Robert Doisneau L'enfer, Paris 1952
Robert Doisneau L'enfer, Paris 1952

Robert DoisneauRobert Doisneau Le baiser de l'Hôtel de Ville, Paris 1950

Robert Doisneau Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950

Mostra al Centro Italiano per la Fotografia Robert Doisneau Le vélo de Tati, Paris 1949

Robert Doisneau Le vélo de Tati, Paris 1949

Robert Doisneau, il padre della celebre foto del bacio, è il protagonista della mostra ospitata, a Torino, da CAMERA
Centro Italiano per la Fotografia dal 11 ottobre 2022 al 14 febbraio 2023.  L’antologica dedicata al maestro francese è curata da Gabriel Bauret e promossa oltre a CAMERA, da Silvana Editoriale e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

La mostra presenta oltre 130 fotografie dell’autore in un percorso che comprende le sue immagini più iconiche insieme a scatti meno noti ma altrettanto straordinari, selezionati fra gli oltre 450.000 negativi di cui si compone il suo archivio.Robert Doisneau Les frères, Paris 1934

Robert Doisneau Les frères, Paris 1934

Fra i fotografi più famosi al mondo, Robert Doisneau è considerato, insieme a Henri Cartier-Bresson, uno dei padri della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. A partire dalla sua fotografia più conosciuta – che ritrae il bacio di una giovane coppia indifferente alla folla dei passanti e al traffico della place de l’Hôtel de Ville di Parigi – l’esposizione racconta la carriera attraverso i temi ricorrenti da lui affrontati in più di cinquant’anni con la fotocamera sempre pronta a scattare: la guerra e la liberazione, il lavoro, l’amore, i giochi dei bambini, il tempo libero, la musica, la moda, gli artisti.

Che si tratti di fotografie realizzate su commissione o durante le lunghe giornate a girovagare per Parigi, Doisneau racconta il proprio tempo attraverso uno sguardo guidato dalla disobbedienza e dalla curiosità, indicati da lui come ‘i due requisiti principali di questo mestiere’. Ad accompagnarlo in queste passeggiate sono gli amici scrittori, come Jacques Prévert, Robert Giraud e Blaise Cendrars, dei quali diceva “quando trovavo un’immagine pensavo a uno di loro, che poi era il primo a cui la mostravo. Un po’ glielo dovevo, poiché erano stati loro a insegnarmi a vedere”.

Doisneau sviluppa uno stile personale che traspare anche nei suoi scritti o nelle didascalie che appone alle proprie stampe: un equilibrio fra le logiche del reportage e un’attitudine all’invenzione, cui si aggiunge una nota di scherzosa ironia nei confronti dei soggetti che ritrae. Con il suo obbiettivo, Doisneau ha catturato con enorme libertà espressiva la vita quotidiana degli uomini, delle donne, dei bambini di Parigi e della sua banlieue, sapendo tradurne le azioni e i gesti, i desideri e le emozioni, tracciando uno spaccato realistico ed empatico dell’umanità del dopoguerra.

È questo sguardo, assolutamente personale e talmente lucido da riuscire a toccare corde universali, ad avergli garantito un posto d’onore nella storia della fotografia del XX secolo, portandolo a essere uno degli autori più conosciuti al mondo. Nel 1983 gli viene, infatti, assegnato il “Grand Prix national de la photographie”, a consacrazione di una carriera estremamente ricca e densa.Doisneau

Doisneau

Informazioni Camera
Centro Italiano per la Fotografia Via delle Rosine 18, Torino
tel. 011 0881150
www.camera.to
camera@camera.to

Servizio di Alessandro Sartore

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