milano mostre febbraio 2018
Milano Mostre Febbraio 2018

FEBBRAIO 2018 – MOSTRE – MILANO

SCELTE PER VOI SU “MILANO 24orenews”

 

Cover MI24 Gen-Feb 2018

 

Tratto da “Milano 24orenews” – febbraio 2018 

 

CHE GUEVARA. TU Y TODOS

Fabbrica del Vapore / Via Giulio Cesare Procaccini 4

Orari: lun 15-20; mar-mer-ven-sab-dom 10-20; gio 10-22

Sino al 1 aprile 2018

Il 9 ottobre del 1967 il combattente Ernesto Guevara viene assassinato nel piccolo villaggio de La Higuera. A 50 anni dalla sua morte, Milano dedica alla sua figura una mostra spettacolare che ci porterà dentro la Storia, a rivivere gli avvenimenti cruciali e il mito del Che, ma anche a scoprire l’uomo, i suoi affetti, gli ideali e i turbamenti, grazie al ricchissimo materiale di archivio del Centro Studi Che Guevara a L’Avana e ai linguaggi delle più innovative tecnologie. Curata da Daniele Zambelli, Flavio Andreini, Camilo Guevara e Maria del Carmen Ariet Garcia, la mostra con oltreduemila documenti racconta la storia di un uomo chiave del ‘900 – borghese, medico, marito e padre – che di fronte alla visione delle ingiustizie sociali non è rimasto indifferente e ha scelto di agire in prima persona.

 

JAMES NACHTWEY. MEMORIA

Palazzo Reale / Piazza Duomo

Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 09.30-19.30; gio-sab 09.30-22.30

Sino al 4 marzo 2018

Un racconto intenso e una imponente riflessione sulla crudezza della guerra, la violenza del terrorismo, lo sguardo vuoto della disperazione. Curata da Roberto Koch e dallo stesso James Nachtwey, “Memoria” rappresenta una produzione originale e la più grande retrospettiva mai concepita su quello che è considerato l’erede di Robert Capa. Organizzate in 17 sezioni, le duecento immagini esposte nelle diverse sale propongono al visitatore un’ampia selezione dei reportage più significativi di Nachtwey: da El Salvador a Gaza, dall’Indonesia al Giappone, passando per la Romania, la Somalia, il Sudan, il Rwanda, l’Iraq, l’Afghanistan, il Nepal, gli Stati Uniti (tra cui la testimonianza straordinaria dell’attentato delll’11 settembre 2001) e si conclude con un reportage oltremodo attuale sull’immigrazione in Europa.

GIGI PIANA. MOVEO_ERGO_SUM

(PICCOLI MOVIMENTI RIVOLUZIONARI)

Galleria Après-coup Arte / Via Privata della Braida 5

Orari: mar-mer-gio-ven-sab 08.30-22

Sino al 17 febbraio 2018

Intreccio e Trasparenza. Sono queste le due parole chiave per potersi immergere e comprendere l’arte di Gigi Piana, artista visivo e performer, che con la live-performance “spazio tempo” ha inaugurato la sua “moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari)”. Curata da Sarah Lanzoni, la mostra è una riflessione sulla ricerca del movimento attraverso un linguaggio che è cifra stilistica dell’artista: stampe fotografiche di corpi nudi in movimento su acetato trasparente tagliate in strisce orizzontali e verticali, tra loro intrecciate e fissate sul telaio della cornice. Nove opere di varie dimensioni, 5 delle quali realizzate ex novo. Fra tutte le “trame” che saranno esposte va segnalato in particolare il trittico “free_still#olga_2” con il quale l’osservatore potrà interagire, facendolo scorrere su binari predisposti, sovrapponendo o separando i diversi livelli che lo compongono.

SLIGHT AGITATION 3/4: GELITIN

Fondazione Prada / Largo Isarco 2

Orari: lun-mer-gio 10-19; ven-sab-dom 10-20

Sino al 26 febbraio 2018

Il terzo capitolo del progetto espositivo ideato dal Thought Council della Fondazione, prosegue nella sua terza fase con l’intervento del collettivo austriaco dei Gelitin, composto da Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e Tobias Urban, prima di lasciare il testimone alla brasiliana Laura Lima, l’artista dell’ultima fase di “Slight Agitation”. POKALYPSEA-APOKALYPSE-OKALYPSEAP, il progetto dei Gelitin propone tre grandi sculture che fanno esplicito riferimento ad archetipi architettonici di derivazione classica (l’arco di trionfo, l’obelisco e l’anfiteatro), sovvertendone le componenti retoriche e monumentali. Concepite tanto come simboli quanto come strutture per un vivere quotidiano, le tre installazioni tracciano un metaforico arco tra ciò che è chiuso e individuale e ciò che è aperto e collettivo, dall’esplicitamente erotico alla gioia sublimata dello stare insieme.

 

 

Articolo precedenteTestate e giornalisti che scrivono di cultura e spettacolo
Articolo successivoMutui casa: nel 2017 gli importi erogati sono cresciuti del 7,6%