Il Mistero Buffo di Dario Fo
(PS: nell’umile versione pop)
di e con Paolo Rossi
regia Carolina De La Calle Casanova
con la partecipazione straordinaria di Lucia Vasini
musiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila
produzione La Corte Ospitale – Compagnia del Teatro Popolare
in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber
durata: 2 ore
Teatro Massimo CAGLIARI
Periodo dal 30 novembre 2010 al 1 dicembre 2010
TEATRO MASSIMO
via De Magistris – Cagliari
tel. 070/6778121 lo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Biglietti
Platea Intero € 20 Ridotto €15
Loggia Intero € 15 Ridotto €10
CAGLIARI: Questo Mistero Buffo, che non è mio, ma appartiene ormai a tutti, vuole essere un omaggio al mio maestro Dario Fo nella nostra umile versione pop. Se Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione, i suoi dogmi, i suoi miracoli? Clandestino allora come tanti oggi nel nostro paese fu accolto, ammirato, perseguitato e poi giustiziato. Un Gesù raccontato da un giullare, da Giuda, da Maria e dal popolo. Oggi, per paradosso, ognuno di noi è un povero cristo, ognuno di noi è “in fila alla biglietteria del cinema Italia”. Il Mistero Buffo di Dario Fo, nella nostra umile versione pop, è un omaggio al maestro Dario Fo (lui per primo ci ha insegnato che rubare in teatro è cosa buona, copiare è da coglioni), ed è anche un’avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. Ogni sera diverso – nonostante non ci sia niente di improvvisato -, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale dove la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e anche drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica. I misteri non finisco mai: il maestro Dario Fo non ha finito di raccoglierle e in ogni angolo della strada troviamo nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano. Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare. Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.
Il Mistero Buffo di Dario Fo, nell’umile versione pop di Paolo Rossi, dopo il debutto nel marzo 2010 seguito da tre mesi di tournée (25 le repliche al Teatro Strehler di Milano tutte esaurite), è riproposto per la stagione 2010-2011, arricchito dalla presenza in scena di Lucia Vasini.
Paolo Rossi
A una comicità aggressiva, spesso dura, contrappone una vena poetico-surreale che gli consente di parlare di questioni politiche e sociali con estrema grazia e lucidità. Paolo Rossi infatti è stato uno dei pochissimi artisti che è riuscito ad accostare il pubblico dei concerti rock e dei centri sociali a quello teatrale. Milanese d’adozione, Paolo Rossi spazia da trent’anni dai club ai grandi palcoscenici, dal teatro tradizionale al cabaret, dalla televisione al tendone da circo: è caratterizzato dal suo personale modo di “fare spettacolo” che, pur immergendosi appieno nelle tematiche dell’oggi non prescinde mai dall’insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht, alla amatissima Commedia dell’Arte. Dal 2007 collabora con la compagnia Babygang, con la quale porta avanti un progetto di Teatro Popolare, colto ma comprensibile a tutti, capace di mescolare generi e stili, senza rete a ogni replica, con l’improvvisazione come costante.
Dalla rassegna stampa
Lo spirito satirico e beffardo da giullare di Paolo Rossi non poteva non adattare a se stesso e contaminare
con il nostro oggi la sua rivisitazione del celebre spettacolo di Fo. Un graffiante, divertente viaggio tra invettiva e sberleffo con zampate impudenti sulla nostra società che si fanno strada nelle giullarate medioevali, quali ‘la nascita del giullare’ e altre, che Rossi racconta in un grammelot lontano dalle raffinatezze di Fo ma altrettanto palpitante e buffo.
Corriere della Sera, 21 maggio 2010
Mille persone, quante ne tiene il Piccolo Strehler, in visibilio, un applauso lungo più di 10 minuti. A Paolo Rossi, mattatore assoluto di Mistero Buffo di Dario Fo (ps: nell’umile versione pop), e ancor di più proprio a Fo e alla moglie Franca Rame […].
La Repubblica, 10 maggio 2010
Giullari buffi ancora misteriosi
[…] Rossi è un genio nel concentrare un’intera situazione in un’immagine, in una singola invenzione. […] la regia di Carolina De La Calle Casanova tiene insieme il tutto con sobrietà e freschezza. Se Rossi è bravissimo, la vera sorpresa è Lucia Vasini, strepitosa nel monologo finale di una Madonna quasi testoriana.
Il Sole 24 Ore, 9 maggio 2010
[…] Dunque su quella pedana con le luci della ribalta che citano la commedia dell’arte, si rappresenta una storia di teatro, quel teatro fatto da persone vive per altre persone vive a cui Paolo scioglie un inno amoroso. […] La satira è salva.
L’Unità, 6 maggio 2010
Rossi erede di Fo.
[…] Altro, ma Grande. Diretto da Carolina De La Calle Casanova, regista della Compagnia BabyGang, alla quale Paolo Rossi è oggi strettamente legato, dopo una scelta coraggiosa che l’ha portato un po’ più lontano dal “grande giro”, Paolo Rossi, dicevamo, regala, con una grande prova attoriale, una serata divertente, graffiante, ironica e intelligente. E accoglie, degno giullare del nostro tempo, non sempre “buffo”, l’eredità del “re” Dario. Da vedere.
Il Giorno, 11 maggio 2010
Dal Nobel Dario a Paolo Rossi, il miracolo di ‘Mistero Buffo’ si ripete
[…] Il primo pezzo in cui il confronto Rossi-Fo nasce spontaneo è la nascita del villano, storia drammatica di un contadino a cui viene violentata la moglie davanti a i figli: Rossi fa un monologo magistrale, emozionale, suo. […] Esilarante il racconto dei miracoli di Gesù bambino […].
La Prealpina, 6 maggio 2010
Fonte:UffStampTeatroMassimo











