Si è svolta questa mattina a Roma la lectio magistralis di Bruno Nardelli al MOBEL, il Master in Marketing Moda e Beni di Lusso. L’imprenditore che ha portato al successo il marchio Liu Jo Luxury ha spiegato ai partecipanti come è cambiato uno dei mondi più affascinanti e più in crisi della moda
“Le gioiellerie rischiano di far morire il settore. Sono quelle che non innovano e non ascoltano le richieste del mercato. Ma le illuminate che innovano e scommettono sul futuro non sentono la crisi.” Questo uno dei punti chiave della lectio magistralis dell’amministratore delegato della Nardelli Luxury Bruno Nardelli al MOBEL, il Master in Marketing Moda e Beni di Lusso organizzato a Roma dalla MC&P School of Economic Science, realtà di riferimento delle imprese di Cinema, Televisione, Moda e Beni di Lusso ed Editoria per la ricerca di giovani manager.
“Oggi ci sono pelletterie- continua Nardelli- che hanno saputo rinnovarsi e vendono anche gioielli e accessori mentre le gioiellerie tradizionali vivono una crisi d’identità. Il mercato e i consumi sono cambiati. Ma i gioiellieri tradizionali non lo capiscono e non sono quindi pronti a rispondere alla nuova domanda dei potenziali clienti. Basti pensare a quello che avviene alle principali Fiere italiane per gli operatori del settore: quella di Vicenza e il Tarì di Caserta. Chi ha il prodotto vende ma chi non ha innovato e presenta ancora collezioni vecchie è al collasso. Ed anche per questo le due fiere stanno facendo un grandesforzo per reinventarsi.”
E Bruno Nardelli il mercato lo conosce. E’ infatti l’imprenditore che in meno di quattro anni ha portato al successo il brand Liu Jo Luxury, facendolo diventare secondo uno studio della Iulm il brand più riconosciuto dai clienti delle gioiellerie italiane.
“Le imprese del gioiello e dell’accessorio- spiega Nardelli- devono uscire dalla tipica organizzazione artigianale e devono strutturarsi. Non si può competere sui mercati internazionali e con i big player della moda senza le competenze. In questo abbiamo imparato tanto da Liu Jo e dai fratelli Marchi: due imprenditori come pochi attenti alla qualità del prodotto e alle strategie organizzative e di marketing.”
L’incontro di oggi si inquadra in un ciclo di iniziative a cui hanno preso parte i principali protagonisti del sistema moda e dell’economia.
La lectio magistralis di Nardelli è servita ai partecipanti al master a capire da uno degli imprenditori di successo a livello internazionale, come sta cambiando uno dei settori più in crisi e al contempo con più potenzialità della moda italiana.
Bruno Nardelli, classe 1973, è l’uomo che ha portato al successo il marchio Liu Jo Luxury, una delle realtà più di tendenza nel mondo dell’orologeria e del gioiello in argento 925 per le donne e dal 2011 anche per le bambine. Il marchio è stato sviluppato dalla Nardelli Luxury, società licenziataria del marchio Liu Jo, di cui Nardelli è amministratore unico e socio assieme al fratello Domenico. Nardelli inizia il suo percorso nel mondo del gioiello negli anni novanta, diventando nel 1995 Maestro orafo riconosciuto dalla Regione Campania, Perito estimatore di diamanti e pietre di colore per la Camera di Commercio di Napoli, Diplomato all’International Gemological Institute (IGI) Anversa e associato alla Borsa Diamanti Italia. Parallelamente inizia il suo percorso nella Nardelli Gioielli, diventandone socio ed affiancando il fratello Domenico, che aveva iniziato l’attività quindici anni prima. In azienda Bruno Nardelli coordina la produzione, le attività di marketing e la partecipazione alle fiere. Nel 2006 nasce la partnership con Liu Jo, marchio della moda in forte ascesa e che negli ultimi quattro anni si è imposto tra le realtà che dettano le regole al mercato. Nasce quindi la brand extension Liu Jo Luxury, che nel primo anno parte fatturando poco più di quattrocentomila euro e nel 2010 ha fatturato tredici milioni di euro. Tra le ragioni del successo l’aver rilanciato il colore nel mondo dell’orologeria e l’aver puntato su gioielli in argento 925 e non sull’acciaio usato dalla concorrenza. Nardelli da uomo prodotto diventa uomo di numeri e fatturato. Investe nelle risorse umane creando una squadra fatta dai migliori professionisti sul mercato, che ad oggi coinvolge più di quaranta persone. E dal 2009 fioccano anche i riconoscimenti. A Nardelli viene chiesto di raccontare la sua storia ed il suo successo imprenditoriale nelle università e in realtà come il Rotary. Nel 2010 Liu Jo Luxury è diventato secondo la stampa di settore il caso più studiato nelle università italiane. Uno studio comparato sul visual merchandising condotto tra febbario e aprile dalla IULM, la Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, ha evidenziato come Liu-Jo Luxury sia il brand più riconosciuto della gioielleria fashion. Il rapporto con il mondo dell’Università continuerà anche nel 2011: l’azienda, assieme ai grandi player del settore, affiancherà il Politecnico di Milano per il “Corso di Alta Formazione in Design del Gioiello” ed affiderà all’università milanese anche la ricerca e lo stile di alcune delle prossime collezioni.











