Salute al maschile

Salute al maschile: uno specchio del benessere italiano

Come stanno davvero gli uomini italiani? E quanto si prendono cura della propria salute?
Secondo l’indagine “Salute al maschile”, condotta da AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi ETS, emerge un quadro complesso. Gli uomini si sentono in salute, ma fanno ancora troppo poco per mantenerla. Solo il 50% valuta positivamente il proprio stato fisico, e appena il 58% si dice soddisfatto del benessere mentale. Quasi la metà si colloca in una zona “intermedia”, tra sufficienza e discrezione. Una percezione che riflette un equilibrio fragile, spesso trascurato. La salute maschile non è solo questione di forza o resistenza fisica, ma di attenzione quotidiana, consapevolezza e prevenzione.

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Stili di vita: tra buone abitudini e cattive tentazioni

Sul fronte delle abitudini, il panorama è in chiaroscuro. Sette uomini su dieci dichiarano di mangiare in modo vario, e oltre il 60% consuma frutta e verdura regolarmente. Tuttavia, quasi il 30% ammette di lasciarsi tentare da cibi poco salutari, e più di uno su cinque confessa di “mangiare continuamente”. L’attività fisica resta la nota dolente della salute al maschile: se il 59,5% cerca di restare attivo nella vita quotidiana, solo il 21,7% pratica sport vero e proprio. Anche il fumo rimane un’abitudine diffusa — il 31,6% fuma sigarette tradizionali, e un altro 15,2% utilizza e-cig o tabacco riscaldato. Il sonno, invece, appare come l’abitudine più solida: il 67% degli uomini dorme tra le 6 e le 8 ore a notte. Tuttavia, un terzo lamenta difficoltà nel mantenere un sonno di qualità.

Prevenzione maschile: un’abitudine ancora debole

Le preoccupazioni principali riguardano tumori (53%) e malattie cardiovascolari (48%), seguite da quelle neurodegenerative. Eppure, solo un uomo su tre effettua visite regolari e meno della metà si sottopone a controlli periodici. Il dato più emblematico della salute al maschile è che il 65% degli uomini non è mai andato da un urologo o andrologo. Anche dopo i 50 anni, la percentuale resta alta: il 45% non ha mai fatto una visita. Tra le ragioni più comuni: non averne sentito il bisogno (57%), non aver ricevuto consiglio medico (22%) o sentirsi troppo giovani (16%). Solo un terzo delle visite è motivato da un controllo preventivo: la maggior parte avviene dopo la comparsa di sintomi.

Tumori maschili: conoscenze parziali e prevenzione carente

Il tumore alla prostata è riconosciuto come il più diffuso (43,5%), seguito da colon-retto, polmone e testicoli. Ma la conoscenza è ancora frammentaria: solo il 35% si dichiara informato sul carcinoma prostatico e appena il 22% su quello testicolare. Molti uomini ignorano che il tumore alla prostata può essere asintomatico, mentre sopravvalutano rischi secondari come la bicicletta o la sedentarietà. Solo il 62% riconosce l’alcol come fattore di rischio e appena il 27% conosce il criptorchidismo come causa potenziale del tumore ai testicoli. Anche le pratiche preventive restano poco diffuse: solo il 23% effettua visite urologiche e il 28% pratica l’autopalpazione testicolare, un gesto semplice e gratuito. Secondo Fondazione Veronesi, l’imbarazzo, la dimenticanza e la percezione di invulnerabilità continuano a frenare la prevenzione.

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Le parole della prevenzione

“Prendersi cura della propria salute non deve essere un segno di debolezza, ma un gesto di consapevolezza e responsabilità verso se stessi e la propria famiglia.” Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi ETS

La Fondazione sottolinea l’importanza di una cultura della prevenzione maschile. Significa superare retaggi culturali, informarsi e sottoporsi regolarmente ai controlli, senza aspettare sintomi evidenti.

HPV e salute al maschile: conoscenza ancora scarsa

Il Papilloma virus (HPV) resta poco conosciuto tra gli uomini: solo il 33% ne comprende i rischi, mentre oltre la metà ne ha solo sentito parlare. La vaccinazione è ancora limitata al 7%, ma cresce l’intenzione di vaccinarsi (44%) e di proteggere i propri figli (64%). Questo dato rappresenta un segnale positivo: le nuove generazioni sembrano più aperte alla prevenzione e alla salute consapevole.

Disuguaglianze e salute: un divario da colmare

La percezione della salute è strettamente legata al livello socioeconomico. Il 60% degli uomini appartenenti a classi più agiate dichiara di stare bene, contro appena il 35% nelle fasce più svantaggiate. Le differenze si accentuano anche sul piano psicologico: 69% di benessere mentale tra i più abbienti, contro il 45% tra chi ha meno risorse. Colmare questo divario è fondamentale per garantire un accesso equo alla prevenzione e ai servizi sanitari.

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Salute al maschile: piccoli gesti, grandi risultati

“La prevenzione non è solo un atto sanitario, ma un gesto di responsabilità verso se stessi e i propri cari.” Chiara Segrè, Responsabile Supervisione Scientifica, Fondazione Veronesi ETS

I gesti della prevenzione maschile sono semplici:

  • seguire uno stile di vita equilibrato,
  • praticare l’autopalpazione testicolare fin dalla pubertà,
  • controllare i nei ogni 3–4 mesi,
  • effettuare visite dermatologiche e urologiche periodiche,
  • aderire agli screening nazionali per il colon-retto dopo i 50 anni.

Prendersi cura della salute al maschile significa scegliere la consapevolezza, non la paura.

Fondazione Umberto Veronesi ETS: ricerca, educazione e prevenzione

Fondata nel 2003 dal professor Umberto Veronesi, la Fondazione promuove la ricerca scientifica per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori. Ogni anno finanzia progetti di ricerca, sostiene campagne di sensibilizzazione e diffonde informazioni chiare e autorevoli su salute e stili di vita. Sul sito ufficiale fondazioneveronesi.it è possibile approfondire i programmi di prevenzione dedicati alla salute al maschile e partecipare alle iniziative del mese di novembre, tradizionalmente dedicato al benessere dell’uomo.

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