Pier Francesco Forlenza in concerto per celebrare il trentaduesimo anno di attività della Fondazione Società dei Concerti.
di Mauro Caldera
Pianista e compositore materano, milanese d’adozione è stato vincitore di numerosi concorsi, con la sua musica definita sobria e commovente.
A soli 22 anni è stato vincitore dei concorsi a cattedre di pianoforte e lettura della partitura: è il più giovane docente di ruolo nei conservatori italiani. Attualmente insegna pianoforte al Conservatorio «G. Verdi» di Como ed è docente ospite alla «Yasar University» di Izmir in Turchia.
Pier Francesco sceglie di percorrere un sentiero insolito e maestoso della musica classica per celebrare il trentaduesimo anno di attività della Fondazione Società dei Concerti, realtà culturale tra le più rinomate della città di Milano.
Presenterà un repertorio originale tratto da Liszt, Bartók, Prokofiev e Chopin, di alto livello virtuosistico e di grande impatto emotivo in omaggio al Romanticismo e al primo Novecento: è il programma del recital per pianoforte solo in cui il Maestro Pier Francesco Forlenza si esibirà venerdì 8 maggio alle 21.00 presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano (in Via del Conservatorio, 12), per il concerto straordinario di presentazione della Stagione 2015/16 della Fondazione Società dei Concerti.
Filo conduttore è la grande musica romantica, declinata in un susseguirsi originale di rimandi storici e musicali che collegano i compositori ungheresi, Liszt e Bartók, a Chopin e Prokofiev, come un invisibile gioco virtuosistico di difficile e rara esecuzione. Una performance unica per qualità e carattere degli accostamenti, in cui il pubblico potrà ascoltare pagine insolite accanto a grandi classici.
Il pianismo di Forlenza è “brillante, colorato ed elegante allo stesso tempo, rivelatore di una personalità affermata” (Libre Belgique).
“Possiede una musicalità interiore naturalmente poetica, che si nutre di una ricerca instancabile di sonorità sempre più seducenti (…) La sua musica è sobria e commovente” (C. Geerinckx per “Art Exists!”).











