Il Museo della Ceramica di Savona e il MuDA di Albisola ospitano la mostra diffusa Baj – Baj chez Baj.

Inaugurata l’8 ottobre, la mostra intende celebrare i cento anni dalla nascita di Enrico Baj, ironico, patafisico, dissacrante, immaginifico protagonista dell’arte europea del Novecento. L’esposizione sarà visitabile fino al 9 febbraio 2025.
La mostra, a cura di Luca Bochicchio e dei curatori dei musei liguri, è la più ampia retrospettiva mai realizzata sull’opera di ceramica di Enrico Baj.
Il percorso presenta cento opere, alcune delle quali mai esposte prima, provenienti dall’Archivio Enrico Baj di Vergiate, dalle collezioni dei musei di Savona e Albisola. Alcune opere provengono da una ristretta selezione di collezionisti privati, tra cui la Fondazione Marconi di Milano.
L’allestimento è sincronico, basato sulla relazione tra lavori realizzati in diverse epoche e con tecniche differenti. Terrecotte, maioliche e terraglie smaltate dialogano infatti con litografie, acqueforti, oli, acrilici, collage polimaterici e sculture in meccano.
L’esposizione è strutturata per capsule tematiche e temporali. Otto sezioni indagano specifici soggetti e serie, affrontati da Baj con la ceramica e non solo in circa cinquant’anni di carriera. Al museo di Savona:
- Incontro Internazionale della Ceramica 1954;
- Storie di Ubu;
- Ultracorpi;
- Teste-montagna;
- Arte nucleare;
- Combinatoire, folle e maschere;
- De Rerum Natura;
- La Casa Museo Jorn;
- Il Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista e il Giardino delle Delizie al Centro Esposizioni.
A Savona la mostra BAJ. Baj chez Baj. L’artista
Enrico Baj (1924-2003) è stato un artista italiano noto per il suo stile eclettico e provocatorio, legato principalmente al movimento nucleare e al surrealismo. Baj è celebre per l’uso di materiali non convenzionali e per la sua forte critica politica e sociale, spesso espressa attraverso il suo lavoro.
Nato a Milano, Baj studiò presso l’Accademia di Brera e fin dagli anni ’50 iniziò a sviluppare uno stile personale che mescolava tecniche tradizionali con materiali come tessuti, bottoni, e vari oggetti di recupero. Questo approccio divenne un elemento caratteristico del suo lavoro.











