Les Folies baroques

Milano Arte e Musica
Ensemble Les Surprises, habitué del festival,
Eugénie Lefebvre, soprano
Louis-Noël Bestion de Camboulas, clavicembalo e direzione
Ilaria Felter, attrice
Eliana Rotella, drammaturga

Lunedì 15 luglio 2024, ore 20.30 presso la Chiesa di San Bernardino alle Monache, Milano Arte Musica presenta in prima assoluta il progetto Folies Baroques, il concerto-spettacolo scritto a più mani per la XVIII edizione del festival e pensato per dare uno sguardo dinamico e completo sul tema della follia letteraria e strumentale.

Louis Noel Bestion de Camboulas
Louis Noel Bestion de Camboulas

Le competenze artistiche chiamate in gioco sono molteplici: per la parte musicale, torna l’acclamato Ensemble Les Surprises, habitué del festival, composto da voce (Eugénie Lefebvre), viola da gamba (Juliette Guignard) e clavicembalo (Louis-Noël Bestion de Camboulas); per la parte drammaturgica, la penna è invece quella di Eliana Rotella, studentessa della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e già detentrice di numerosi riconoscimenti, mentre per la parte recitativa ci sarà Ilaria Felter, anch’essa studentessa del corso attori della medesima scuola, che alternerà ai brani musicali dell’ensemble l’interpretazione di un bouquet di testi di Shakespeare selezionati dalla drammaturga, in una perfetta corrispondenza e dialogo fra musica e parole.

Eliana Rotella

Eliana Rotella
Eliana Rotella

Il programma si apre con una prospettiva inconsueta sul mistero della Natività. La Canzona spirituale «Hor ch’è tempo di dormire» di Tarquinio Merula presenta le figure di Maria e del Bambino in un’intima quotidianità: la Vergine è côlta nell’atto di intonare una ninna nanna pervasa di umanissima tenerezza, ma al tempo stesso attraversata da una vena dolente d’inquietudine – il presagio della Croce – sul ripetersi incessante d’un basso ostinato che pare voler intrappolare lo scorrere del tempo in una dimensione sospesa, indefinita.

Con quest’ultima composizione, There’s not a Swain di Henry Purcell e I burn, I burn di John Eccles presentano più di un punto in comune. Intanto l’argomento e la vivacità del trattamento: anche in questi casi le voci narranti sono quelle, esuberanti, d’un innamorato non corrisposto.

E poi la dimensione teatrale, che, se in Monteverdi e Eccles rimane a livello latente, per Purcell è legata all’effettiva destinazione del song, che proviene dalle musiche di scena per un allestimento del 1693 della commedia di John Fletcher Rule a Wife and Have a Wife. Analoga, e ancor più carica di reminiscenze monteverdiane, è pure la situazione al centro del récit tratto dal Ballet de la naissance de Venus del 1665 di Jean-Baptiste Lully, «Rochers, vous êtes sourds»:

La stessa sensibilità estetizzante che informa la musica di Lully si ritrova nella coeva produzione per viola da gamba. Raffinate, talvolta ironiche evocazioni di caratteri e personaggi, ricavati dalla vita reale, ne affollano il repertorio: come nella baldanzosa dama ritratta in La Marelle, composizione d’apertura della quarta Suite dei Pièces de viole di Antoine Forqueray.

È ancora la Natività al centro della coppia di villancicos di Tomás de Torrejón y Velasco Sánchez e Sebástian Durón che chiude il programma, ma ora in una luce diversa: quella del Nuovo Mondo. Provenienti da una raccolta di musica d’autori spagnoli conservata presso la cattedrale di Città del Guatemala, che testimonia l’influenza della musica iberica sulla nascita della tradizione locale, entrambe le composizioni mostrano di aver ben assimilato il linguaggio del dramma musicale coevo per rielaborarlo in nuove forme e soluzioni originali.

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