Appena edito da Edizioni ARIELE, il nuovo volume curato dal sinologo Pietro De Laurentis, “Bevendo e poetando tra monti e ruscelli nell’antica Cina La Raccolta poetica del Padiglione delle Agrimonie”
di Jacek Kruazyr
Bevendo e poetando tra monti e ruscelli nell’antica Cina è “La Raccolta poetica del Padiglione delle Agrimonie” (Edizioni ARIELE, Milano 2023 Eu 26,00) curata dal sinologo Pietro De Laurentis, docente ordinario presso l’Accademia di Belle Arti di Canton, dove insegna calligrafia e filologia cinese. La Raccolta poetica fu composta in occasione del convivio letterario tenutosi tra i monti ed i ruscelli di Kuaiji il 22 aprile dell’anno 353; De Laurentis ha curato la prima traduzione in italiano con testo a fronte in caratteri cinesi non solo delle 41 poesie e delle 2 prefazioni della raccolta ma anche di 26 componimenti in versi e in prosa composti tra il I ed il V secolo. Affrontano tematiche simili che risultano fondamentali per comprendere il contenuto della raccolta poetica.
Il sinologo ribadisce, “Il cinese è una lingua tonale isolante con un sistema logografico. La pronuncia di questi caratteri viene oggi solitamente trascritta in caratteri latini secondo il sistema pinyin, adottato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1958 e che ufficialmente riconosciuto dall’Organizzazione Internazionale per la normazione (ISO) dal 1982, nonché in uso a Taiwan (Repubblica di Cina) dal 2009”.
Il rito di lustrazione, celebrato tradizionalmente tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, rappresenta uno dei topoi più ricorrenti nella storia delle tradizioni popolari cinesi. De Laurentis sottolinea: il più celebre rito di lustrazione è quello tenutosi il 22 aprile del 353…questo convivio di carattere bucolico fu l’occasione per la creazione di una raccolta di poesie declamate di getto da ventisei letterati delle quali se ne sono conservate solo quarantuno”. Un inscindibile aspetto dell’immaginario del Padiglione delle Agrimonie e degli analoghi convivi era quello del vino, strumento per eccellenza di fuga dalla realtà contingente.
Un esempio è contenuto nel componimento Nel raffinato convivio godiamo dell’escursione di stagione: Nel raffinato convivio godiamo dell’escursione di stagione, / liberi apriamo cuore e spirito. / Cantiamo versi facendo scorrere le coppe su acque sinuose lungo i rivoli / Chiari pesci tra le verdi onde volteggiano. Bellissima la poesia Degli uomini è stato detto: Degli uomini è stato detto / Che chi appaga il suo intento allora ne trae godimento. / Giunti tutti gli ospiti illustri, / ci riuniamo e svaghiamo felici e lieti. / Sottili suoni in versi si alternano, / fragranti come il profumo delle agrimonie. / Se lo stesso intento noi serberemo, / vagheremo con il pensiero impugnando come eremiti il bastone da pesca.

Il curatore prima di tradurre i componimenti elabora 5 capitoli in cui propone un’analisi rigorosa del periodo storico culturale in cui si inserisce l’opera. I capitoli riassumono i quadri socio culturali in cui visse l’aristocrazia dei Jin Orientali, il rapporto tra uomo-natura della Cina Altomedievale, il rito di lustrazione, la sua storia e la funzione antropologica, il rito di lustrazione in una dimensione conviviale, letteraria ed artistica; nel quinto capitolo, approfondisce la conoscenza del luogo in cui si tenne il convivio, il “Padiglione delle Agrimonie”.
Va ricordato che l’agrimonia comune è una pianta officinale della famiglia delle Rosacee, nota in Europa con il nome erba di san Guglielmo. Sin dall’antichità le sue proprietà erano stimate già ai tempi di Plinio il Vecchio che le consigliava come rimedio per le affezioni epatiche.
Tiepido vento s’innalza dai burroni ad Oriente, / un vapore gentile scuote i teneri rami. / Sereni e distesi pensieri remoti si destano / Oh, oltre il borgo siamo venuti a svagarci. Sono le parole che Xi Tan (320-361) affida all’eternità come fa il poeta Yu Yue in questi pochi versi: Il mio spirito nell’universo si libera, / il mio corpo viaggia tra stagni e canali. / Me stesso affido all’animo sgombro e gioisco dell’attimo, / con riverenza verso gli antichi, il loro stile assaporo.
Pietro de Laurentis ha scritto oltre 50 pubblicazioni in cinese, inglese, italiano; ha curato per le Edizioni Ariele Li Bai, l’uomo, il poeta giunto alla terza ristampa. Nella collana Monumenta Serica Monograph Series è uscito il suo Protecting the Dharma trhough Calligraphy in Tang China, uno studio sul rapporto tra Buddhismo, potere imperiale e calligrafia durante la Cina Medievale. Il volume non è rivolto solo agli studiosi della letteratura cinese per le peculiarità linguistiche, filologiche e storiche ma a quanti desiderano conoscere aspetti di una cultura antica, quella cinese con cui la vecchia Europa si confronta e si interroga da secoli. Viaggia la mente oltre i confini di queste lande: Viaggia la mente oltre i confini di queste lande, / lontanissima si spinge nell’immensità del vuoto. / L’ordine delle cose e l’umano sentire identici sono, / e silenti essi si fondono.











