04 Carla Fracci in esibizione all'Excelsior © Ranuccio Bastoni

di Ranuccio Bastoni

Il suo saluto a Milano, la “sua” Milano, l’aveva fatto attraverso le pagine del nostro giornale, in occasione del Natale (qui l’intervista). Una chiacchierata con lei e col marito Beppe Menegatti per parlare dei loro progetti, i ricordi e gli aneddoti di una vita dedicata alla danza ed al pubblico, sui palcoscenici più famosi del mondo e primo fra tutti quello della Scala, la “sua” casa.

Carla Fracci ci ha lasciato all’improvviso, in silenzio e nella riservatezza. Se ne è andata in una mattina luminosa di maggio, mentre Milano si accingeva a rientrare nella normalità dopo il Covid, che lei aveva ribattezzato “la nuova peste di questo secolo”.

Conoscevo Carla e Beppe da più di 50 anni. Allora abitavano in via della Spiga, un delizioso appartamento in cima ad un palazzotto zeppo di ricordi, oggetti, immagini, fotografie, dal quale vennero poi sfrattati dal Comune. Infatti pubblicammo alcune immagini di Carla, Beppe e il figlio Francesco adolescente, davanti ad un elegante albero di Natale, bianco e dorato, allestito proprio in quella casa, dalle cui finestra si scorgeva il Duomo e  guardando in basso via Montenapoleone.

Carla per tutta la vita si è dedicata alla danza seguendo regole ferree. Provava e passava alla sbarra ore e ore, ogni giorno.

Diceva: “Non si finisce mai di imparare e tutto ricomincia daccapo ogni giorno. Ogni mattina, se sei una ballerina, che tu sia donna di diciassette, ventisette, trentasette o settantasette anni, devi rimetterti alla sbarra e cominciare dalla prima posizione”.

Durante la pandemia, mi rivelò Beppe Menegatti, Carla ogni giorno, per fare movimento non potendo uscire di casa, scendeva in strada facendo le scale a piedi per diversi piani e prendeva l’ascensore solo per risalire in casa.

Sapeva di essere una delle più grandi ballerine del mondo, eppure non si dava arie da gran donna, non faceva sentire il peso della sua fama.

Carla Fracci ha danzato infatti dappertutto, in teatro, sui set cinematografici, in televisione e nelle situazioni più disparate, come quando ballò con Mina e con Heather Parisi nei varietà televisivi.

Per alcuni mesi ci siamo molto frequentati perché avrei seguito le promozioni e la comunicazione della produzione televisiva di “The Ballerinas”, un imponente film-TV girato a Locarno in Svizzera, diretto da Beppe Menegatti e interpretato da Carla accanto ai nomi più celebri e famosi della danza di tutti i tempi coi quali aveva danzato sui palcoscenici di mezzo mondo: Erik Bruhn, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Gheorghe Iancu, e poi gli italiani, Paolo Bortoluzzi, Fascilla, Pistoni…

La rivedo come fosse oggi, Carla, sempre vestita di bianco, si muoveva eterea e leggera come una libellula, fuori e dentro il “set”.

Un giorno incuriosito le chiesi il perché del perenne candore del suo look.

Mi spiegò: “Vestivo abiti leggermente larghi. Oggi invece la pancia si mostra… E comunque e non è vero che vesto solo di bianco! Nell’armadio, fra gli abiti invernali, da qualche parte, ho anche qualcosa di marrone e persino di verde… Cominciai col bianco,  nel 1969 durante la gravidanza di Francesco. Avevo pochissima pancia ma cercavo un modo per accentuare ancora di più la riservatezza di quel momento. Il bianco come discrezione, insomma. Ho anche una fotografia che mi ritrae a luglio, a Forte dei Marmi…” concluse sorridendo con grande ironia.

Il poeta Eugenio Montale ne restò impressionato e descrivendola di bianco sempre vestita, spesso un decolleté con laccetto a sbucare sulla caviglia tra la gonna e il piede, in una poesia la definì “eterna fanciulla danzante”.

Dovevamo incontrarci per parlare dell’ultimo omaggio alla sua grande arte da parte della televisione italiana, un film TV intitolato “Carla” una coproduzione Rai Fiction – Anele, diretto da Emanuele Imbucci e prodotto da Gloria Giorgianni con Fabio Scamoni, che andrà in onda il prossimo autunno su Rai1.

Un lavoro liberamente ispirato all’autobiografia di Carla Fracci “Passo dopo passo – La mia storia” e realizzato con la consulenza diretta di Carla, del marito Beppe Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, che ripercorrerà il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo e definita nel 1981 dal New York Times “prima ballerina assoluta”.

Carla Fracci alla Scala con Alessandra Carina Mastronardi

Carla e Alessandra Mastronardi, l’attrice che le darà vita sullo schermo, si erano incontrate alla Scala in febbraio e avevano parlato a lungo.

La loro immagine, le due Carla, al centro del palco del teatro, sarà forse l’ultima della grande danzatrice nella “sua casa più amata”, La Scala, dov’è nata e vissuta.