Moebius locali 1

di Jacques Cruasier

L’afa delle calende di luglio, per chi rimane in città a volte non invoglia a ricevere in casa gli amici, a meno che non si disponga di un terrazzo con vista o un bow window ameno dove sorseggiare un drink nel tardo pomeriggio o semplicemente sfogliare la rivista patinata fresca di stampa o leggere un buon romanzo (l’alternativa allo scontato ombrellone “adriatico” o rivierasco!). In alternativa un quotidiano che esali ancora l’odore forte d’inchiostro prediletto dai fedelissimi della carta stampata. L’indirizzo a Milano? Moebius, il nuovo concept restaurant che fonde design e alta cucina, a pochi passi dalla stazione centrale. Progettato dallo Studio Q-bic, dei fratelli Luca e Marco Baldini, Moebius è al contempo Osteria Gastronomica, Tapa Bistrot, Cocktail bar, store dove poter acquistare vinili e, dulcis in fundo, spazio per la musica dal vivo. Ma anche luogo dove sostare per leggere, studiare, ascoltare musica. Situato in via Cappellini 25, tra via Vittor Pisani e corso Buenos Aires, Moebius trae ispirazione dal nome d’arte del fumettista francese Jean Giraud. Lo chef d’eccezione è Enrico Croatti, riminese classe 1982.

Al piano terra, Tapa Bistrot e Cocktail bar è la location giusta dove incontrarsi con gli amici o incantare una persona speciale; i cocktails sono preparati dal barman Teo Rizzolo. E perché no? Magari continuare la serata con proposte culinarie easy che richiamano suggestioni ispaniche, francesi e yankee nella piattaforma sospesa Moebius sperimentale con tanto di cucina d’avanguardia.

Paraninfo tra le due anime gemelle del locale tanto glamour è un ulivo secolare andaluso, inserito in una spettacolare, protettiva teca di vetro, come a voler sigillare incontri fugaci o farli diventare continui e frequenti. La musica? Non manca, come in ogni posto cool: il palco per i concerti è ospitato da un’avveniristica galleria di metallo che si apre da un lato sulla sala e dall’altro sulla serra-veranda esterna. L’intimità è assicurata!

Lo Studio fiorentino Q-bic, ha dato un’identità tutta nuova a quella che era divenuta una scatola vuota, fatta di pareti di mattoni ed un soffitto altissimo, con la commistione di cemento e ferro, elementi architettonici contemporanei e oggetti cult e vintage. I progettisti, Marco e Luca Baldini sono riusciti a preservare il fascino postmoderno del luogo, non riempendone la struttura, ma ricreando spazi riservati ed atmosfere intimistiche con arredi caldi e romantici, in modo che gli ospiti si sentano a proprio agio in estate come nelle sere uggiose d’autunno.

Dunque siamo salvi: dall’aperitivo al dopo cena, Teo Rizzolo nel Cocktail Bar ci consiglierà come stupire i nostri amici o i colleghi di lavoro con i suoi mix creativi o la preparazione dei grandi classici per un âgée come me, ancorato ai long drinks d’antan. Scorrendo la lista, la scelta si dispiega dal Rock City: Campari Cask Tales, Gin, Vermouth Cinzano Dry 1757, Aranciata Fermentata; Garage Ermetico: Monkey 47 Gin all’estratto di Noce di Cocco, Lime, Sciroppo di Cetriolo al timo limonato, Spring Camouflage; Il Pazzo della Sorbona: Black Ketel One Vodka, Passion Fruit, Limone. E, quasi all’imbrunire, si può osare in terre più esotiche con un nome incisivo anche per le ragazze metropolitane che richiama alla mente rassicuranti body guards: Baby Godzilla: Beluga Vodka, Bergamotto, Estratto di Piselli, Pastis Ricard, Schiuma di Italicus Rosolio di Bergamotto.

Per l’ora della cena, ci pensa Enrico Croatti con i suoi menù del Tapa Bistrot; luogo d’incontro fra tradizioni culinarie, è aperto dalle 18 alle 01 di notte, con un menù dinamico, capace di indossare più vesti per cena e post dinner.
Nel menù sono presenti anche piatti vegetariani e vegani; il pane di Moebius è preparato da Crosta, laboratorio artigianale che utilizza lievito madre e una cottura su pietra. L’offerta varia con il mondo tapas ed una serie di proposte accattivanti: dalla Crocchetta al crudo di Parma con patate rosse e crema leggera di piselli freschi, ai Fichi verdi alla griglia con gorgonzola e aceto balsamico tradizionale, agli Spaghetti ai mirtilli salsiccia nostrana di coniglio e parmigiano reggiano riserva. Vi sono anche “Piatti tra tradizione e modernità” come li definisce il giovane chef riminese.

E se la sperimentazione non fa al nostro caso o la nostra amica è dovuta correre via all’improvviso? C’è la “Settima Strega al cioccolato”, gelato e caramello salato a consolarci in una rovente tarda serata milanese ed urbana!