Babylon Damien Chazelle

Di Valerio Consonni

Dopo Lalaland, Damien Chazelle torna sugli schermi con questo film esagerato, casinista, surreale, complesso, intellettuale, ma dannatamente bello, alla faccia dei tanti a cui non è piaciuto, perchè Babylon è una vera e propria babilonia.
Se c’è un aggettivo per descrivere questo film è sicuramente “troppo”: troppo in senso positivo. Ispirandosi al libro scandalo Hollywood Babilonia di Kenneth Anger, dove vengono messi a nudo gli eccessi e i vizi delle star hollywoodiane negli anni ’20 prima dell’avvento del codice Hays, Chazelle ci porta all’interno di quel mondo, fatto di orge, alcol e stupefacenti.
Già dalla prima sequenza Chazelle ci fa vedere dove vuole arrivare: ad un party selvaggio – praticamente un’orgia quasi imperiale – nella Hollywood del cinema muto, viene invitato un elefante. Spaventato, l’animale si lascia andare ai danni dei suoi trasportatori e anche sulla telecamera, sfondano la quarta parete con le feci elefantiache.
Questo è l’inizio. Negli Stati Uniti è stato un flop di pubblico e critica, anche in relazione al budget di produzione che si aggira intorno ai 100 milioni di dollari. Ma si sa, gli americani non brillano certo per cultura. Babylon è la storia della mecca del cinema nei ruggenti anni ’20, attraverso il passaggio dal muto al sonoro, cercando di dichiarare l’amore e forse anche l’odio per la settima arte, il cinema.
Ecco il nucleo del film: il vero protagonista è il cinema, la settima arte o meglio la musa che si auto – racconta attraverso Manuel, che ha il volto di Diego Calva, il più debole e ancora il più umano dei protagonisti. Una Teogonia cinematografica, ma anche un rebus gigante dove spetta allo spettatore cogliere il filo rosso della trama, la qual cosa non è facile. Il film ruota intorno a tre personaggi principali: Nellie LaRoy, interpretata da Margot Robbie, Manuel e Jack Conrad, interpretato da Brad Pitt.
L’incontro fra i tre avviene al party con il già citato elefante: Manny è un tuttofare, al servizio di un produttore di Hollywood, è lui che ha l’ingrato compito di trasportare l’animale alla festa (ma non è lui la vittima della cascata marrone), dove incontra Nellie, sedicente star cinematografica, vivace ed esuberante, probabilmente già ubriaca o fatta. Al party non può mancare l’alcolizzato, divo del cinema muto, Jack Conrad.
E poi tutta una pletora di personaggi tutti quanti effimeri, una scelta voluta del regista per mostrare quanto il modo del cinema e non solo sia anch’esso effimero, perché l’altro protagonista è il Tempo, scritto con la T maiuscola, che tutto divora e travolge. La scena finale ricorda le ultime scene di “2001: Odissea nello spazio”, ma non voglio anticipare troppo. Babylon è un film che “travolge”.
Da vedere!

Tratto da
24orenews.it Magazine Marzo 2023
24orenews Marzo 2023 Magazine Cover Renato Zero r

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