In poche parole, STEFANO D’ANDREA è uno dei più talentuosi, dedito, specializzato, rispettoso, generoso, eclettico, pionieristico DJ e grande icona italiana della scena musicale underground del pianeta.
Tutti i suoi colleghi come, Ricky Montanari, Ralph, Flavio Vecchi, Bruno Bolla, Joe T. Vannelli, Frankie Knuckles, David Morales, Lil’ Luis Vega, Satoshi Tomie e Francois Kavorkian, sono e saranno l’ eco di queste affermazioni.
Nel 1980, a soli 22 anni, già esperto e sicuro di se, certo dell’ amore per la musica e delle Sue potenzialità come DJ, accettò l’offerta di essere il DJ resident de “Le Cinemà”, locale all’avanguardia della vita notturna di Milano, la sua prima pietra miliare sulla strada per il continuo successo.
Settimana dopo settimana, fino al 1983, ha sorpreso e saziato la folla cosmopolita oltre le loro aspettative, con il suo gusto musicale unico, fresco e dal punto di vista tecnico mixato perfettamente, in particolare introducendo l’onda del nuovo “funky disco” con suoni in continua evoluzione nella musica in Europa e negli Stati Uniti.
Avendo avuto un tale incisivo e redditizio successo, “Le Cinemà” è stato circondato da locali competitivi di concorrenza che cercarono di seguire le Sue orme, il che significava che era ora di “cambiare marcia”.
Le notizie delle importantissime performance di Stefano D’Andrea al “Le Cinemà” cominciarono a diffondersi oltre Milano spingendosi oltre il confine sino ad Ascona, Svizzera.
Intrepido e pionieristico , Stefano lascia “Le Cinemà” e per tre anni, nel week-end, assume il ruolo di DJ resident al leggendario “Le Stelle” (Ascona), la prima e più grande discoteca svizzera, soddisfacendo una folla internazionale, fino a che Stefano inserisce lo stile “funk & soul”. Nel suo tempo libero durante la settimana torna a Milano alla ricerca di musica nuova.
Nel 1989, Stefano alla fine cedette i giradischi di “Le Stelle” ad un altro DJ e prese la console del “Belle èpoque”- in modo da continuare la propria evoluzione musicale oltre che presentarsi come “ospite speciale” nei club di tutta Italia .
Uno di questi era “La Cicala” (ora Twiga) in Versilia, sulla costa occidentale italiana, dove le colonne sonore di Stefano accompagnavano le scintillanti serate, attraendo
l’attenzione degli organizzatori di eventi, Stefano De Angelis e Luca Viani, che erano in procinto di creare uno dei più famosi locali d’Italia.
Il Kama Kama (Viareggio) venne inaugurato nel giugno del 1990 con l’ affermato DJ Stefano D’ Andrea. Il movimento italiano della house-music aveva ora un tempio e, sotto l’attenta e precisa direzione musicale di Stefano, ha ospitato e presentato la crème de la crème nazionale e internazionale per migliaia di persone provenienti da tutti i ceti sociali, ogni sabato sera per oltre 10 anni.
Ha fatto del Kama Kama una leggenda e, con apparizioni selezionate e collaborazioni di successo (ad esempio Disco Rosso-Ocean Trax , Gianni Bini, Fitzcarraldo, New York Bar, Exogroove Eventi con Gabon e Joe T. Vannelli ), si era consolidato nel firmamento della word class dei DJ/Produttori.
Il cambiamento delle forze socio-politiche, nonché l’ imitazione da parte di altri club alla fine hanno causato una perdita di slancio del colosso “Kama Kama” e quindi, nel 2000, Stefano ha cominciato a riorganizzarsi, attingendo alla sua costante ricerca di novità.
Nel 2003, dopo un paio di anni passati tra apparizioni come ospite e progetti musicali personali, il successo di Stefano toccò di nuovo la Versilia, quando, collaborando ancora una volta con Stefano De Angelis, ha contribuito a creare il “Fever” un grande beach club a Marina di Pietrasanta il quale è andato avanti per 4 anni con enorme successo.
Il terreno e lo stabile sono stati venduti in seguito all’ inizio della crisi economica e quindi, nel 2007, “Fever” è stato consegnato alla memoria.
Stefano, comunque, come sempre, ha continuato la sua evoluzione musicale e creativa e nel 2011 gli è stato chiesto nuovamente di illuminare il pubblico come DJ resident al “Neon” (Versilia).
Attualmente sta rivisitando i ritmi della musica dell’ America Latina e studiando nuovi modi ingegnosi per portarli sotto l’ombrello della House per il nostro (e suo) piacere.











