Animali domestici pandemia

Tutta colpa della superficialità dei padroni che prima volevano avere compagnia in tempi di serrata sociale e adesso portano avanti un “abbandono legalizzato”

Durante la pandemia i pet hanno vissuto un idillio: uscivano regolarmente all’aperto e anche più volte al giorno e ricevevano molte più coccole dal loro padrone, o da chi li chiedeva in “prestito” per fare due passi in strada… in Italia 3,5 milioni di italiani avrebbero preso con sé un animale da compagnia durante o dopo il primo lockdown per superare meglio gli effetti stressanti della pandemia.

Oggi con il ritorno a ritmi di vita più “normali” e sincopati gestire un pet sembra più difficile del previsto e i cani vengono abbandonati!

L’aumento dei cani non ha significato necessariamente l’acquisto di un costoso cucciolo di razza: il Covid ha fatto crescere anche le adozioni di cani randagi rispetto agli anni passati. Tra le conseguenze, l’innegabile vantaggio per alcuni settori produttivi di grande importanza in Italia – il petfood, i vaccini e i medicinali veterinari – che nell’ultimo anno hanno registrato decine di punti di fatturato in più.

Si cedono più cani o gatti? Per l’80% si tratta di cessione di cani ma la situazione dei gatti è anche più grave. Dietro questo dato si nasconde il fatto che i gatti, privi di microchip vengono molto più facilmente abbandonati, magari in condomini o colonie, piuttosto che ceduti alle associazioni e il dato sugli abbandoni è davvero allarmante: +60% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo. Aumentano anche l’abbandono di animali esotici che, nella maggior parte dei casi, si acquistano senza poi avere reale contezza dell’impegno che richiedono quotidianamente.

Ferdinando Asnaghi

Dr. Ferdinando Asnaghi
Medico Veterinario
Specialista in Patologia e Clinica
Animali da affezione
Centro Veterinario Asnaghi Anselmi
Cascina Sedone, 10 – Zerbolò – PV

Tratto da
24orenews.it Magazine Marzo 2022

COVER 24orenews.it Magazine Marzo 2022

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