo quando fu scelto nel 1832 da Donizetti per la prima dell’Elisir d’amore e, dopo un periodo di declino, venne restaurato dall’editore musicale Edoardo Sonzogno che lo nominò Teatro Lirico Internazionale. Di proprietà del Comune di Milano dal 1926, è stato ricostruito da Antonio Cassi Maselli dopo un grave incendio: oltre ad aver ospitato per quasi due decenni gli spettacoli della Scala, chiusa per la ricostruzione post-bellica, e poi quelli del Piccolo Grassi e di Strehler, serrò le porte per motivi finanziari alla fine degli anni Novanta. Ora – dopo un restauro che è costato al solo Comune 16 milioni di euro – è gestito dalla società Stage Entertainment e dal Comune stesso e diretto da Matteo Neri. Può accogliere oltre 1500 persone, di cui metà in platea e l’altra tra le due balconate della galleria, e vanta il nuovo bar – caffetteria gestito da GLQR società Giuliano Lotto.
ALESSIA GARIBALDI, 20 anni di architettura a Milano
Architetto e lombarda, Alessia Garibaldi ha interiorizzato la lezione estetica del razionalismo internazionale: simmetria formale, ordine volumetrico e funzione spaziale sono definiti dalla scelta di materiali naturali pregiati, dal disegno di finiture artigianali preziose e dal concerto di ambienti privati e pubblici la cui atmosfera riecheggia i fasti di una creatività italiana chiara e riconoscibile, rieditata in chiave contemporanea.
Da oltre venti anni, GaribaldiArchitects si occupa di architettura e interni collaborando con i committenti a progetti innovativi e taylor made che riportano l’uomo al centro, sia nel settore hospitality come per il progetto di ristrutturazione dell’hotel del Velabro a Roma, sia di nuovi headquarter come la sede di Chromavis scelta per il nuovo set del film di Scamarcio Quasi orfano.
Nei progetti confluisce una visione, condivisa con il suo team, dei valori guidati da un piglio umanistico che svelano la passione verso la tradizione architettonica italiana del ‘900 e il progetto su misura.
La visione di Alessia Garibaldi può trovare una significativa sintesi nella frase di Bernardo di Chartres che afferma “siamo come nani sulle spalle di giganti”. Un modo di “fare architettura” quello di GaribaldiArchitects che è sempre consapevole del fatto che è spesso difficile dire qualcosa di nuovo ma che è invece fondamentale saper aggiungere, reinterpretare, raccontare una storia in modo nuovo e originale. E se il racconto, la chiave di lettura, sono già nelle matrici stesse del progetto, l’analisi, la ricerca, una sensibilità capace di cogliere il dettaglio può rompere le regole per creare “il nuovo” con cura e attenzione.
GODO – Pronto da mangiare
GODO nasce nel 2015 a Londra per soddisfare le esigenze di un “ready to eat” di autentica cucina italiana di qualità. Il suo successo fonda le basi proprio sull’alto livello delle materie prime, elaborate secondo ricette legate alla tradizione e realizzate con tecniche moderne. Un packaging unico completa il gradimento e l’integrità delle specialità proposte. Le preparazioni vengono conservate all’interno di “JAR”, barattoli in vetro su misura e riciclabili, che permettono di mantenere la freschezza e i sapori, riducendo gli sprechi a favore della sostenibilità ambientale. GODO, Azienda leader nel food delivery di lusso, ha proposto durante l’evento un menu dedicato agli ospiti gourmand tra cui vitello tonnato; gamberi alla catalana; risotto giallo; trofie al pesto; cacio e pepe; cheesecake e zuppa inglese, accompagnati da Bollicine e da cocktail famosi fra gli intenditori. A capo di questa Azienda innovativa, Giuliano Lotto è un imprenditore di lunga esperienza Internazionale nel settore food & beverage.











