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Teatro alla Scala Milano

“Theodora di Händel”

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Milano: seconda tappa della tournée dell’ensemble barocco Il Pomo d’Oro guidato dal suo direttore Maxim Emelyancychev , che esegue Theodora di Händel, secondo il mio parere personalissimo il capolavoro forse più alto di quel fabbricatore di capolavori. Splendida orchestra, splendidissimo coro, e cinque solisti uno più bravo dell’altro tutti in super forma.  Certo, qualcuno sembra più bravo perché lo vuole Händel: che regala le arie più belle a Irene, sicché Joyce Di Donato ha modo di commuovere fino alle lacrime fin da quando diffonde la lancinante bellezza di “As with rosy steps the morn advancing”. Ma Lisette Oropesa non le è certo inferiore, plasmando una strepitosa Theodora: linee vocali purissime, dinamica sfrangiata di continuo onde fraseggio sfumatissimo, dalla austera commozione di “Fond, flattering world, adieu” all’esultanza tutta pulsione di luci e di colori di “Angels ever bright and fair”, al virtuosismo al calor bianco eppure sempre espressivissimo dell’impervia “Oh that I on wings could rise”, fino alla scena conclusiva, quel duetto con Didymus “Streams of pleasure” che è vertice tra i più alti di tutto il repertorio vocale, e che Oropesa e Paul-Antoine Bénos-Djian – controtenore ancora poco noto ma che mi stupirei non facesse parlare parecchio di sé nell’immediato futuro – elevano ad altezze straordinarie, guidando al coro conclusivo che IMHO sta sullo stesso livello della pagina che conclude la Passione secondo Matteo di Bach.
Molto bene sia Michael Spyres sia John Chest, cui sono affidate pagine meno immediatamente comunicative ma in compenso carogne parecchio, e che portano a casa benissimo. La musica è sublime, l’esecuzione è in tutto e per tutto degna di lei: vibra ancora l’eco della favolosa Calisto, e la Scala batte un secondo colpo barocco non meno valido. Serata unica, purtroppo: chi c’era c’era, e credo se la ricorderà per un pezzo.
Georg Friedrich Händel  È davvero una grande compagnia di canto quella che sabato 20 novembre 2021 al Teatro alla Scala sotto la bacchetta di Maxim Emelyanychev che, al clavicembalo e sul podio dell’ensemble vocale e strumentale “Il Pomo d’Oro“ propone il penultimo oratorio di Händel: “Theodora“, che narra il martirio della nobile romana Theodora che rifiuta di abiurare la sua fede cristiana. Rappresentato per la prima volta alla Scala, l’oratorio nato nel 1750, vede protagonista il soprano Lisette Oropesa  affiancata dal mezzosoprano Joyce DiDonat,  e dal controtenore Paul-Antoine Bénos-Djian (al suo esordio scaligero), dal tenore Michael Spyres e dal baritono John ChestV

 

Direttore Maxim Emelyanychev
Clavicembalo Maxim Emelyanychev
Orchestra e Coro Il Pomo d’Oro

PROGRAMMA

Georg Friedrich Händel Theodora HWV 68
oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra 

Lisette Oropesa (Theodora)
Joyce DiDonato (Irene)
Michael Spyres (Septimius)
John Chest (Valens)
Paul-Antoine Bénos-Djian (Didymus)
Massimo Lombardi (Messaggero)

A cura di Elio Cerisola Giudici