Galleria Vittorio Emanuele II Milano

Di Paolo Minotti

Sono trascorsi più di 150 anni da quel lontano 5 settembre 1867, giorno d’inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele II, considerata oggi – con Via Montenapoleone e Via della Spiga – uno dei simboli internazionali dello shopping di lusso. Qui hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi, famosi caffè e ristoranti, prestigiose e storiche librerie oltre che l’ingresso posteriore della Ricordi Feltrinelli, tra i negozi megastore più grandi d’Italia. Tuttavia la sua affascinante storia è poco nota. Tutto ha inizio con l’idea di realizzare una via commerciale che collegasse Piazza Duomo a Piazza della Scala: per trovare i finanziamenti e coinvolgere i milanesi in questo progetto viene persino organizzata una lotteria pubblica di 2 milioni di biglietti a 10 lire l’uno. Sebbene i proventi della lotteria non sarebbero stati sufficienti, l’idea trova larga eco sulla stampa e rende i milanesi più informati e partecipi delle intenzioni municipali. Nell’aprile del 1860 il Comune bandisce il concorso per la progettazione di questa “strada”, che viene vinto (tra 176 partecipanti) dall’architetto bolognese Giuseppe Mengoni. La Galleria nasce nel clima entusiasta della nuova Unità d’Italia ed è infatti dedicata a Vittorio Emanuele II: il 7 marzo 1865, sotto una fitta nevicata fuori stagione, il Re pone la prima pietra alla presenza, fra le molte autorità, dell’allora sindaco di Milano Antonio Beretta. Poco più di due anni passano tra la posa della prima pietra e l’inaugurazione della Galleria, domenica 15 settembre 1867, ancora una volta alla presenza del Re. Si calcola che dal marzo 1865 si avvicendi al lavoro un “esercito” di mille uomini al giorno tra manovali e muratori, falegnami e carpentieri, fabbri e vetrai, scalpellini e marmorini, stuccatori e mosaicisti, verniciatori e imbiancatori, ai quali nelle fasi finali si aggiungono i decoratori e i pittori, i modellatori e gli scultori attivi nella parte artistica della Galleria. Per le difficoltà a reperire le risorse finanziarie degli ulteriori lavori di completamento, nel 1870 riprendono quelli per gli edifici della piazza, mentre Mengoni dettaglia i disegni per l’accesso alla Galleria, concepito come un arco di trionfo. A causa di ripensamenti e ritardi di varia natura l’arco viene completato solo alla fine del 1877, quando tuttavia, pochi giorni prima dell’inaugurazione, perde la vita il suo architetto, precipitato da un’impalcatura durante un’ispezione. Un incidente secondo alcuni, un suicidio per altri. Il re Vittorio Emanuele II muore il 9 gennaio 1878; l’arco di Piazza del Duomo viene inaugurato il 24 febbraio dello stesso anno senza cerimoniali e senza festeggiamenti «in mezzo a una quiete che assomiglia molto alla mestizia», annota La Rivista Illustrata.

Tratto da
Milano 24orenews italiadagustare Settembre 2021
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