Di filo in filo: un doppio evento tra arte e memoria
La rassegna Di filo in filo prende vita in due luoghi simbolici della Valle d’Aosta: Donnas e Champorcher. Due appuntamenti espositivi uniti dal filo – letteralmente – della tessitura artigianale della canapa, una tradizione millenaria oggi riscoperta con nuovi occhi. Dal 29 luglio al 21 settembre, Donnas ospita la mostra collettiva “Antichi saperi e nuove ricerche tessili”, mentre dal 10 agosto al 21 settembre, Champorcher accoglie la personale “La memoria femminile” di Daniela Evangelisti. Entrambe le esposizioni sono curate dalla cooperativa Lou Dzeut, con il patrocinio dei Comuni coinvolti e la collaborazione di Fiber Art and…, per promuovere un dialogo tra passato e presente, artigianato e arte contemporanea.
Di filo in filo tradizione tessile e sostenibilità: il valore della canapa
Al centro di Di filo in filo c’è un materiale antico e straordinariamente attuale: la canapa tessile. Per secoli, questa fibra vegetale ha rappresentato una risorsa preziosa per le comunità montane, grazie alla sua resistenza, versatilità e sostenibilità. Oggi, la canapa viene riscoperta non solo come simbolo di un saper fare manuale da salvaguardare, ma anche come protagonista di una rinnovata ricerca artistica ed ecologica. Le due mostre offrono al pubblico l’occasione per toccare con mano non solo le stoffe, ma anche le storie, le emozioni e le intuizioni che ogni filo porta con sé.
A Donnas: “Antichi saperi e nuove ricerche tessili”
La prima tappa di Di filo in filo si apre martedì 29 luglio alle ore 17.30 a Donnas, in via Roma 7. La mostra collettiva “Antichi saperi e nuove ricerche tessili” presenta opere di sette artisti contemporanei:
- Piera Antonelli
- Mariagiovanna Casagrande
- Mario Costantini
- Daniele De Giorgis
- Rachel Dobson
- Daniela Evangelisti
- Kabir Chandan
Ogni artista interpreta liberamente il tema del tessile, esplorando trame, materiali, forme e memorie attraverso installazioni, opere d’arte e oggetti sperimentali. La mostra sarà visitabile fino al 21 settembre, a ingresso libero oppure su prenotazione. L’accesso inclusivo e gratuito sottolinea la volontà di rendere l’arte un’esperienza condivisa e accessibile a tutti.
A Champorcher: “La memoria femminile”
Seconda tappa, domenica 10 agosto alle ore 17.30, con l’inaugurazione a Champorcher, in località Chardonney 6. Qui si apre la mostra personale di Daniela Evangelisti, artista e tessitrice che da anni indaga il legame tra trame tessili e storie di donne. Il titolo, “La memoria femminile”, evoca un universo fatto di gesti ripetuti, trasmissione intergenerazionale e cura quotidiana. L’esposizione offre un percorso visivo e simbolico nella memoria delle donne che hanno abitato i fili, i telai e le stanze delle case alpine. Anche questa mostra sarà aperta al pubblico fino al 21 settembre, a ingresso gratuito o su prenotazione.
La tessitura come arte e patrimonio culturale
Attraverso, la Valle d’Aosta valorizza la tessitura non solo come pratica artigianale, ma come linguaggio espressivo. I telai non sono più solo strumenti di lavoro, ma ponti tra generazioni, voci intrecciate, tracce di identità. In un contesto in cui il recupero dei materiali naturali e delle tecniche tradizionali si lega a nuove istanze estetiche e ambientali, eventi come questo diventano occasioni per riflettere sul futuro partendo dalle radici.
Info Per vivere appieno l’esperienza, ecco alcuni riferimenti utili:

Donnas – via Roma 7
Dal 29 luglio al 21 settembre
Inaugurazione: martedì 29 luglio ore 17.30
Champorcher – località Chardonney 6
Dal 10 agosto al 21 settembre
Inaugurazione: domenica 10 agosto ore 17.30
Per info e prenotazioni:
0125 37327 – 329 366496
Email: info@tessereamano.com
Sito ufficiale: www.loudzeut.it
Un invito a riscoprire il tessere
Non è solo una mostra, ma un viaggio tra i saperi, un invito a rallentare, osservare e lasciarsi ispirare dalla bellezza nascosta nei dettagli. I fili intrecciati, le stoffe cucite, le trame tessute raccontano di mani che lavorano, cuori che ricordano e idee che si trasformano in arte. Partecipare a questi eventi significa sostenere la cultura locale, promuovere l’artigianato sostenibile, e immergersi in un’esperienza autentica, dove ogni filo diventa voce e racconto.










