Ahmet Güneştekin / Silenzio: la nuova mostra a Palazzo Gradenigo
Sessizlik /Silenzio: l’artista curdo-turco Ahmet Güneştekin torna in Italia dopo essere stato protagonista di un’importante mostra personale alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. La nuova esposizione, a cura di Sergio Risaliti, coincide con l’avvio delle attività culturali della Fondazione Güneştekin che ha sede a Palazzo Gradenigo in Venezia, nel sestiere di Castello, acquistato dall’artista e sottoposto a un importante intervento di restauro negli ultimi due anni.
La storia, ci racconta Ahmet Güneştekin, “non si scrive quasi mai urlando, lascia le sue tracce più profonde nel silenzio. Il compositore John Cage afferma che in realtà il silenzio non è mai vuoto. Secondo la sua visione, persino ciò che chiamiamo silenzio è saturo di suoni che non usiamo. È un’idea molto potente secondo me, perché il silenzio a volte rende udibile ciò che non si vede.” Secondo Susan Sontag, ci ricorda l’artista Ahmet Güneştekin, il progressivo avvicinamento dell’arte moderna al silenzio sarebbe una forma di resistenza: l’arte a volte rifiuta ogni spiegazione e torna all’intensità dell’esperienza”.
Sessizlik / Silenzio è un complesso dispositivo di opere tra sculture e dipinti, una sorta di messa in scena dislocata tra il piano terra, il primo piano e l’esterno dell’edificio. Sono ben 11 le sculture in bronzo e altrettanti sono i dipinti a olio disposti a parete sui due piani del palazzo. Le sculture, di diverso formato e grandi dimensioni, che arrivano a superare i tre metri di altezza, sono una produzione inedita realizzata nei laboratori e negli atelier dell’artista a Istanbul. Concepite come opere site-specific, raffigurano un’eterogenea comunità di persone colte in pose diverse. La figura di una giovane donna ci accoglie all’ingresso del palazzo, in una sistemazione che ricorda le antiche decorazioni di facciata, come quelle che abbellivano chiese e palazzi nobiliari, regge e teatri nei tempi antichi.
Le figure bronzee e il tema di Ahmet Güneştekin / Silenzio

Molte delle opere in bronzo rappresentano operai, con i loro abiti da cantiere e strumenti da lavoro in mano, le cui fisionomie sono ispirate agli stessi lavoratori impegnati nel recupero dell’edificio. Questi operai sono ritratti a riposo, stanchi, quasi assenti, spossati. Oppure se ne stanno in piedi, come assorti, tra quelle pareti che hanno contribuito a far tornare ai fasti antichi, confusi tra le persone che si aggirano tra le sale di Palazzo Gradenigo. Alcuni stringono in mano degli oggetti cari all’artista, animali, teschi, elementi simbolici appartenenti al suo repertorio di immagini, sia in scultura che in dipinti. La loro presenza apre una parentesi temporale, definisce una sospensione del tempo, che si prolunga agganciando passato e futuro.
Nelle restanti figure si riconoscono anonimi visitatori che sembrano aggirarsi tra le sale, per poi confondersi anch’essi con il pubblico in un gioco di sguardi tra opere d’arte e vita pubblica. Una di queste è distesa a terra, in una pausa di lavoro, sta cercando di riposare, sembra essersi dissociata da quanto le accade intorno.
Al piano terra è installata una seconda figura di oltre due metri di altezza. È l’autoritratto dell’artista. Non ha scalpello in mano o pennelli, e non si atteggia da star davanti a un fotografo. Ci accoglie chiedendoci di fare silenzio, nel tipico gesto attribuito al dio Arpocrate. Quel gesto marca una differenza tra il fuori, in cui regnano confusione e distrazione, e il dentro del palazzo, dove si richiede attenzione, concentrazione, contemplazione.
La mostra di Silenzio come riflessione sul potere e sulla memoria
“Silenzio”, viene qui invocato perché c’è troppo rumore intorno e dentro di noi, ci sono troppi messaggi visivi e troppe informazioni digitali che distruggono il silenzio e sottraggono la capacità contemplativa. Silenzio anche per dare spazio all’ascolto di chi soffre, di chi si ribella, di chi è messo a tacere.
Per Güneştekin il silenzio è anche quello di chi ha perduto il diritto di esprimersi con la propria lingua madre. È il silenzio dei popoli sconfitti, dei libri bruciati, degli alfabeti cancellati. È il silenzio che circonda l’opera Sarcofagi dell’Alfabeto, già presentata alla GNAMC di Roma.
“Nel silenzio ascolto voci perdute, raccolgo memorie invisibili e frammenti spezzati” – ha dichiarato l’artista – “l’arte non è mera estetica, ma un tentativo di curare ferite e lasciare un appunto al futuro”.
Dipinti, porte sacre e sincretismi iconografici

Ai diversi piani, assieme alle sculture in bronzo, saranno installati anche dipinti di grandi dimensioni realizzati con olio su tela e altri materiali. Undici opere a parete che si caratterizzano per la peculiare tecnica pittorica dell’artista, basata su tratteggi minuti che generano vibrazioni luminose.
Al centro di ogni dipinto sono incastrate porte recuperate nei mercati e nei villaggi anatolici, restaurate e intagliate con motivi floreali, geometrici, simbolici. Güneştekin interviene su questi motivi arricchendoli con figure mitologiche, divinità, eroi, creature simboliche come l’araba fenice e i pavoni dell’immortalità.
Davanti a queste “porte sacre” sono installate le figure in bronzo, creando un universo condiviso tra scultura e pittura, tra realtà e astrazione, tra sociale e trascendentale. Il sincretismo iconografico assume il carattere di un messaggio politico: convivenza, dialogo, memoria.
Ahmet Güneştekin / Silenzio: un ponte tra civiltà, miti e resistenza
Nella mostra veneziana sono presenti tutti i grandi temi della produzione dell’artista: memoria, resilienza, miti del Mediterraneo e della Mesopotamia, storie marginali, simboli antichi, favole, melodie degli oppressi, cronache di resistenza.
“Con questo spirito – spiega il curatore Sergio Risaliti – Güneştekin raduna gli scarti e le rovine delle antiche civiltà, ascolta la voce sommessa del popolo, con il desiderio di riparare fratture ed elaborare ferite provocate dalla Storia e dal Potere.”
La mostra “Silenzio” e il nuovo polo culturale di Palazzo Gradenigo
Esposte nelle sale di Palazzo Gradenigo, le opere di Güneştekin creano nuove esperienze emozionali e cognitive, trasformando ricordi e memorie in elementi dinamici della memoria collettiva.
In occasione della mostra Sessizlik/Silenzio saranno aperti al pubblico i primi due piani ristrutturati del palazzo. Il completamento dei lavori, previsto per il 2027, farà di Palazzo Gradenigo un nuovo polo per le arti contemporanee a Venezia.
Sergio Buttiglieri
INFORMAZIONI
Fondazione Güneştekin
Palazzo Gradenigo, Venezia – Campo Santa Giustina
Orari di apertura: 10.00-18.00











