PETER WELZ
Peter Welz

MILANO CASA DEGLI ARTISITI

 Via Tommaso da Cazzaniga, angolo, Corso Garibaldi, 89

 presenta

Portrait #4 di Peter Welz

Artista in residenza da febbraio a luglio 2020

18 febbraio – 1 marzo | ore 12:00 – 22:00

Opening lunedì 17 febbraio | ore 18:00

Ingresso libero

 CASA DEGLIA ARTISITI

Casa degli Artisti presenta, lunedì 17 febbraio 2020 alle ore 18.00, Portrait #4, video installazione dell’artista tedesco Peter Welz, ospitato in residenza da febbraio a luglio 2020. Il progetto, che richiama l’omonima installazione attualmente esposta in una diversa configurazione alla Falckenberg Collection di Amburgo, sarà aperto al pubblico dal 18 febbraio al 1 marzo.

Con questa iniziativa Casa degli Artisti avvia il format One Work con il quale presenta di volta in volta al pubblico la ricerca di un artista in residenza attraverso l’esposizione di una singola opera rappresentativa.  Realizzata nel 2019, l’installazione Portrait #4, ultima in ordine cronologico della serie “ritratti”, è dedicata all’artista e curatore canadese AA Bronson, cofondatore del collettivo General Idea e figura cult del panorama artistico nordamericano. Nell’allestimento pensato appositamente per Casa degli Artisti, due sequenze di riprese che ritraggono da diverse prospettive Bronson, solo in uno spazio indefinito, vengono riprodotte su classici schermi da proiezione autoportanti, posizionati uno di fronte all’altro. Ritagli circolari, che derivano dal movimento circolare delle telecamere, così come il montaggio circolare delle tracce video, attraversano gli schermi e strutturano l’immagine in modo scultoreo e tridimensionale. Le due prospettive catturate dalle telecamere stanno in relazione l’una all’altra; convergono e s’intersecano. La messa in scena di una singola figura senza narrazione né contesto scenico, ricorda gli Screen Test di Andy Warhol. Welz prosegue consapevolmente questa tradizione, sviluppandola attraverso un proprio approccio estetico e metodologico. Tuttavia, a differenza degli attori di Warhol, AA Bronson non si limita a guardare la macchina da presa. Bronson rimane imperturbabile nonostante le telecamere ruotino incessantemente intorno a lui. Il ciclo perpetuo delle telecamere fa riferimento al passare del tempo. Nato nel 1946, AA Bronson continua a essere non solo un acuto osservatore, ma anche un attivo protagonista della scena artistica contemporanea. Inizia da giovane a esplorare modi alternativi di vivere insieme, fonda una comunità, una scuola e un giornale tutto suo. Nel 1969 si unisce a Felix Partz e Jorge Zontal e fonda il collettivo artistico General Idea. Fin dalla sua nascita il collettivo queer sfida le comuni concezioni sul genere. Organizza concorsi di bellezza senza confini di genere, apre boutique o ospita talk show. È punto di riferimento per la lotta all’AIDS, che in quegli anni è in rapida diffusione e causa la morte di Partz e Zontal nel 1994. Da allora Bronson opera come singolo artista. Il suo lavoro indaga identità queer, meccanismi di esclusione sociale e pratiche spirituali. Il suo lavoro, così come il ritratto di Welz a lui dedicato, raccontano l’esperienza della vecchiaia ma anche la natura spensierata della giovinezza. 

Peter Welz, vive e lavora Berlino. Espone nelle più importanti gallerie e istituzioni d’Europa. Dalla fine degli anni ’90, sviluppa un’inedita prospettiva cinetica utilizzando il video come espressione scultorea dei corpi in movimento. Il suo lavoro si caratterizza per le installazioni coreografiche multimediali che includono scultura, pittura, video e danza. Dal 2005 lavora alle serie Portrait, uno studio su quattro soggetti: Francis Bacon, Casa Malaparte, Michelangelo Antonioni, AA Bronson.