Innsbrucker Festwochen der Alten Musik 2025: un’edizione segnata dal mito e dal potere
L’edizione 2025 delle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, svoltasi dal 25 luglio al 31 agosto, ha confermato ancora una volta il ruolo del festival come uno dei principali punti di riferimento internazionali per la musica antica. Con il tema “Wer hält die Fäden in der Hand?” – Chi tiene i fili in mano? – il cartellone ha esplorato il rapporto tra destino, volontà e controllo, intrecciando riflessioni drammaturgiche e scelte musicali di grande coerenza.
Il dittico delle Ifigenie: il cuore dell’edizione
Il pubblico ha accolto con entusiasmo il progetto centrale del festival: il dittico dedicato al mito di Ifigenia, composto da:
- Ifigenia in Aulide di Antonio Caldara
- Ifigenia in Tauride di Tommaso Traetta
Le due opere, raramente eseguite, sono state presentate come un percorso narrativo unitario, offrendo una lettura moderna della figura di Ifigenia, sospesa tra sacrificio, manipolazione e autodeterminazione. La critica ha sottolineato la forza visiva delle regie e la qualità delle direzioni musicali, capaci di restituire la complessità del repertorio barocco.
Il Giustino di Vivaldi e il talento dei giovani
La sezione Barockoper:Jung ha portato in scena Il Giustino di Antonio Vivaldi, affidato ai giovani cantanti selezionati dal Concorso Cesti 2024. La produzione ha messo in luce voci emergenti di grande personalità, confermando il ruolo del festival come piattaforma privilegiata per la nuova generazione di interpreti barocchi.
Grandi nomi e grandi ensemble
L’edizione 2025 ha visto il ritorno a Innsbruck di alcuni protagonisti assoluti della scena internazionale:
- Andreas Scholl, applauditissimo nel suo recital
- Giovanni Antonini, alla guida di programmi virtuosistici
- Christina Pluhar con L’Arpeggiata, capace di fondere tradizione e improvvisazione
- Le Concert de la Loge, tra gli ensemble più raffinati del panorama francese
- Accademia Bizantina, orchestra residente diretta da Ottavio Dantone
La varietà dei programmi ha spaziato dalla musica sacra alle cantate profane, dai concerti strumentali alle produzioni site-specific.
Luoghi che amplificano la musica
Come da tradizione, anche nel 2025 il festival ha valorizzato alcuni dei luoghi più iconici del Tirolo:
- il Castello di Ambras, con gli storici Schlosskonzerte
- la Hofburg, sede di recital e concerti cameristici
- la Chiesa di San Giacomo, perfetta per la musica sacra
- il Palais Fugger-Taxis, apprezzato per l’acustica intima e luminosa
- La relazione tra architettura e suono è stata uno dei tratti distintivi dell’edizione.
Un passo verso il cinquantesimo anniversario
Con la direzione artistica di Eva-Maria Sens, le Festwochen 2025 hanno rappresentato un tassello importante nel percorso verso il 50º anniversario del 2026. L’attenzione alla ricerca, la riscoperta di repertori rari e l’investimento sui giovani interpreti hanno confermato la vocazione del festival a unire tradizione e innovazione.











