Da venerdì 29 luglio a venerdì 5 agosto 2016, diversi orari
Buxtehude: Opera Omnia per organo
8 concerti in 7 chiese
Maurizio Salerno, Gianluca Capuano, Davide Gorini,
Lorenzo Ghielmi, Marimo Toyoda, Alessio Corti,
Giulio Mercati, Maurizio Croci, Antonio Frigé
Il filone monografico trova il suo massimo spicco nel progetto centrale del calendario: dal 29 luglio al 5 agosto, il festival renderà omaggio a Dieterich Buxtehude, attraverso l’esecuzione integrale dell’opera omnia per organo a cura degli organisti partecipanti al progetto di rete Cantantibus Organis.
7 chiese, 8 concerti e 9 organisti per una settimana in cui, oltre alla musica, ci sarà spazio anche per veri e propri momenti didattici con l’illustrazione della meccanica e del funzionamento dell’organo ad opera dei diversi organisti esecutori e, per gli organi di Santa Maria della Passione, dell’organaro Mascioni.
L’evento musicale sarà preceduto da una presentazione a cura del M° Gianluca Capuano, sulla figura di Dieterich Buxtehude, massimo esponente della scuola organistica tedesca, venerdì 29 luglio alle ore 19.00, presso la Sala Capitolare del Bergognone di Santa Maria della Passione.
A seguire, il primo degli appuntamenti musicali: venerdì 29 luglio alle 20.30 in Santa Maria della Passione con Maurizio Salerno. Si prosegue sabato 30 luglio alle 16.30 in Sant’Alessandro con Gianluca Capuano, domenica 31 luglio alle 16.30 in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa con Davide Gorini, lunedì 1 agosto alle 20.30 in San Simpliciano con Lorenzo Ghielmi, martedì 2 agosto alle ore 20.30 in San Nicolao della Flue con Marimo Toyoda, mercoledì 3 agosto alle 20.30 in San Babila con Alessio Corti, giovedì 4 agosto alle ore 20.30 in San Vincenzo in Prato con Giulio Mercati. L’appuntamento finale, venerdì 5 agosto alle ore 20.30, impegnerà agli organi gemelli (Mascioni 1985 e 2001) della Basilica di Santa Maria della Passione Antonio Frigé e Maurizio Croci.
La vita di Dieterich Buxtehude è strettamente legata all’organo, sin dalle prime, incerte, vicende biografiche. Suo padre Johannes, la cui famiglia era originaria della piccola cittadina omonima a sud di Amburgo, poi trapiantata a Bad Oldesloe nel ducato di Holstein all’inizio del sedicesimo secolo, era immigrato in Danimarca proprio per fare l’organista, nella chiesa di Santa Maria a Helsingborg e poi a Elsinore nella chiesa di Sant’Olai. Anche Dieterich fece la spola fra queste due cittadine: assunse l’incarico che era del padre a Helsingborg intorno al 1657, per poi rispostarsi ad Elsinore come organista della comunità tedesca. L’11 aprile 1668 Buxtehude fu nominato organista della Marienkirche di Lubecca, una delle chiese più importanti della ricca cittadina mercantile della Lega Anseatica, succedendo a Franz Tunder, del quale sposò anche una figlia.
I suoi obblighi consistevano nel suonare i servizi principali del mattino e del pomeriggio nelle domeniche e nelle solennità, con l’aggiunta dei primi vespri. L’organista doveva introdurre i corali della congregazione, guidare il coro che di solito eseguiva un brano per l’offertorio e suonare brani durante la comunione, spesso anche con l’ausilio di altri strumentisti. Oltre a questo, organizzava dei pomeriggi musicali (Abendmusik) totalmente slegati dai servizi liturgici, nei quali si alternavano brani strumentali e vocali. Le Abendmusiken di Buxtehude erano considerate per importanza equivalenti alle opere del vicino teatro di Amburgo, come ci viene riferito dal librettista Elmenhorst nel 1688. Il giovane Bach, nel dicembre del 1705, sembra abbia presenziato a una sessione straordinaria di questi concerti dedicata alla commemorazione dell’imperatore Leopoldo I e alla salita al trono di Giuseppe I. Come molti altri musicisti, era interessato a sentire all’opera uno dei più importanti organisti della Germania del nord e ad assimilarne il più possibile lo stile.
L’opera per organo di Buxtehude ci offre uno spaccato di tutte le forme praticate in quel periodo: preludi, corali, fantasie e variazioni su corale, bassi ostinati, canzoni. I grandi preludi, costruiti secondo principi riconducibili all’arte oratoria, erano usati come introduzioni alle celebrazioni o alle Abendmusiken. Le diverse sezioni si alternano in un discorso musicale basato su gesti musicali più liberi e su altre nelle quali l’imitazione in stile fugato fra le parti è prevalente. Sono proprio queste ultime a dare il carattere dominante al singolo preludio: molto spesso i temi delle tre sezioni fugate sono uno derivato dall’altro e, comunque, sono sempre costruiti tenendo conto dell’affetto emotivo della tonalità nella quale il brano si sviluppa. Il linguaggio di Buxtehude si muove fra lo stile osservato, con temi di carattere vocale e a valori larghi e quello più propriamente strumentale, dove il riferimento è al concerto di gusto italiano e alla scrittura per archi, dalle movenze più rapide. Mattheson parlerà di stylus phantasticus, per sottolineare la libertà d’invenzione dei gesti musicali, il loro accostamento imprevedibile, e il carattere di costante variazione che percorre molte delle pagine di Buxtehude.
I corali e le fantasie su corale costituiscono, per usare le parole di Martin Lutero, ‘una predicazione in suoni’. La chiesa riformata trovava nella Parola e nella sua esplicazione attraverso il sermone il saldo baluardo della fede (Ein feste Burg). Il canto del corale era il secondo pilastro della liturgia luterana e all’organista spettava il compito di rendere musicalmente espliciti i contenuti dei testi. Così, usando le impressionanti risorse timbriche degli organi, ogni linea del corale veniva ‘spiegata’ alla congregazione, con l’impiego di motivi musicali, sonorità, stili di scrittura adatti al testo, che ogni presente conosceva bene. Buxtehude era famoso per le sue ricchissime improvvisazioni, nelle quali dava sfoggio della sua competenza musicale, ma anche della capacità di toccare emotivamente gli ascoltatori. Alcune di queste si sono poi sedimentate nelle fantasie, per esempio quella per la Pasqua, Nun freut euch. Buxtehude ricorre anche al genere della variazione su corale, rimanendo nel solco della tradizione di Sweelinck e Scheidt. La loro destinazione, anche per il tipo di scrittura più limitata e il carattere di suite di danza di una di queste (Auf meinen lieben Gott) suggerisce una destinazione domestica, per il clavicordo o il clavicembalo. I tre brani su un basso ostinato sono un altro esempio dell’arte della variazione, con modelli italiani ma totalmente rielaborati nello stile nord tedesco. Il pedale ha una funzione determinante, ripresentando costantemente il tema e lasciando libertà di costruire sempre nuove figurazioni alle parti superiori. Le variazioni sono spesso raggruppate in gruppi regolari, dando adito a interpretazioni su significati nascosti, come il ciclo lunare nel caso della Passacaglia in re minore BuxWV 161. Anche le canzoni risentono del gusto italiano e hanno probabilmente avuto una funzione didattica, come esempi per lo studio dell’imitazione.
È fondamentale per comprendere la ricchezza di questa musica fare riferimento agli organi di quel periodo. Buxtehude aveva a sua disposizione due strumenti di Friedrich Stellwagen, uno di grandi dimensioni, con 52 registri con tre manuali e pedale (quest’ultimo dotato di ben 15 registri indipendenti) che veniva usato per i servizi principali e un organo più piccolo, a tre tastiere e pedale, usato per i funerali e i servizi settimanali, anche detto Totentanzorgel, che deve il suo nome alla danza macabra conservata in una cappella adiacente. Entrambi gli organi avevano una tavolozza timbrica ricchissima, grazie alla varietà di registri che imitavano i diversi consort tipici della musica tardo rinascimentale e barocca: ance (dulciane, cromorni, bombarde, trombe), flauti, cornetti e pifferi. Oltre a questo la disposizione dei diversi corpi d’organo in una struttura spaziale ben precisa, con le torri del pedale ai lati, un positivo alle spalle dell’organista (Rückpositiv), il grand’organo (Hauptwerk) al centro e la terza tastiera posta ancora più in alto (Obenwerk), favoriva una musica basata sul dialogo e l’alternanza, con continui giochi di botta e risposta, echi, concertati. Buxtehude ammirava Arp Schnitger (1648-1719), il più famoso organaro di quel periodo, che aveva costruito gli organi di molte delle principali chiese della vicina Amburgo. Purtroppo, non riuscì mai ad avere uno dei suoi strumenti a disposizione. Gli organi sui quali verrà eseguita questa opera omnia hanno caratteri molto diversi fra di loro, anche se alcuni di essi s’ispirano all’ideale sonoro della Germania del Nord. Invece di costituire un ostacolo, questo fatto mette in risalto la capacità degli esecutori, tutti esperti conoscitori del repertorio, di adattare la musica di Buxtehude alla situazione. Inoltre, alcuni elementi di questa musica vengono qui esaltati, come l’italianità di certi passaggi in stile di durezze e legature, ai quali si addicono la rotondità e dolcezza del principale italiano, o le sezioni in stile concertato, rese trasparenti dal nostro ripieno.
BIGLIETTI
29 luglio incontro ore 19: ingresso libero fino a esaurimento posti
29, 30, 31 luglio, 1, 2, 3, 4, 5 agosto: posto unico 5 euro
Tutte le altre date: posto unico 10 euro
Abbonamenti: 140 euro (tel. 02.76317176)
Vendita sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto e presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione (via Conservatorio 16) dal lunedì al venerdì dalle 9.15 alle 12.00.
Prevendite biglietti (diritto di prevendita Euro 1,80):
Circuito Vivaticketwww.vivaticket.it
Call center (servizio a pagamento): Vivaticket 892.234 (from outside Italy: +39.041.2719035)
App Vivaticket Mobile disponibile per iPhone su App Store e Android su Google play
Punti vendita Vivaticket, elenco alla pagina http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[ricercaPV]
SEDI DEI CONCERTI:
Basilica di Santa Maria della Passione e Sala Capitolare del Bergognone
via Conservatorio 16
MM San Babila, tram 9, 23, bus 54, 61, 94
Chiesa di Sant’Alessandro
Piazza Sant’Alessandro
MM Missori, tram 2, 3, 12, 14, 15, 16, 24, 27
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Via Montegani angolo via Neera
MM Abbiategrasso, tram 3, 15, bus 65, 79, 95
Basilica di San Simpliciano
Piazza San Simpliciano
MM Lanza/Moscova, tram 2, 4, 12, 14, bus 43, 57, 61, 94
Chiesa di San Nicolao della Flue
Via Dalmazia 11
Tram 27, bus 45
Basilica di San Babila
Piazza San Babila
MM San Babila, bus 54, 60, 61, 73, 94
Basilica di San Vincenzo in Prato
Piazzetta Beria di Argentine angolo via S. Calocero
MM S. Agostino, tram 2, 10, 14, bus 74, 94
Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 – 20122 Milano
tel e fax 02.76317176 e-mail mail@lacappellamusicale.com
sito www.lacappellamusicale.com
Direzione Artistica:
Maurizio Salerno
Coordinamento e comunicazione:
Lucia Olivares, Luana Castelli, Federica Parati
PROGRAMMI
Venerdì 29 luglio ore 20.30
Maurizio Salerno
Basilica di S. Maria della Passione
Dieterich Buxtehude Praeludium in sol BuxWV 149
(1637-1707) Mensch, willt du leben seliglich BuxWV 206
Gelobet seist du BuxWV 189
Lobt Gott, Ihr Christen BuxWV 202
Ciaccona in mi BuxWV 160
Nun komm der Heiden Heiland BuxWV 211
Herr Christ, der einig Gottes Sohn BuxWV 191
Ach Herr mich armen Sünder BuxWV 178
Praeludium in sol BuxWV 148
Vater unser im Himmelreich BuxWV 219
Kommt Her zu mit BuxWV 201
Von Gott will, ich nicht lassen BuxWV 220
Praeludium, Fuga e Ciaccona in do BuxWV 137
Sabato 30 luglio ore 16.30
Gianluca Capuano
Chiesa di Sant’Alessandro
Dieterich Buxtehude Praeludium in sol BuxWV147
(1637-1707) Canzonetta BuxWV 169
Danket dem Herren BuxWV 181
Toccata in fa BuxWV 157
Canzonetta in sol BuxWV 171
Fuga in do BuxWV 174
Praeludium in la BuxWV 152
Toccata in sol manualiter BuxWV 165
Magnificat primi toni BuxWV 204
Ich dank dir, liebe Herre BuxWV 194
Passacaglia in re BuxWV 161
Praeludium in fa BuxWV 145
Domenica 31 luglio ore 16.30
Davide Gorini
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Dieterich Buxtehude Praeludium in do BuxWV 136
(1637-1707) Es spricht der Unweisen Mund BuxWV 187
Praeambulum in la BuxWV 158
Herr Jesu Christ ich weiss gar BuxWV 193
Praeludium in fa diesis BuxWV 146
Fantasia Ich dank dir BuxWV 195
Toccata in re BuxWV 155
Komm Heiliger Geist, Herre Gott BuxWV 199
Komm Heiliger Geist, Herre Gott BuxWV 200
Toccata in fa BuxWV 156
Lunedì 1 agosto ore 20.30
Lorenzo Ghielmi
Basilica di San Simpliciano
Dieterich Buxtehude Praeludium in do BuxWV 138
(1637-1707) Gott der Vater wohn uns bei BuxWV 190
Der Tag der ist so freudenreich BuxWV 182
Fuga in si bemolle BuxWV 176
Magnificat primi toni BuxWV 203
Ich ruf zu dir BuxWV 196
Fantasia Nun freut euch BuxWV 210
Erhalt uns Herr, bei deinem Wort BuxWV 185
Nun bitten wir den Heiligen Geist BuxWV 209
Praeludium in mi BuxWV 143
Martedì 2 agosto ore 20.30
Marimo Toyoda
Chiesa di San Nicolao della Flue
Dieterich Buxtehude Praeludium in sol BuxWV 162
(1637-1707) Wie schön leuchtet BuxWV 223
Canzonetta in do BuxWV 167
Canzona in re BuxWV 168
Canzonetta in la BuxWV 225
Jesus Christus unser Heiland BuxWV 198
Canzonetta in sol BuxWV 173
Praeludium in sol BuxWV 163
Canzonetta in sol BuxWV 172
Toccata in sol BuxWV 164
Nun lob mein Seel BuxWV 215
Canzona in do BuxWV 166
Mercoledì 3 agosto ore 20.30
Alessio Corti
Basilica di San Babila
Dieterich Buxtehude Praeludium in re BuxWV 140
(1637-1707) Herr Christ der einig Gottes Sohn BuxWV 192
Christ unser Herr zum Jordan BuxWV 180
Praeludium in fa BuxWV 144
Durch Adam fall BuxWV 183
Es ist das Heil uns kommen her BuxWV 186
Nun lob meine Seele den Herren BuxWV 214
Nun lob meine Seele den Herren (3 versus) BuxWV 213
Praeludium in mi BuxWV 141
Wär Gott nicht mit uns diese Zeit BuxWV 222
Von Gott will, ich nicht lassen BuxWV 221
Praeludium in la BuxWV 153
Giovedì 4 agosto ore 20.30
Giulio Mercati
Basilica di San Vincenzo in Prato
Dieterich Buxtehude Ein feste Burg ist unser Gott BuxWV 184
(1637-1707) Praeludium in la BuxWV 151
Ach Gott und Herr BuxWV 177
In dulci jubilo BuxWV 197
Praeludium in sol BuxWV 150
Wir danken dir, Herr Jesu Christ BuxWV 224
Te Deum laudamus BuxWV 218
Praeludium – Te Deum laudamus – Pleni sunt coeli et terra –
Te Martyrum – Tu devicto
Nun bitten wir den Heiligen Geist BuxWV 208
Praeludium in mi BuxWV 142
Venerdì 5 agosto, ore 20.30
Maurizio Croci – organo in cornu Epistolae
Antonio Frigé – organo in cornu Evangelii
Basilica di Santa Maria della Passione
Dieterich Buxtehude Nun lob meine Seele den Herren BuxWV 212
(1637-1707) Fuga in sol BuxWV 175
Fantasia Gelobet seist du BuxWV 188
Auf meinen lieben Gott BuxWV 179
Nimm von uns Herr BuxWV 207
Ciaccona in do BuxWV 159
Mit Fried und Freud ich fahr dahin BuxWV 76
Puer natus in Bethlehem BuxWV 217
Magnificat noni toni BuxWV 205
Canzona in sol BuxWV 170
Praeludium in re BuxWV 139
Maurizio Salerno, nato a Milano, si è diplomato in organo e composizione organistica presso il conservatorio della sua città, in clavicembalo presso i conservatori di Lugano e Torino sotto la guida di Ottavio Dantone e in Musica Sacra presso il conservatorio di Roma. Si è perfezionato presso la Schola Cantorum di Basilea con Jean-Claude Zehnder e in seguito ha studiato con Andrea Marcon.
Come solista svolge un’intensa attività concertistica in Italia e in Europa, ed ha inoltre tenuto concerti negli Stati Uniti, Sud America, Russia e Australia. Collabora con diversi solisti e gruppi strumentali, tra i quali si segnalano Orchestra Mozart (dir. Claudio Abbado), Orchestra della Svizzera Italiana e I Barocchisti della RTSI (dir. Diego Fasolis), orchestra I Pomeriggi Musicali (solista, prima esecuzione assoluta del concerto I tempi di Dafne per due clavicembali e orchestra di Carlo Galante). Insieme a Stefano Montanari (violino) – con il quale ha inciso le Sonate per cembalo obbligato e violino di J. S. Bach – ha fondato l’ensemble L’Estravagante, con il quale ha inciso l’integrale delle sonate per violino, viola da gamba e clavicembalo di D. Buxtehude, pubblicate con Amadeus nel 2007 e con Arts nel 2008, la Musikalische Ergötzung di J. Pachelbel pubblicata da Amadeus a febbraio 2009, le Sonate a tre op. 1 di A. Vivaldi pubblicate da Amadeus a marzo 2011 e da Naïve a gennaio 2012. Ha inciso un CD dedicato alle opere organistiche della maturità di J. S. Bach. In duo con Edoardo Bellotti ha registrato un CD riguardante le opere per due organi di Bach e Händel, pubblicato dall’Unicef, uno sulla versione organistica delle Sette Ultime Parole di Cristo sulla Croce di J. Haydn ed uno sui Musikalische Sterbens-Gedanken di J. Pachelbel, entrambi in collaborazione con la rivista Amadeus, oltre alla registrazione delle Sonate a due bassi di Bernardo Pasquini per La Bottega Discantica, con il primo CD pubblicato nel dicembre 2004 e il secondo nell’agosto 2006. Ha registrato per diverse emittenti radiofoniche italiane e straniere. Ha tenuto masterclass di interpretazione, improvvisazione e musica sacra per numerose istituzioni accademiche in Italia e all’estero (tra le quali, nel 2010 la Fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia e nel 2012 il Festival di Forbach-Völklingen). È stato membro della giuria in concorsi organistici internazionali (2012, International Organ Competition Jan Pieterszoon Sweelinck, Amsterdam). È organista titolare della Basilica di Santa Maria della Passione a Milano. È titolare della cattedra di organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Darfo – Boario Terme.
Nato a Milano, Gianluca Capuano si è diplomato in Organo, Composizione e Direzione d’orchestra presso il Conservatorio della sua città. Ha approfondito gli aspetti relativi all’esecuzione della musica antica presso il Corso Superiore sperimentale di Direzione di Coro e i corsi della Scuola Civica di Milano, dove ha affrontato i problemi inerenti la notazione, lo studio delle fonti e la prassi esecutiva della musica dei secoli passati. Svolge un’intensa attività come direttore, organista e continuista in tutta Europa, Stati Uniti, Russia e Giappone. Ha collaborato con artisti quali Michael Chance, Emma Kirkby, Cecilia Bartoli, Max Cencic, Philippe Jarousski, Diego Fasolis, Lorenzo e Vittorio Ghielmi. È organista presso la Basilica di san Simpliciano a Milano. Ha suonato e diretto in alcune delle più importanti sale da concerto europee e giapponesi. Nel 2006 ha fondato il gruppo vocale e strumentale Il canto di Orfeo, con il quale, collaborando allo stesso tempo con alcuni dei migliori specialisti su strumenti originali e facendo costante riferimento alla più aggiornata ricerca musicologica, si dedica ad un cosciente e critico approccio ai capolavori del Barocco musicale europeo. Ha preso parte come direttore ad alcune delle più qualificate rassegne europee di musica antica, e ha pubblicato nel 2003 un CD per la rivista musicale Amadeus dedicato alla figura di Giacomo Carissimi. È inoltre responsabile musicale dell’Associazione Carissimi–Archivio Manusardi di Milano. Con Il canto di Orfeo ha inciso, in collaborazione con il mezzosoprano inglese Catherine King, un CD dedicato alle arie serie di Baldassarre Galuppi apparso nel novembre 2006 per la casa inglese Avie; il disco ha riscosso unanimi consensi da parte della critica specializzata (è stato tra l’altro “Editor’s choice” su Gramophone di gennaio 2007). Nel 2011 ha effettuato una tournée in Giappone alla testa di Milano Classica. Collabora stabilmente con I Barocchisti e Concerto Köln. Nel settembre 2011 ha preso parte alla registrazione di Artaserse di Leonardo Vinci (per Virgin Classics) con Concerto Köln, col quale ha effettuato una lunga tournée europea nel 2012. Ha diretto una ripresa di Artaserse all’Opera di Colonia nel dicembre 2012. Nel 2012 ha ottenuto una residenza presso la Fondazione Royaumont (Parigi) dedicata alla figura di Giacomo Carissimi. Con Il canto di Orfeo ha preso parte all’opera Cuore di cane di Alexander Raskatov presso il Teatro alla Scala di Milano, opera ripresa con successo nel gennaio del 2014 all’Opéra di Lione. Nel gennaio 2015 Il canto di Orfeo è stato nuovamente presente in Scala con la produzione Die Soldaten di B. A. Zimmermann. Nel maggio e agosto del 2013 ha diretto il coro della Radio Svizzera Italiana in Norma con Cecilia Bartoli al Festival di Salisburgo; un critico tedesco ha parlato, riferendosi alla performance del coro RSI, di “Una nuova unità di misura per il coro d’opera”. Nell’ottobre 2014 ha diretto con plauso unanime della critica Leucippo di Hasse all’Opera di Colonia con Concerto Köln. Nel marzo 2015 ha debuttato alla Semperoper di Dresda alla testa della Staatskapelle Dresden dirigendo Orlando di Händel. Per gli anni prossimi ha ingaggi dall’Opera di Colonia, di Zurigo (Orlando Paladino di Haydn nel 2016 e 2017), di Montpellier (concerto barocco con coro e orchestra dell’Opéra). Chiamato spesso da cori e orchestre come specialista del repertorio barocco e classico, ha lavorato con il coro dell’Opéra di Nancy, di Lione e di Montpellier e con molte orchestre quali i Thüringer Symphoniker, Milano Classica, I Virtuosi Italiani, Arpeggione (Austria, con cui ha eseguito Orfeo e Euridice di Gluck in forma di concerto nel 2015), l’Orchestra dell’Opera di Manaus (Brasile), Musica Florea (Rep. Ceca), la Verdi Barocca (Milano). Agli studi musicali Gianluca Capuano ha affiancato quelli classici; laureato con lode in Filosofia Teoretica presso l’Università Statale di Milano, si dedica alla ricerca, occupandosi in particolare di problemi di estetica musicale. Nel novembre 2002 ha pubblicato presso l’editore Jaca Book il saggio I segni della voce infinita, nel quale viene indagato da un punto di vista filosofico il rapporto tra musica e scrittura. Nel 2014 è stata pubblicata la sua edizione critica del Diluvium universale di Carissimi per l’Istituto Italiano di Storia della Musica. Tiene regolarmente un corso di Filosofia della musica presso il Conservatorio di Lugano. Dalla sua fondazione è direttore artistico del festival Musica negli horti che si svolge ogni anno in luglio in Val d’Orcia.
Davide Gorini inizia gli studi musicali presso la Civica Scuola di Musica di Besozzo (Va). Successivamente decide di dedicarsi allo studio dell’organo presso il Conservatorio di Milano nella classe di Franco Castelli. Si diplomerà col massimo dei voti sotto la guida di Giovanni Battista Mazza. L’interesse per la musica barocca lo spinge ad approfondire questo repertorio presso la Civica Scuola di Musica di Milano nella classe di organo di Lorenzo Ghielmi, in quella di clavicembalo di Maurizio Croci e in quella di basso continuo di Antonio Frigé. Ha seguito corsi di perfezionamento con vari docenti: Michael Radulescu, Maurizio Salerno, Enrico Viccardi, Matteo Imbruno e Ludger Lohmann. Nel luglio 2012 vince il terzo premio al concorso organistico internazionale Camillo Guglielmo Bianchi. Si è esibito in varie e prestigiose rassegne, quali: Vespri d’Organo in S. Alessandro, Vespri d’organo in S. Maria della Passione, Meditazioni con l’organo in S. Simpliciano, Vespri d’organo a Calolziocorte, Antichi organi della provincia di Varese, Festival organistico internazionale di Arona, Festival organistico lecchese, Concerti d’organo ad Almenno S. Salvatore (organo Antegnati 1588), Concerti d’organo alla Oude Kerk di Amsterdam, Rassegna organistica Valsassinese, Percorsi organistici lungo l’Adda e a Gualtieri (Re) in qualità di accompagnatore della Nuova Camerata Polifonica di Milano sotto la direzione di Giuseppe Reggiori. All’attività concertistica affianca quella didattica. Svolge attività di organista presso la basilica milanese di Santa Maria della Passione.
Lorenzo Ghielmi si dedica da anni allo studio e all’esecuzione della musica rinascimentale e barocca. È fra i più affermati interpreti dell’opera organistica e cembalistica di Bach. Tiene concerti in tutta Europa, in Giappone e nelle Americhe. Numerose le registrazioni radiofoniche e discografiche (Winter & Winter, Passacaille, Harmonia mundi, Teldec). Le sue registrazioni di Bruhns, di Bach, dei concerti di Händel e dei concerti di Haydn per organo e orchestra sono state premiate con il Diapason d’or. Ha pubblicato un libro su Nicolaus Bruhns e studi sull’arte organaria del XVI e XVII secolo e sull’interpretazione delle opere di Bach. Insegna organo, clavicembalo e musica d’insieme presso la Civica Scuola di Musica di Milano, nell’Istituto di Musica Antica. Dal 2006 al 2015 è stato titolare della cattedra d’organo presso la Schola Cantorum di Basilea. È organista dell’organo Ahrend della basilica milanese di S. Simpliciano, dove ha eseguito l’opera omnia per organo di J. S. Bach. Fa parte della giuria di concorsi organistici internazionali (Toulouse, Chartres, Tokyo, Bruges, Freiberg, Maastricht, Losanna, Norimberga) e gli sono affidati conferenze e corsi di specializzazione da numerose istituzioni musicali (Accademia di Haarlem, Mozarteum di Salisburgo, Conservatoire national supérieur de Musique di Parigi, Hochschule für Musik di Lubecca, New England Conservatory di Boston, Accademia di Musica di Cracovia). Ha seguito la progettazione di numerosi nuovi organi, fra cui il grande strumento della cattedrale di Tokyo. Dirige l’ensemble strumentale La Divina Armonia.
Marimo Toyoda ha compiuto gli studi umanistici laureandosi alla Keisen Women University di Tokyo e successivamente in Musica alla Tokyo National University of fine Arts and Music (Geidai), ricevendo nella medesima università due premi. Dal 2001 ha studiato presso la Hochschule für Kunst und Musik di Friburgo in Germania (organo nella classe del prof. Zigmond Szathmary e cembalo con prof. Michael Behlinger), diplomandosi nel 2003. L’interesse per il repertorio organistico antico l’ha portata a seguire corsi e masterclasses con diversi docenti come prof. Harald Vogel e prof. Christoph Bossert e altri, e a diplomarsi in organo storico presso l’Università di Trossingen (Germania) nella classe del prof. Edoardo Bellotti nel 2009. Recentemente ha tenuto il corso di musica spagnola con Prof. Emérita Montserrat Torrent e Prof. Roberto Fresco come borsista dell’università di Santiago De Compostela. Ha tenuto concerti come solista e con gruppi vocali e strumentali in Europa e in Giappone, dove è membro della Japan Organist Society. È organista presso Takinogawa Church a Tokyo e in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano, dove tiene un corso di Organo e Pianoforte per ragazzi e adulti ed è, inoltre, collaboratrice di scuola dell’infanzia paritaria e di UNITRE. Ha realizzato due CD: il primo, nel 2007, Musique pour orgue de salon, il secondo nel 2014 Terra tremuit, inciso da Bottega Discantica a Milano.
Alessio Corti è nato a Milano nel 1967. Si è diplomato in Pianoforte, Organo e Clavicembalo sotto la guida di Lucia Romanini, Enzo Corti e Laura Alvini. Ha proseguito gli studi d’Organo e Improvvisazione nella classe di Lionel Rogg presso il Conservatorio Superiore di Ginevra, ottenendo un Premier Prix de Virtuosité avec distinction e un Prix Spécial Otto Barblan. Ha vinto premi in numerosi concorsi internazionali, tra cui il Premio Froberger a Kaltern/Südtirol per la musica antica e il primo premio al concorso internazionale di Carouge (Svizzera). Nel 1993 consegue il Primo Premio Assoluto al prestigioso Concorso Internazionale CIEM di Ginevra, per la prima volta assegnato a un organista italiano. Dal 1983 è organista titolare della Chiesa di Santa Maria Segreta a Milano quale successore del M° Gianfranco Spinelli. Dal 1991 è anche titolare dell’Organo della Chiesa Cristiana Protestante della stessa città. Interprete versatile di un vasto repertorio, è invitato a suonare per importanti festival internazionali, svolgendo anche attività di clavicembalista, ed è chiamato a far parte di giurie in concorsi internazionali. Come interprete bachiano è stato ospite dei “Bach-Fest” tedeschi suonando a Lipsia (Thomaskirche), Freiberg (Dom) e Arnstadt (Bachkirche). Per la casa discografica italo-tedesca Antes-Concerto ha registrato l’Opera Omnia per Organo di J. S. Bach in 17 CD, accolta con ampi consensi della critica italiana e straniera. Ha realizzato numerosi CD monografici dedicati a Mozart, Mendelssohn, musiche natalizie ed effettuato registrazioni su diversi organi storici in Italia e all’estero. Recentemente ha realizzato per la casa discografica Fugatto un DVD dedicato alle Sei Triosonate di Bach, registrato allo storico organo di Suhl in Turingia. Ha collaborato al progetto dell’organo Oberlinger dell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano e del nuovo organo F. Zanin della Basilica di S. Babila in Milano. Già titolare della Cattedra d’Organo e Composizione organistica presso i Conservatori di Udine e Verona, dal 2001 è stato nominato Professore d’Organo e Improvvisazione, quale successore del M° Lionel Rogg, al Conservatorio Superiore (Musikhochschule) di Ginevra.
Nato a Saronno, Giulio Mercati è stato avviato alla musica all’età di sei anni dal nonno materno, il M° Lamberto Torrebruno, esponente di un’importante famiglia di musicisti; si è quindi perfezionato, in organo, composizione e clavicembalo, con musicisti del calibro di Luigi Toja, Jean Boyer, Olivier Latry, Bruno Bettinelli. Musicista versatile, è concertista assai richiesto e stimato a livello internazionale: come solista all’organo o al clavicembalo si è esibito in oltre venti paesi nel mondo, toccando alcune tra le sale concertistiche più prestigiose e tra le Cattedrali più importanti, dalla Sala Grande della Filarmonica di S. Pietroburgo alla Cattedrale di St. Patrick a New York. È altresì attivo come continuista e tastierista di diverse importanti formazioni, quali, tra le altre, I Barocchisti e l’Orchestra della Svizzera Italiana, collaborando con direttori della levatura di Alain Lombard, Vladimir Ashkenazy, Juraj Valčuha,Alexander Vedernikov, Heinz Holliger, Hubert Soudant, Howard Griffiths, Markus Poschner, Antonello Manacorda, Diego Fasolis, Stefano Montanari, Ottavio Dantone e molti altri. Suona regolarmente in duo con il noto pianista Vovka Ashkenazy, primogenito del grande Vladimir. È organista titolare presso la Basilica Prepositurale di San Vincenzo in Prato a Milano, la Chiesa di S. Maria degli Angioli a Lugano e il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli a Saronno; è inoltre fondatore e direttore del Gruppo Vocale San Bernardo. Ha inciso per RTSI, Bottega Discantica e Tactus. È compositore attivo, soprattutto nel campo organistico e corale. Nel 1996 si è laureato con lode in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi in estetica musicale. È musicologo apprezzato e conferenziere assai operoso.La sua pubblicazione più estesa è un saggio musicologico intitolato «Bruno Bettinelli: il cammino di un musicista», pubblicato presso l’editore Rugginenti (Milano). Vanta numerose direzioni artistiche di rassegne prestigiose, delle quali è altresì sovente ideatore, in Italia, Svizzera e Spagna. Nell’anno 2015 è stato nominato docente di Storia della Musica Sacra presso la Facoltà di Teologia di Lugano.
Diplomatosi in organo e composizione organistica ed in clavicembalo presso i conservatori di Milano e Trento, Maurizio Croci si è perfezionato, in seguito, alla Schola Cantorum Basiliensis con Jean-Claude Zehnder e Andrea Marcon e laureato in Musicologia all’Università di Friburgo sotto la direzione di Luigi Ferdinando Tagliavini. Laureato al Concorso internazionale organistico di Innsbruck, svolge un’intensa attività concertistica in tutta Europa, Russia e Giappone. In occasione del 250° anniversario della morte ha eseguito a Berna l’opera integrale per organo di J. S. Bach. Dal 2005 è professore di organo presso la Haute Ecole de Musique (HEMU) di Losanna e di clavicembalo presso il dipartimento di musica antica della Civica Scuola di Musica di Milano. È regolarmente invitato a tenere masterclass (Conservatorio di S. Pietroburgo, Organ Festival Holland, Escola Superior de Música di Lisbona, Yugakan Ishinomaki, Tokyo, etc.) e come membro di giurie di concorsi internazionali (Alkmaar, Toulouse, Landsberg, Borca, Premio delle Arti, ecc.). Ha registrato per la radio e la televisione (RAI, SDR, RNE, RSI, RSR) e pubblicato CD dedicati, tra gli altri, a G. Frescobaldi, J. S. Bach, G. F. Kauffmann, G. F. Haendel, D. Scarlatti, A. Soler (in duo con P. van Dijk) e alla scuola organistica della Germania meridionale. Di recente realizzazione: una registrazione monografica dedicata ad Andrea Gabrieli (RSI – Rete Due), opere a due organi per Radio National de España (live recording con P. van Dijk). Alla testa dell’ensemble Il Pegaso, da lui fondato nel 2012, ha effettuato recentemente una registrazione di brani sconosciuti di C. Monteverdi e G. Frescobaldi, in prima esecuzione moderna, che ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti dalla critica internazionale (5 Diapason, **** Classica, nomination International Classical Music Awards 2013). È organista titolare della Basilica della SS. Trinità di Berna (dal 1997) dove è stato promotore della costruzione del nuovo organo Marco Fratti in stile barocco italiano, inaugurato nel 2008. Fondatore e direttore artistico dell’Académie d’Orgue de Fribourg, rappresenta la Svizzera nel comitato artistico dell’associazione E.C.H.O (European Cities of Historical Organs). Dal 2006 è conservatore dell’organo del Collège St-Michel di Friburgo.
Antonio Frigé, diplomato in Organo e Composizione Organistica e in Clavicembalo presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare, per le più prestigiose società concertistiche, in tutta Europa e negli Stati Uniti. Particolarmente appassionato alla letteratura del sei-settecento eseguita su strumenti storici, ha pubblicato una trentina di CD e collabora con l’Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere di A. Vivaldi. Dal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e, nel 1989, ha fondato l’ensemble Pian & Forte. Ha registrato per la RAI, RTSI, ORF, Radio Clásica (Spagna); attualmente è docente di Basso continuo, Musica d’Insieme e Coordinatore dell’Istituto di Musica Antica presso la Civica scuola di Musica di Milano e organista titolare della chiesa di S. Francesco di Paola e alla Basilica di S. Simpliciano, a Milano.











