MACULAN
Maculan

 Maculan, piacere semplicità

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Dal grande terroir del Veneto dove “Maculan” è sicuramente un nome noto nel mondo del vino. A partire dagli anni Ottanta è stato tra i protagonisti di quel rinascimento del vino italiano dell’epoca post metanolo che lo ha portato ad essere una delle massime espressioni del Made in Italy nel mondo. Maculan lo ha fatto partendo da una zona allora poco nota, la DOC Breganze, portandola alla ribalta internazionale e facendosene interprete e promotore.  Almeno due dei suoi vini possono a tutti gli effetti considerarsi dei vini-icona. Parliamo di Torcolato, vino dalle origini antichissime prodotto con l’autoctona uva vespaiola dopo un appassimento e di Fratta, taglio di Cabernet e Merlot. Vini eleganti, sobri, potenti. Ma al tempo stesso sempre godibili, capaci di conquistare già al primo incontro. Un lusso che si potrebbe definire accessibile a tutti i palati. Vini che segnano uno stile con cui Maculan si è fatto conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Dal minimalismo che caratterizza la grafica delle etichette, ad una cura amorevole per il proprio territorio e i propri vigneti; dal rigore in cantina, alle tante iniziative enogastronomiche che animano la vita dell’azienda diventata crocevia di persone e sapori. In ogni aspetto Maculan ricerca e individua il giusto punto di equilibrio tra serietà e spensieratezza, rigore e gusto di vivere la vita. È lo stile Maculan: piacere semplicità. 

FAMIGLIA MACULAN

Gli inizi

Tutto inizia nel 1947 a Breganze, nel Veneto poverissimo del dopoguerra. Un periodo difficile in cui le piccole aziende agricole riescono appena a mantenere la sussistenza del nucleo familiare. L’Italia sta muovendo i primi passi verso l’uscita dall’arretratezza economica attraverso l’inesorabile trasformazione da paese agricolo a paese industriale.  In questo contesto storico, Giovanni Maculan pone le fondamenta di quella che, con la sua operosità, volontà e  ingegno tipici delle popolazioni venete, diventerà un’azienda agricola che con il tempo saprà mantenere il passo e acquisire un ruolo determinante nel panorama vitivinicolo italiano. Tra gli elementi che determineranno un destino felice per la sua azienda, c’è sicuramente  la sua ferrea volontà di far studiare Fausto, unico figlio maschio, per farlo diventare enologo.  A Breganze all’epoca non esistevano le scuole medie, quindi Fausto viene mandato prima in collegio e successivamente alla Scuola di Enologia di Conegliano. L’azienda allora produceva 20.000 ettolitri l’anno. Seguendo il motto “una piccola azienda per dei grandi prodotti” Fausto in pochi anni avrebbe impresso una rivoluzione che ne avrebbe cambiato radicalmente fisionomia 

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Fausto Maculan

Fin da giovanissimo Fausto dimostra una mente brillante e una forte attitudine commerciale, tanto che, già a tredici anni, accompagnato da un autista, inizia a visitare i clienti della cantina.Ottenuto il diploma di enologo, nel 1970, si iscrive all’università e dopo il servizio di leva, nel 1973 ritorna a lavorare in azienda. Ci vuole qualche mese di rodaggio e nel 1974 realizza in completa autonomia la sua prima vera vendemmia: Vespaiolo, Pinot Bianco, Pinot Nero, Cabernet, Merlot e Sauvignon i 6 DOC Breganze dell’epoca. La caparbietà e la grande passione ereditate dai genitori, conducono Fausto a esplorare varie strade, tutte tese a valorizzare una produzione di qualità attraverso un grande lavoro condotto sempre in prima persona in vigna, in cantina e anche nella comunicazione. Molti i suoi viaggi sulla via di Bordeaux, intrapresi con l’umiltà di voler capire, imparare, stabilire un confronto, una relazione con gli altri, facendo tesoro di ogni insegnamento, di ogni singola esperienza. Il primo incontro fortuito è con Gianni Brera, a Vicenza per seguire la partita con il Milan, che scriverà sul Guerrin Sportivo una recensione più entusiastica dei vini che della partita. Quindi le frequentazioni di Gigi Veronelli, l’amicizia con Gualtiero Marchesi, di casa in via Castelletto a Breganze. Qundi gli incontri con personaggi celebri e teste coronate, tutti accomunati dalla stessa passione per i suoi vini, tra cui ricorda con particolare piacere quello con il Principe Ranieri di Monaco. Conosciuto per la sua  grande passione per il vino e per la grande cucina, oltre che per il suo carattere brillante e vulcanico, Fausto Maculan diventa un personaggio molto ambito e richiesto sia in Italia che all’estero, come commentatore e conduttore di serate enogastronomiche. Dopo il suo primo viaggio in America, nel 1983, decide che la lingua inglese gli è indispensabile e si dedica all’apprendimento, tanto da rivolgersi con disinvoltura pochi anni più tardi alla platea dei Master of Wine di Londra. Nel 2001 la sua attività di divulgazione, lo porta alla nomina di Presidente dell’Associazione Strada del Torcolato e Vini DOC Breganze. Nello stesso anno, viene coinvolto dal Conte Paolo Marzotto nel progetto di una nuova cantina con 180 ettari di vigneti in Sicilia. Una nuova sfida che gli dà modo di sperimentare altri climi, vitigni e vini. Tra i fondatori e promotori della Magnifica Fraglia del Torcolato nata nel 2002, a livello locale è impegnato anche come vice-presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze dal 1990.

Angela e Maria Vittoria

Angela e Maria Vittoria sono la nuova generazione Maculan. Determinate fin da giovanissime a percorrere le orme del padre Fausto, dopo il liceo scientifico hanno entrambe scelto  la facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie dell’Università di Padova. Angela Maculan, classe 1977, ricorda oggi la grande emozione provata da piccola, quando finalmente ha ottenuto per la prima volta il permesso di poter usare le forbici e così, prendere parte attivamente alla raccolta dell’uva. Oppure il suo primo viaggio di lavoro negli States, appena diciannovenne, l’inizio di una lunga serie di spostamenti che le hanno consentito di accrescere le sue conoscenze enologiche, visitando le più famose zone vitivinicole del mondo e di assaggiare grandi vini. In azienda è lei a occuparsi del settore export. Coniuga gli impegni di lavoro con due grandi passioni: il vino e il buon cibo. Dal 2016 Angela ha assunto l’incarico di Presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli.

Maria Vittoria, nata nel 1985, come la sorella ha manifestato una precoce determinazione nel voler percorrere la strada intrapresa dal padre. Dopo il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche, nel 2007 entra in azienda per seguire la gestione dei vigneti, il controllo di maturazione delle uve, le fermentazioni e l’affinamento dei vini.  Da diversi anni, è parte della Commissione tecnica di degustazione dei vini DOC, ruolo che le ha offerto l’occasione di visitare in tutta Europa aree enologiche di grande interesse e di  le più importanti cantine. Angela e Maria Vittoria, una terza generazione di vignaioli tutta in rosa, che del padre rispecchiano la vitalità e l’intraprendenza. Ormai da un decennio lo affiancano nella conduzione dell’azienda e acquisendo negli anni, sotto la sua guida, tutta l’esperienza e le competenze necessarie per gestire, oggi in piena autonomia, ogni aspetto decisionale che riguarda la vita dell’azienda.

L’azienda oggi

La storica sede dell’azienda sorge nel centro di Breganze. La sua struttura, oggetto di una completa ristrutturazione che mantiene inalterato il sapore antico della costruzione originale, ospita le cantine, gli uffici direzionali  e una suggestiva sala degustazione. L’azienda che conta 18 dipendenti, coltiva direttamente 40 ettari di terra destinati a viti e a ulivi, inoltre opera un controllo diretto su una trentina di viticoltori selezionati. La produzione è di circa 650.000 bottiglie all’anno, vendute in più di 40 paesi. I mercati principali sono: Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Germania e Paesi Scandinavi. Vigneti e oliveti sono posti in collina. L’insieme, concorre a regalare un paesaggio emozionante fatto di pendii, terrazzamenti, dolci saliscendi, un rincorrersi di filari disegnati dalla natura e dalla cura dell’uomo. La felice posizione geografica inoltre, ai piedi delle montagne, protegge le colline dai venti del nord e regala un clima estremamente mite.  In perfetto equilibrio tra le antiche tradizioni della cultura contadina locale con i suoi metodi di coltivazione che si tramandano da generazioni, una poliedrica conoscenza dei terroir e la cura di ogni dettaglio, unita alle più  innovative tecniche enologiche, l’azienda continua a produrre grandi vini, apprezzati in tutto il mondo e riconoscibili per il loro inconfondibile stile.

MACULAN bottiglie

Il territorio

Breganze si trova in provincia di Vicenza, ai piedi delle colline che conducono all’Altipiano d’Asiago. Circa 8500 abitanti, è sempre stata intimamente legata alla viticoltura, tanto che i primi documenti scritti sono proprio atti notarili di compravendita di vigneti, intorno all’anno mille. È però tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo che Breganze si afferma come terra di ottimi vini. Nel 1754 Valeriano Acanti nel suo Il roccolo ditirambo, una sorta di guida ai vini vicentini dell’epoca, elenca trenta varietà vinicole, tra cui tre breganzesi:  Il Groppello, Il Vespaiolo, e il Pasquale. Quest’ultimo si mostava solo a primavera dopo aver lasciato l’uva appiccata all’aria:  è l’antesignano del Torcolato. Dal punto di vista architettonico Breganze si distingue per la presenza di numerose torri colombare. Si tratta di torrette per segnalazioni militari di origine tardo medioevale utilizzate successivamente per l’allevamento dei piccioni, chiamati qui Torresani. E proprio i Torresani allo spiedo sono il piatto tipico di questa terra, da abbinare ai grandi vini rossi. L’abitato di Breganze si trova al centro dell’omonima zona DOC, riconosciuta fin dal 1968, nell’area collinare e pedecollinare che si estende tra i fiumi Astico e Brenta. Le varietà coltivate sono principalmente Vespaiola, Chardonnay, Sauvignon, Tai  (qui chiamato anche Bordò bianco), Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Marzemino.

PODERE MACULAN

I vigneti

In questa fascia territoriale, Maculan ha selezionato le zone tra le più vocate per porre a dimora i suoi vigneti. Posti esclusivamente in collina, su terreni di origine vulcanica godono di un’ottima esposizione solare che favorisce l’ottima maturazione delle uve. Vaticano. Così chiamato per la presenza a Breganze dei fratelli sacerdoti Scotton, definita per questo “un piccolo vaticano”. È un piccolo vigneto di Merlot, fiore all’occhiello dell’azienda, piantato nel 1994.  Val Zaccona. Nel comprensorio di Fara Vicentino, è un vigneto di circa un ettaro, posto sulla sommità di una collina a 274 metri, a ridosso di una valletta. È coltivato a Marzemino, vitigno autoctono piantato nel 2005.  Tempietto. In pieno centro di Breganze, di proprietà di una delle famiglie più note del paese, i Laverda, produce le uve di Cabernet Sauvignon e di Merlot.  Sassomoro. Sulle colline a nord di Breganze, deve il suo nome alla composizione del terreno, caratterizzato dalla presenza di rocce scure di origine basaltica.  Santo Stefano. Esposto completamente a sud, con una lieve pendenza inferiore al 15% e un terreno composto in giuste percentuali da argilla e limo. Qui si raccolgono le uve di grandi vini rossi.  San Ivon. Vigneto collinare che sovrasta Breganze, piantato a Vespaiola nel 2005, l’uva autoctona per eccellenza della DOC Breganze.  Da Poma. Si trova in collina, nei pressi di Fortelongo di Fara, giungono le uve di Sauvignon, come per Fonte delle Ore, proprietà dei Maculan dal 1987.  Moraro. È il nome del bellissimo vigneto nel centro di Fara Vicentino, cinque ettari di vigneti che Maculan ha ottenuto in affitto per periodi multipli di 15 anni. Ferrata. prende il nome dall’omonima strada situata nei pressi del vigneto perché  durante la Prima Guerra Mondiale proprio lì passava la ferrovia Strada Ferrata, principale via di collegamento con il fronte. Case Pavan. Dal nome dell’omonima famiglia proprietaria, è situato sulle colline tra Fara Vicentino e San Giorgio e gode di una magnifica esposizione a sud. Branza. Il magnifico risultato di tre anni di lavori che hanno trasformato i pendii scoscesi, in terrazzamenti, circa una cinquantina, che si estendono a tutto giro  intorno alla collina. Branza Levante, è splendida proprietà di Maculan dal 2007; Arrigoni. Vigneto di proprietà dei Conti Noventa, antica famiglia nobile vicentina, inserito nel contesto di Villa Mascarello-Noventa, antico mastio di una fortificazione militare adattata a residenza nel ‘400. Villa Elettra. Vigneto all’interno della proprietà dei Frati Minori, in località Brogliati Contro, dal 1999 è piantato con Merlot.  Fortelungo. Si trova sul dorso collinare dell’omonima zona, lungo la strada San Giorgio-Fara, a ovest del centro di San Giorgio di Perlena. 

 

Il Torcolato

IL TOECOLATO MACULANIl Torcolato è un vino dolce prodotto con uva di varietà autoctona Vespaiola,

prodotto tradizionale di Breganze.  L’origine.

Di Vin Dolze a Breganze parla nel 1610 Andrea Scoto in un libro intitolato “Itinerario”. Viene prodotto già allora con l’uva Vespaiola, il cui nome si deve alla particolare attrazione esercitata dai suoi acini sulle vespe, inebriate dal suo profumo e dalla particolare dolcezza.

Da sempre a Breganze i grappoli più sani e più spargoli (aperti) di uva Vespaiola vengono messi da parte e attorcigliati con degli spaghi (da cui il nome: attorcigliato, intorcolato) per essere appesi alle travi delle soffitte.  

La produzione. I grappoli restano in appassimento per quattro mesi nelle soffitte (tradizionalmente le stanze più asciutte delle case) oggi affiancate da appositi fruttai.

A gennaio, quando l’appassimento è completato, le uve vengono pressate direttamente con un torchio ottenendo un succo particolarmente denso e dolce, ma rese molto limitate.

La fermentazione del mosto in vino impiega circa quaranta giorni e si arresta lasciando al vino un generoso residuo zuccherino.

Per essere consumato il Torcolato necessita però ancora di passare del tempo in affinamento in piccole botti di rovere e una sosta in bottiglia. Un vino unico. Luigi Veronelli amava definirlo “un dolce non dolce” ed è questa la definizione che meglio descrive la peculiarità del Torcolato, dove l’indubbia dolcezza è bilanciata da una straordinaria freschezza: in bocca le componenti si fondono armonicamente lasciando una piacevole sensazione di pulizia, già dopo il primo sorso. Mai stucchevole, il Torcolato permette sempre nuovi e affascinanti matrimoni di sapori. In degustazione. Dal colore dell’oro, il Torcolato presenta profumi intensi di miele, frutta matura, come uva passa, albicocca disidratata, fico, note di vaniglia e mandorle dolci. In bocca è avvolgente, morbido e al tempo stesso fresco. È molto intenso e persistente, riproponendo nel retrogusto tutte le sensazioni aromatiche incontrate all’olfatto. Gli abbinamenti. Il Torcolato si gradisce con pasticceria secca, dolci di credenza come biscotti o dolci con mandorle. Ma è nell’abbinamento con il salato che regala le soddisfazioni più grandi: con formaggi stagionati ed erborinati, con piatti a base di fegato e fois gras. I più curiosi lo possono provare anche con crostacei dolci e aragoste.

Maculan, piacere semplicità

Maculan è sicuramente un nome noto nel mondo del vino. A partire dagli anni Ottanta è stato tra i protagonisti di quel rinascimento del vino italiano dell’epoca post metanolo che lo ha portato ad essere una delle massime espressioni del Made in Italy nel mondo.   Maculan lo ha fatto partendo da una zona allora poco nota, la DOC Breganze, portandola alla ribalta internazionale e facendosene interprete e promotore.  Almeno due dei suoi vini possono a tutti gli effetti considerarsi dei vini-icona. Parliamo di Torcolato, vino dalle origini antichissime prodotto con l’autoctona uva vespaiola dopo un appassimento e di Fratta, taglio di Cabernet e Merlot.

Vini eleganti, sobri, potenti. Ma al tempo stesso sempre godibili, capaci di conquistare già al primo incontro. Un lusso che si potrebbe definire accessibile a tutti i palati. Vini che segnano uno stile con cui Maculan si è fatto conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Dal minimalismo che caratterizza la grafica delle etichette, ad una cura amorevole per il proprio territorio e i propri vigneti; dal rigore in cantina, alle tante iniziative enogastronomiche che animano la vita dell’azienda diventata crocevia di persone e sapori. In ogni aspetto Maculan ricerca e individua il giusto punto di equilibrio tra serietà e spensieratezza, rigore e gusto di vivere la vita. È lo stile Maculan: piacere semplicità.

 

Gli inizi

Tutto inizia nel 1947 a Breganze, nel Veneto poverissimo del dopoguerra. Un periodo difficile in cui le piccole aziende agricole riescono appena a mantenere la sussistenza del nucleo familiare. L’Italia sta muovendo i primi passi verso l’uscita dall’arretratezza economica attraverso l’inesorabile trasformazione da paese agricolo a paese industriale.

In questo contesto storico, Giovanni Maculan pone le fondamenta di quella che, con la sua operosità, volontà e  ingegno tipici delle popolazioni venete, diventerà un’azienda agricola che con il tempo saprà mantenere il passo e acquisire un ruolo determinante nel panorama vitivinicolo italiano. Tra gli elementi che determineranno un destino felice per la sua azienda, c’è sicuramente  la sua ferrea volontà di far studiare Fausto, unico figlio maschio, per farlo diventare enologo.

A Breganze all’epoca non esistevano le scuole medie, quindi Fausto viene mandato prima in collegio e successivamente alla Scuola di Enologia di Conegliano.

L’azienda allora produceva 20.000 ettolitri l’anno. Seguendo il motto “una piccola azienda per dei grandi prodotti” Fausto in pochi anni avrebbe impresso una rivoluzione che ne avrebbe cambiato radicalmente fisionomia.

 

Fausto Maculan

Fin da giovanissimo Fausto dimostra una mente brillante e una forte attitudine commerciale, tanto che, già a tredici anni, accompagnato da un autista, inizia a visitare i clienti della cantina.

Ottenuto il diploma di enologo, nel 1970, si iscrive all’università e dopo il servizio di leva, nel 1973 ritorna a lavorare in azienda. Ci vuole qualche mese di rodaggio e nel 1974 realizza in completa autonomia la sua prima vera vendemmia: Vespaiolo, Pinot Bianco, Pinot Nero, Cabernet, Merlot e Sauvignon i 6 DOC Breganze dell’epoca.

La caparbietà e la grande passione ereditate dai genitori, conducono Fausto a esplorare varie strade, tutte tese a valorizzare una produzione di qualità attraverso un grande lavoro condotto sempre in prima persona in vigna, in cantina e anche nella comunicazione. Molti i suoi viaggi sulla via di Bordeaux, intrapresi con l’umiltà di voler capire, imparare, stabilire un confronto, una relazione con gli altri, facendo tesoro di ogni insegnamento, di ogni singola esperienza.

Il primo incontro fortuito è con Gianni Brera, a Vicenza per seguire la partita con il Milan, che scriverà sul Guerrin Sportivo una recensione più entusiastica dei vini che della partita. Quindi le frequentazioni di Gigi Veronelli, l’amicizia con Gualtiero Marchesi, di casa in via Castelletto a Breganze. Qundi gli incontri con personaggi celebri e teste coronate, tutti accomunati dalla stessa passione per i suoi vini, tra cui ricorda con particolare piacere quello con il Principe Ranieri di Monaco.

Conosciuto per la sua  grande passione per il vino e per la grande cucina, oltre che per il suo carattere brillante e vulcanico, Fausto Maculan diventa un personaggio molto ambito e richiesto sia in Italia che all’estero, come commentatore e conduttore di serate enogastronomiche. Dopo il suo primo viaggio in America, nel 1983, decide che la lingua inglese gli è indispensabile e si dedica all’apprendimento, tanto da rivolgersi con disinvoltura pochi anni più tardi alla platea dei Master of Wine di Londra.

Nel 2001 la sua attività di divulgazione, lo porta alla nomina di Presidente dell’Associazione Strada del Torcolato e Vini DOC Breganze. Nello stesso anno, viene coinvolto dal Conte Paolo Marzotto nel progetto di una nuova cantina con 180 ettari di vigneti in Sicilia. Una nuova sfida che gli dà modo di sperimentare altri climi, vitigni e vini.

Tra i fondatori e promotori della Magnifica Fraglia del Torcolato nata nel 2002, a livello locale è impegnato anche come vice-presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC Breganze dal 1990.

 

 

 

 

Angela e Maria Vittoria

Angela e Maria Vittoria sono la nuova generazione Maculan. Determinate fin da giovanissime a percorrere le orme del padre Fausto, dopo il liceo scientifico hanno entrambe scelto  la facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie dell’Università di Padova.

Angela Maculan, classe 1977, ricorda oggi la grande emozione provata da piccola, quando finalmente ha ottenuto per la prima volta il permesso di poter usare le forbici e così, prendere parte attivamente alla raccolta dell’uva. Oppure il suo primo viaggio di lavoro negli States, appena diciannovenne, l’inizio di una lunga serie di spostamenti che le hanno consentito di accrescere le sue conoscenze enologiche, visitando le più famose zone vitivinicole del mondo e di assaggiare grandi vini. In azienda è lei a occuparsi del settore export. Coniuga gli impegni di lavoro con due grandi passioni: il vino e il buon cibo. Dal 2016 Angela ha assunto l’incarico di Presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli.

Maria Vittoria, nata nel 1985, come la sorella ha manifestato una precoce determinazione nel voler percorrere la strada intrapresa dal padre. Dopo il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche, nel 2007 entra in azienda per seguire la gestione dei vigneti, il controllo di maturazione delle uve, le fermentazioni e l’affinamento dei vini.

Da diversi anni, è parte della Commissione tecnica di degustazione dei vini DOC, ruolo che le ha offerto l’occasione di visitare in tutta Europa aree enologiche di grande interesse e di  le più importanti cantine.

Angela e Maria Vittoria, una terza generazione di vignaioli tutta in rosa, che del padre rispecchiano la vitalità e l’intraprendenza. Ormai da un decennio lo affiancano nella conduzione dell’azienda e acquisendo negli anni, sotto la sua guida, tutta l’esperienza e le competenze necessarie per gestire, oggi in piena autonomia, ogni aspetto decisionale che riguarda la vita dell’azienda.

 

 

L’azienda oggi

La storica sede dell’azienda sorge nel centro di Breganze. La sua struttura, oggetto di una completa ristrutturazione che mantiene inalterato il sapore antico della costruzione originale, ospita le cantine, gli uffici direzionali  e una suggestiva sala degustazione.

L’azienda che conta 18 dipendenti, coltiva direttamente 40 ettari di terra destinati a viti e a ulivi, inoltre opera un controllo diretto su una trentina di viticoltori selezionati. La produzione è di circa 650.000 bottiglie all’anno, vendute in più di 40 paesi. I mercati principali sono: Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Germania e Paesi Scandinavi.

Vigneti e oliveti sono posti in collina. L’insieme, concorre a regalare un paesaggio emozionante fatto di pendii, terrazzamenti, dolci saliscendi, un rincorrersi di filari disegnati dalla natura e dalla cura dell’uomo. La felice posizione geografica inoltre, ai piedi delle montagne, protegge le colline dai venti del nord e regala un clima estremamente mite.

In perfetto equilibrio tra le antiche tradizioni della cultura contadina locale con i suoi metodi di coltivazione che si tramandano da generazioni, una poliedrica conoscenza dei terroir e la cura di ogni dettaglio, unita alle più  innovative tecniche enologiche, l’azienda continua a produrre grandi vini, apprezzati in tutto il mondo e riconoscibili per il loro inconfondibile stile.

 

 

Il territorio

Breganze si trova in provincia di Vicenza, ai piedi delle colline che conducono all’Altipiano d’Asiago. Circa 8500 abitanti, è sempre stata intimamente legata alla viticoltura, tanto che i primi documenti scritti sono proprio atti notarili di compravendita di vigneti, intorno all’anno mille. È però tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo che Breganze si afferma come terra di ottimi vini. Nel 1754 Valeriano Acanti nel suo Il roccolo ditirambo, una sorta di guida ai vini vicentini dell’epoca, elenca trenta varietà vinicole, tra cui tre breganzesi:  Il Groppello, Il Vespaiolo, e il Pasquale. Quest’ultimo si mostava solo a primavera dopo aver lasciato l’uva appiccata all’aria:  è l’antesignano del Torcolato.

Dal punto di vista architettonico Breganze si distingue per la presenza di numerose torri colombare. Si tratta di torrette per segnalazioni militari di origine tardo medioevale utilizzate successivamente per l’allevamento dei piccioni, chiamati qui Torresani. E proprio i Torresani allo spiedo sono il piatto tipico di questa terra, da abbinare ai grandi vini rossi.

L’abitato di Breganze si trova al centro dell’omonima zona DOC, riconosciuta fin dal 1968, nell’area collinare e pedecollinare che si estende tra i fiumi Astico e Brenta. Le varietà coltivate sono principalmente Vespaiola, Chardonnay, Sauvignon, Tai  (qui chiamato anche Bordò bianco), Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Marzemino.

 

 

I vigneti

In questa fascia territoriale, Maculan ha selezionato le zone tra le più vocate per porre a dimora i suoi vigneti. Posti esclusivamente in collina, su terreni di origine vulcanica godono di un’ottima esposizione solare che favorisce l’ottima maturazione delle uve.

Vaticano. Così chiamato per la presenza a Breganze dei fratelli sacerdoti Scotton, definita per questo “un piccolo vaticano”. È un piccolo vigneto di Merlot, fiore all’occhiello dell’azienda, piantato nel 1994.

Val Zaccona. Nel comprensorio di Fara Vicentino, è un vigneto di circa un ettaro, posto sulla sommità di una collina a 274 metri, a ridosso di una valletta. È coltivato a Marzemino, vitigno autoctono piantato nel 2005.

Tempietto. In pieno centro di Breganze, di proprietà di una delle famiglie più note del paese, i Laverda, produce le uve di Cabernet Sauvignon e di Merlot.

Sassomoro. Sulle colline a nord di Breganze, deve il suo nome alla composizione del terreno, caratterizzato dalla presenza di rocce scure di origine basaltica.

Santo Stefano. Esposto completamente a sud, con una lieve pendenza inferiore al 15% e un terreno composto in giuste percentuali da argilla e limo. Qui si raccolgono le uve di grandi vini rossi.

San Ivon. Vigneto collinare che sovrasta Breganze, piantato a Vespaiola nel 2005, l’uva autoctona per eccellenza della DOC Breganze.

Da Poma. Si trova in collina, nei pressi di Fortelongo di Fara, giungono le uve di Sauvignon, come per Fonte delle Ore, proprietà dei Maculan dal 1987.

Moraro. È il nome del bellissimo vigneto nel centro di Fara Vicentino, cinque ettari di vigneti che Maculan ha ottenuto in affitto per periodi multipli di 15 anni.

Ferrata. prende il nome dall’omonima strada situata nei pressi del vigneto perché  durante la Prima Guerra Mondiale proprio lì passava la ferrovia Strada Ferrata, principale via di collegamento con il fronte.

Case Pavan. Dal nome dell’omonima famiglia proprietaria, è situato sulle colline tra Fara Vicentino e San Giorgio e gode di una magnifica esposizione a sud.

Branza. Il magnifico risultato di tre anni di lavori che hanno trasformato i pendii scoscesi, in terrazzamenti, circa una cinquantina, che si estendono a tutto giro  intorno alla collina.

Branza Levante, è splendida proprietà di Maculan dal 2007;

Arrigoni. Vigneto di proprietà dei Conti Noventa, antica famiglia nobile vicentina, inserito nel contesto di Villa Mascarello-Noventa, antico mastio di una fortificazione militare adattata a residenza nel ‘400.

Villa Elettra. Vigneto all’interno della proprietà dei Frati Minori, in località Brogliati Contro, dal 1999 è piantato con Merlot.

Fortelungo. Si trova sul dorso collinare dell’omonima zona, lungo la strada San Giorgio-Fara, a ovest del centro di San Giorgio di Perlena.

 

 

 

 

 

Il Torcolato

Il Torcolato è un vino dolce prodotto con uva di varietà autoctona Vespaiola, prodotto tradizionale di Breganze.

L’origine. Di Vin Dolze a Breganze parla nel 1610 Andrea Scoto in un libro intitolato “Itinerario”. Viene prodotto già allora con l’uva Vespaiola, il cui nome si deve alla particolare attrazione esercitata dai suoi acini sulle vespe, inebriate dal suo profumo e dalla particolare dolcezza. Da sempre a Breganze i grappoli più sani e più spargoli (aperti) di uva Vespaiola vengono messi da parte e attorcigliati con degli spaghi (da cui il nome: attorcigliato, intorcolato) per essere appesi alle travi delle soffitte.

La produzione. I grappoli restano in appassimento per quattro mesi nelle soffitte (tradizionalmente le stanze più asciutte delle case) oggi affiancate da appositi fruttai. A gennaio, quando l’appassimento è completato, le uve vengono pressate direttamente con un torchio ottenendo un succo particolarmente denso e dolce, ma rese molto limitate. La fermentazione del mosto in vino impiega circa quaranta giorni e si arresta lasciando al vino un generoso residuo zuccherino. Per essere consumato il Torcolato necessita però ancora di passare del tempo in affinamento in piccole botti di rovere e una sosta in bottiglia.

Un vino unico. Luigi Veronelli amava definirlo “un dolce non dolce” ed è questa la definizione che meglio descrive la peculiarità del Torcolato, dove l’indubbia dolcezza è bilanciata da una straordinaria freschezza: in bocca le componenti si fondono armonicamente lasciando una piacevole sensazione di pulizia, già dopo il primo sorso. Mai stucchevole, il Torcolato permette sempre nuovi e affascinanti matrimoni di sapori.

In degustazione. Dal colore dell’oro, il Torcolato presenta profumi intensi di miele, frutta matura, come uva passa, albicocca disidratata, fico, note di vaniglia e mandorle dolci. In bocca è avvolgente, morbido e al tempo stesso fresco. È molto intenso e persistente, riproponendo nel retrogusto tutte le sensazioni aromatiche incontrate all’olfatto.

Gli abbinamenti. Il Torcolato si gradisce con pasticceria secca, dolci di credenza come biscotti o dolci con mandorle. Ma è nell’abbinamento con il salato che regala le soddisfazioni più grandi: con formaggi stagionati ed erborinati, con piatti a base di fegato e fois gras. I più curiosi lo possono provare anche con crostacei dolci e aragoste.