DELITTI ROCK
BRIAN JONES – IL MISTERO DELLA PIETRA SOLITARIA
Lunedì 10 ottobre, ore 23:25, – Rai 2
Conduce MASSIMO GHINI
Un programma di Ezio Guaitamacchi
Regia di Rinaldo Gaspari
La misteriosa morte di Brian Jones dei Rolling Stones sarà al centro della puntata di DELITTI ROCK in onda lunedì 10 ottobre, alle ore 23:25, su Rai 2.
Massimo Ghini presenta la nuova puntata di “Delitti Rock” dal titolo “Brian Jones – Il Mistero della pietra solitaria”, dedicata al celebre chitarrista e polistrumentista dei Rolling Stones, morto in circostanze mai chiarite il 3 luglio del 1969.
Numerose le testimonianze raccolte da Ezio Guaitamacchi che, in questa puntata, cercheranno di chiarire i motivi e le dinamiche che hanno portato alla morte dell’artista. ANNA WOHLIN, la fidanzata di Jones nel luglio del 1969 e che viveva con lui alla Cotchford Farm, è venuta appositamente in Italia per raccontare a “Delitti Rock” la sua versione. Svedese, oggi ha una boutique alla periferia di Stoccolma: non ha mai concesso prima d’ora interviste alle televisioni straniere. Nuovi particolari ed indizi emergono dalla documentazione messa a disposizione da TREVOR HOBLEY, il responsabile del “Brian Jones Fans Club” che sostiene l’ipotesi dell’assassinio, e da PAT ANDREWS, la fidanzatina storica di Jones e la mamma del suo primo figlio (vive a Cheltenham, città natale sua e di Brian, dove ci sono la sua prima casa e la tomba in cui è sepolto il batterista). Documentazione dalla quale emergerebbero nuovi indizi sulla colpevolezza di Frank Thorogood e, soprattutto, di Tom Keylock. Una testimonianza sarà fornita anche da CARLO MASSARINI, giornalista e entertainer radiotelevisivo: nel 1969 aveva 16 anni ed era presente ad Hyde Park, al primo concerto dei Rolling Stones senza Brian Jones.
Ospite musicale Eugenio Finardi che interpreta alcune canzoni dei Rolling Stones, tra cui “(I Can’t Get No) Satisfaction”.
“Delitti Rock” è un programma di Rai 2 realizzato nel Centro di produzione di Milano, con la collaborazione della 3ZERO2. Il programma è scritto da Ezio Guaitamacchi, con la collaborazione di Rinaldo Gaspari e Roberto Manfredi, per la regia di Rinaldo Gaspari.
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Antonio Ranalli











