IPRI 2025 e la tutela dei diritti di proprietà
La tutela dei diritti di proprietà conquista un nuovo traguardo per l’Italia. La Property Rights Alliance (PRA) ha presentato a Bruxelles la 19ª edizione dell’International Property Rights Index (IPRI), l’indice globale che misura la protezione dei diritti di proprietà fisica e intellettuale in 126 Paesi. L’autrice del rapporto, Sary Levy Carciente, economista di fama internazionale e consulente del Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado, ha illustrato i risultati davanti al Parlamento Europeo, sottolineando il ruolo crescente dell’Italia nel panorama mondiale della tutela proprietaria.
Tutela diritti di proprietà: l’Italia migliora di 11 posizioni
L’edizione IPRI 2025 segna una svolta: l’Italia sale dall’attuale 36ª alla 25ª posizione, con un punteggio di 6,952. È un progresso di rilievo che interrompe anni di stagnazione e rilancia il Paese al 17° posto in Europa. Il risultato riflette un miglioramento della tutela dei diritti di proprietà fisica, passata dalla 61ª posizione del 2024 alla 15ª nel 2025. Anche la stabilità politica registra un’evoluzione positiva, con un salto dalla 40ª alla 34ª posizione, segnale di maggiore fiducia nel sistema legale ed economico italiano.
Proprietà intellettuale e marchi: un’Italia più competitiva
Nonostante un lieve calo (-0,0022) nel sottoindice dedicato alla proprietà intellettuale, l’Italia mostra eccellenze nella tutela dei marchi, classificandosi terza al mondo e seconda in Europa. Secondo Lorenzo Montanari, Direttore Esecutivo di PRA: “I diritti di proprietà rimangono uno dei pilastri fondamentali per mantenere una società libera e prospera. Con questo risultato, l’Italia entra nella Top 25 mondiale, ben al di sopra della media globale IPRI 2025.”
Questa crescita consolida la reputazione dell’Italia come hub dell’innovazione e della ricerca, attraendo investimenti esteri in un contesto più stabile e favorevole all’iniziativa privata.
Classifica globale IPRI 2025
La classifica 2025 conferma l’Europa e l’Oceania ai vertici mondiali nella tutela dei diritti di proprietà:
- 1° Lussemburgo — 8,24
- 2° Australia — 8,03
- 3° Svizzera — 8,00
- 4° Giappone — 7,90
- 5° Danimarca — 7,70
In coda restano Yemen (1,6), Venezuela (2,0) e Haiti (2,1), a conferma delle difficoltà nei Paesi caratterizzati da instabilità politica e fragili istituzioni economiche.
Tutela diritti di proprietà: un indice a valore globale
L’International Property Rights Index è pubblicato ogni anno dalla Property Rights Alliance e rappresenta uno strumento di riferimento per governi, economisti e industrie di tutto il mondo. Nel 2025, l’iniziativa ha coinvolto 133 think tank di 72 Paesi, coprendo il 93% della popolazione mondiale e il 98% del PIL globale. Questo approccio collaborativo rafforza la visione della PRA: promuovere istituzioni libere e democratiche fondate sulla sicurezza della proprietà privata, considerata un elemento essenziale per lo sviluppo economico e sociale.
Prospettive future per l’Italia
Il miglioramento dell’Italia nella tutela dei diritti di proprietà apre prospettive incoraggianti per il futuro economico del Paese. Il posizionamento nel Top 25 mondiale rappresenta un riconoscimento della solidità del quadro normativo e dell’impegno delle istituzioni verso la trasparenza, la certezza del diritto e la competitività internazionale. Questa evoluzione può incentivare nuovi flussi di investimenti diretti esteri, sostenendo settori chiave come tecnologie avanzate, ricerca scientifica e industria creativa.
Per approfondire i dati completi e le analisi, è possibile consultare il rapporto ufficiale IPRI 2025 disponibile sul sito International Property Rights Index.
Fonte:
Property Rights Alliance – International Property Rights Index (IPRI) 2025
Ph. Credits: Courtesy International Property Rights Index ©











