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Mercatino Enogastronomico della Certosa

 31 Agosto, 7 e 21 Settembre 2014

 Dalle 9 alle 18

 Via del Monumento, Certosa di Pavia (Pv)

 14 Settembre 2014

 Dalle 9 alle 18

 Corte dei Cistercensi, Morimondo (Mi)

Domenica 31 Agosto  riprendono gli appuntamenti ad alto tasso di golosità con il  MEC – Mercatino Enogastronomico della Certosa di Pavia. In calendario occasioni in casa ed in trasferta  per incontrare i produttori delle eccellenze food&wine della zona. Tutto il meglio delle tipicità a filiera corta  nell’area antistante il complesso abbaziale a pochi chilometri da Pavia.

Squadra vincente non si cambia ma si amplia: tra le nuove proposte il pane fatto con la farina km zero del Molino di Certosa e la frutta e la verdura fresca di un produttore locale. Nella carta eccellenze  a filiera corta da conoscere, degustare ed acquistare in un mercatino, quello della Certosa di Pavia, che ispira fiducia e famigliarità come il negozio sotto casa dei tempi andati. Una piccola realtà sempre in movimento (oltre alle date in sede, il MEC è ormai affidabile food partner di eventi a Chiaravalle e a Cassinetta di Lugagnano, mentre tutte le seconde domeniche del mese sarà presente a Morimondo, nella suggestiva Corte dei Cistercensi) organizzata in collaborazione con il Comune di Certosa di Pavia e giunta ormai al suo sesto anno.

Dopo la pausa estiva il farmers’ market riprende domenica 31 Agosto e nei prossimi mesi, come di consuetudine, ogni prima e terza domenica del mese nello spazio antistante la Certosa di Pavia.

MEC - prodotti Certosa di Pavia

Salame di Varzi, salami e prosciutti d’oca della Lomellina, vini DOC dell’Oltrepò Pavese e del Monferrato, formaggi tipiciriso del Pavesemiele, funghi. Non mancheranno inoltre la pasta fresca, il pane in tutte le sue declinazioni, le offelle di Parona, succhi di frutta e salse, la birra artigianale.

Un atlante del gusto che dà appuntamento in un luogo di straordinaria bellezza, gioiello del gotico lombardo quale è la Certosa di Pavia.

Golose occasioni di fine estate ed autunno per turisti, foodies e enogastronauti che potranno conoscere, degustare e acquistare le tipicità enogastronomiche locali.

Eccellenze locali a pochi km da casa in un luogo da non  perdere. La Certosa è infatti uno dei monasteri più celebri e frequentati d’Italia, situato a 8 km da Pavia sulla statale che unisce Milano a Pavia. La Certosa di Pavia è facilmente e rapidamente raggiungibile anche in treno da Milano con comodi treni Regionali (uno ogni ora). E se le condizioni metereologiche lo consentono anche in bicicletta da Milano, magari seguendo il cammino di Sant’Agostino: una trentina di chilometri da Milano (linea 2 della metropolitana, fermata Romolo o Abbiategrasso,http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/15-milano-pavia-lungo-il-naviglio-pavese).

Dichiarata monumento nazionale italiano nel 1866 diventando così proprietà del Regno d?italia, la Certosa di Pavia fu eretta a partire dal 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti come sacello funebre della famiglia; il monastero fu ultimato nel 1452 e la chiesa nel 1473. La facciata venne realizzata successivamente dai fratelli Mantegazza e da Giovanni Antonio Amadeo (la parte inferiore) e da Lombardo nel XVI secolo (la parte superiore).

Per informazioni 347 7264448; www.agenziareclam.it; www.prolocomorimondo.eu

Certosa di Pavia

 

La Certosa di Pavia è facilmente e rapidamente raggiungibile anche in treno da Milano con comodi treni Regionali (uno ogni ora). E se le condizioni meteorologiche lo consentono anche in bicicletta da Milano, magari seguendo il cammino di Sant’Agostino: una trentina di chilometri da Milano (linea 2 della metropolitana, fermata Romolo o Abbiategrasso, http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/15-milano-pavia-lungo-il-naviglio-pavese). Dichiarata monumento nazionale italiano nel 1866 diventando così proprietà del Regno d’Italia, la Certosa di Pavia fu eretta a partire dal 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti come sacello funebre della famiglia; il monastero fu ultimato nel 1452 e la chiesa nel 1473. La facciata venne realizzata successivamente dai fratelli Mantegazza e da Giovanni Antonio Amadeo (la parte inferiore) e da Lombardo nel XVI secolo (la parte superiore).

MEC - Morimondo Certosa di PaviaL’Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da “mora”, parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l’austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l’opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L’esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L’interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all’intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522. Si compone di 70 stalli divisi in 2 ordini; negli scranni sono raffigurati motivi simbolici. Sul fianco destro della chiesa si apre il chiostro, dove affacciano le varie parti del monastero, più volte riprese e rimaneggiate nel tempo. Il lato est è il piu’ antico, con la sala capitolare, il sovrastante dormitorio, il “parloir” e la “sala di lavoro” dei monaci. Sul lato sud si affacciano il “calefactorium” (unico locale riscaldato) e il refettorio. L’ala dei conversi, lato ovest, è quella che ha subito maggiori trasformazioni.