pierino lupo
Pierino Lupo

 

A GRANDE RICHIESTA
torna
nella sala più prestigiosa dell’Auditorium Parco della Musica di Roma


PIERINO E IL LUPO

Con
COSIMO CINIERI
e
LA BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA DI FINANZA 
diretta dal M°LEONARDO LASERRA INGROSSO
Domenica 22 gennaio 2012 – Ore 18,00 Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
viale Pietro de Coubertin – Roma
www.auditorium.com


ideazione e regia
IRMA IMMACOLATA PALAZZO

testo teatrale in versi liberamente ispirato dalla
favola musicale di Sergej Sergeevic Prokofiev
GIORGIO WEISS

 pittore
GIANCARLINO BENEDETTI CORCOS

 videografica
ALDO DI RUSSO (Unicity)

 movimenti coreografici
PAOLA MAFFIOLETTI

danzatrice-anatra
GIULIA CIRULLI

danzatrice-uccellino
RACHELE ZUPPI 

scenografia
FABIANA DI MARCO
costumi
GIAN MARIA SPOSITO
luci
ANTONIO GRAMBONE
foto di scena
DANIELE LANCI
Lo spettacolo PIERINO E IL LUPO ha ricevuto un premio di rappresentanza della Presidenza della Camera dei Deputati

 

Pierino e il lupo, notissima fiaba musicale, fu composta in soli 5 giorni a Mosca nel 1935 da Sergej Sergeevic Prokofiev (1891-1953), cogliendo l’invito di Natalia Satz, direttrice del Teatro per ragazzi. 

La storia
Pierino, monello vispo e coraggioso, vive in una casetta col vecchio nonno brontolone. Un bel mattino apre il cancello ed esce sul prato. Dal ramo più alto del grande albero che fa ombra alla casa lo saluta allegramente Sasha, l’uccellino suo amico. Intanto Sonia, una svampita anatrella, approfitta del cancello aperto e va a farsi un bel bagno nel lago vicino, seguita da Sasha che la prende in giro. Mentre i due litigano si avvicina quatto quatto Ivan, gatto sornione. Leccandosi i baffi con un balzo sta per acchiappare Sasha, ma l’urlo di Pierino lo salva dalle sue grinfie. Il nonno, uscito dalla casa, sgrida Pierino: non deve allontanarsi, un lupo feroce si aggira nel bosco lì vicino. Pierino è grande, non ha paura dei lupi, ma dà la mano al nonno e rientra. Appena in tempo. Un lupo grigio dagli occhi gialli esce dal bosco. Il gatto si arrampica sull’albero, l’uccellino scappa via ma l’anatra, stupidella, esce dall’acqua. Starnazzando, corre di qua e di là inseguita dal lupo che, più veloce, ne fa un sol boccone. Non ancora sazio, il lupo si mette a far la posta sotto l’albero dove Ivan e Sasha si sono rifugiati, un po’ distanti l’uno dall’altro.  Pierino guarda la scena senza paura. Poi corre in casa a prendere una corda. Si arrampica sull’albero e ordina a Sasha di svolazzare attorno al muso del lupo, attento però a non farsi prendere. Mentre la bestia inferocita fa grandi salti per acchiappare l’intrepido uccellino, Pierino con la corda fa un nodo scorsoio e, dopo qualche tentativo zac! riesce a prendere la coda del lupo e a legare l’altro capo della corda all’albero. Più il lupo tira e più il nodo si stringe. Nel frattempo escono sparando dal bosco i cacciatori, sulle orme del lupo fin dal mattino. Marcia trionfale. In testa Pierino e dietro di lui i cacciatori, l’uccellino e il nonno brontolone.

Gli obiettivi

Lo scopo dell’opera, un classico nella didattica musicale, è evidente sin dalle prime battute: con l’aiuto di una voce recitante, l’autore consiglia al direttore di mostrare i brani  musicali ai bambini per insegnare loro a riconoscere gli strumenti di un’orchestra. E così Pierino è un quartetto d’archi (violini primi e secondi, viole e violoncelli), l’uccellino Sasha un flauto, il Nonno è impersonato dal fagotto, il gatto Ivan da un clarinetto, Sonia l’anatra dall’oboe, il Lupo è rappresentato dai corni, i Cacciatori dai legni, gli spari dei fucili dai timpani e grancassa.  Così le immagini sono sostituite da una visualizzazione sonora. Ogni personaggio è caratterizzato da un tema musicale che facilita l’identificazione del carattere.

La critica

Un’opera così semplice non è sfuggita però a numerose letture. Molti critici sostengono che la fiaba sia un’allegoria del momento politico in cui visse l’autore, dove Pierino rappresenta la creatività del compositore tenuta a bada dallo Stalinismo. Interpretazioni psicanalitiche, invece, vedono  raffigurato nel Lupo la Paura che è dentro e fuori di noi e che l’intrepido Pierino deve affrontare e vincere. Ultimamente si sono affacciate anche versioni ecologiche dove il lupo non muore ma viene portato in trionfo allo zoo e l’anatra scampa alle fauci dell’ingordo cattivone nascondendosi dietro l’albero.
Ma Pierino e il lupo, come tutte le grandi opere, appare inossidabile e regge qualsiasi elaborazione. 

Le interpretazioni

Numerosi rifacimenti hanno reso Pierino e il lupo un’opera molto popolare.
Dopo alcune repliche al teatro per Bambini di Mosca, sotto la direzione dello stesso Prokofiev, la prima rappresentazione avvenne a New York nel 1940 in forma di balletto. Negli anni si sono susseguite diverse trasposizioni coreografiche con celebri protagonisti. In Italia debuttò al Teatro alla Scala nel 1950.
Ma l’opera ha conquistato anche il cinema. Tra i film di animazione, il più conosciuto è senz’altro quello di Walt Disney (1946) in cui il direttore Leonard Bernstein ha prestato la sua voce, deliziando intere generazioni di bambini.  
In teatro ci sono state diverse edizioni rappresentate da grandi attori: Ruggero Ruggeri, Eduardo De Filippo, Dario Fo, Roberto Benigni con la direzione di Claudio Abbado, Paolo Villaggio, Gigi Proietti e tanti altri. Inoltre ci sono state innumerevoli incisioni discografiche che spaziano dal jazz al rock. Tra i musicisti che si sono lasciati sedurre da questa opera ormai entrata nell’immaginario collettivo, ricordiamo Lucio Dalla, Brian Eno, Shel Shapiro e Bono. 

L’edizione 2012 di Pierino e il lupo

L’edizione di PIERINO E IL LUPO di Irma Immacolata Palazzo ha la particolarità di essere tradotta in versi ad opera del poeta Giorgio Weiss, che, oltre ad usare la forma chiusa dell’endecasillabo, ha dato spazio a versi prettamente giocosi, mettendo così in atto le sue caratteristiche di erede dei patafisici e delle loro attitudini a studiare meccanismi linguistici intesi a potenziare le possibilità espressive della scrittura (ad esempio tautogrammi, monovocalici, calembours ed altro).
Il Concerto-spettacolo presenta anche la novità di essere eseguita per la prima volta da una banda militare, quale la prestigiosa Banda Musicale della Guardia di Finanza, diretta dal M° Leonardo Laserra Ingrosso.
Cosimo Cinieri, con l’aiuto di una postazione fonica, che prevede l’utilizzo di nuove tecnologie per sperimentare inedite sonorità vocali, sarà di volta in volta la Voce Narrante, il Nonno, l’Uccellino, l’Anatra e tutti gli altri personaggi. Ad ognuno di loro, Cosimo, approfittando della nostra ricchezza linguistica, impresterà una inflessione dialettale.
L’Uccelino e l’Anatra, amici di Pierino, saranno due bambine danzatrici: Chiara Cirulli e Rachele Zuppi. Movimenti coreografici a cura di Paola Maffioletti. Su tre schermi geometrici si muoveranno le immagini ideate e realizzate dal pittore Giancarlino Benedetti Corcos, animate da Aldo Di Russo della Unicity con tecniche emotivamente efficaci, per trascinare gli spettatori nel mondo della favola.Una bella occasione dunque per grandi e piccini di vivere fantastiche emozioni –sottolinea la regista Irma Immacolata Palazzo – suscitate da un’opera senza tempo, così duttile e attuale da consentire una reinterpretazione scenica unica nel suo genere con un’ ensemble di artisti che parallelamente raccontano il proprio Pierino.…Una varietà di registri espressivi che ci fanno scoprire un poeta quanto meno virtuoso, se non virtuosissimo (Giorgio Weiss). Per Cinieri è una festa, ci sprofonda dentro con tutto se stesso, con la sua capacità di immedesimazione, di gioco e di ironia. I bambini fanno coro, sono pungenti co-autori dello spettacolo (…). Cinieri asseconda gli impulsi che gli vengono dalla platea, si sbizzarrisce, gioca con le parole di Weiss, enfatizza il suo bambino-Pierino, ridiventa bambino lui stesso (…). Franco Cordelli, “Corriere della Sera”.

Irma Immacolata Palazzo
Mail: irma.palazzo@libero.it 

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
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