Moresnet neutrale un piccolo belga esisteva dal 1816 al 1920
Moresnet Neutrale Un Piccolo Belga Esisteva Dal 1816 Al 1920

La storia incredibile di Moresnet

(La Montecarlo del Nord)

Moresnet di Philip Droge

Dietro alle vicissitudini di Moresnet, questo il nome del piccolo paese, si nasconde per molti versi la grande storia europea. Il costruttore di una vasca da bagno in zinco Jean-Jacques Daniel di Liegi dona a Napoleone un’avveniristica vasca da bagno in zinco ed in cambio ottiene dall’Imperatore dei francesi la prima concessione per scavare lo zinco, il prezioso minerale nella zona, già segnalata da Plinio il Vecchio. Poi Napoleone viene sconfitto e nel 1815, il Congresso di Vienna fu chiamato a stabilire le nuove frontiere del continente su una fascia di 500 chilometri, dalle isole di Frisia al Granducato del Lussemburgo. Le potenze dell’epoca non riuscirono a trovare un accordo su quel punto d’Europa nel quale si incontravano il Regno di Prussia e il Regno Unito dei Paesi-Bassi. A complicare le discussioni fu la presenza di una miniera di zinco, una materia prima che ai tempi aveva un crescente successo industriale ed economico. Con un trattato del 1816 fu quindi deciso che la piccola fetta di terra tra Aquisgrana e Verviers sarebbe rimasta neutrale. Il nuovo paese, se così è possibile chiamarlo, si estendeva su appena 3,4 chilometri quadrati, aveva circa 250 abitanti, per la maggior parte raggruppati nel borgo di Kelmis, La Calamine in francese. Nel 1830, con la nascita del Regno del Belgio, Moresnet ottenne ai suoi confini un nuovo vicino. I primi cippi di frontiera furono piantati nel 1816 ed erano in legno, sostituiti da sessanta esemplari in pietra nel 1868, ancora per la maggiore parte visibili. Il paese era neutrale, ma l’amministrazione era in mano a due commissari, l’uno prussiano, l’altro belga. Napoleone era stato sconfitto, ma la legge a Moresnet dipendeva dal Codice Civile del 1804 e dal Codice Penale del 1810. Per risolvere le controversie giuridiche gli abitanti dovevano rivolgersi a giudici prussiani o belgi. Alcuni reati scomparsi nel resto d’Europa erano ancora perseguiti a Kelmis, come quello di vagabondaggio: sei mesi di reclusione. La posta era distribuita da due postini, il primo belga, il secondo prussiano. Territorio off-shore prima del tempo, l’imposizione fiscale era bassa, praticamente inesistente. D’altro canto, il paese era ricco, complice la miniera di zinco che riforniva l’industria di mezza Europa. Il Codice Napoleone non puniva l’ubriachezza in luogo pubblico, tanto che nel 1894 il paese contava sessanta caffè e nel 1904 quattro distillerie, fioccarono traffici di contrabbando, ed in quel periodo fu avanzata la proposta di fare del Moresnet il primo stato con l’esperanto come lingua ufficiale, con il nome di Amikejo, luogo d’amicizia. La Comunità di Moresnet passò gradualmente da un manipolo di 257 abitanti a qualche migliaio di cittadini con un chiaro senso di appartenenza. Questa è la riprova che i confini possono costruire l’identità di un popolo.   Quegli stessi confini, però, fu poi il vento della Grande guerra a spazzarli definitivamente via e Moresnet perse improvvisamente la sua indipendenza e cancellato. Con lo scoppio della Grande Guerra, il territorio fu invaso dai tedeschi. Dopo la sconfitta del Reich, il Trattato di Versailles ne trasferì la sovranità al Belgio. Nel 1940 Moresnet fu nuovamente occupato dalla Germania. Alla fine dell’ultimo conflitto, il piccolo fazzoletto di terra tornò ad essere belga e oggi fa parte della regione germanofona del paese. Trovate questa bella storia nel libro di Philip Droge: “Terra di nessuno. L’incredibile storia di Moresnet”, un luogo che non sarebbe dovuto esistere Traduzione di Andrea Costa KELLER Pagine 288, uscito recentemente a maggio.

 

By Giorgio Cortese