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Moda uomo: giacca stropicciata e bermuda per l’estate»

21 giugno.  Giacca stropicciata, bermuda e camicia stampata: tanto basterà all’uomo per rinnovare il suo guardaroba la prossima estate, secondo le tendenze emerse dalle sfilate di Milano Moda Uomo, giunte oggi alla conclusione. Quattro giorni serrati di passerelle e presentazioni, da cui è emerso un nuovo stile maschile: curato senza essere leccato, elegante ed eccentrico, scanzonato ma non sciatto, vanitoso con qualche punta di esibizionismo. Nel sempre difficile tentativo di aggiornare l’armadio maschile, gli stilisti hanno avuto dalla loro parte la stagione, perchè l’estate è il momento giusto per osare di più, persino per i maschietti. Certo, «bisogna stare attenti a non rendere ridicolo l’uomo» come avverte Armani, ma poi le suggestioni di una sfilata vanno anche filtrate dal gusto personale e mixate ai capi base che già riempiono gli armadi.

Per far scattare la molla del desiderio maschile non bastano i begli abiti sartoriali da consiglio di amministrazione, che tanto si sono venduti negli anni di crisi. Più che forniti del necessario, gli uomini ormai entrano nei negozi in cerca del superfluo, che sia di lusso o di tendenza. E ogni marchio ha il suo modo di attrarre i clienti: c’è chi lavora sulle costruzioni, rinnovandosi e rimanendo fedele al suo stile, e chi invece punta più sull’immaginario. Entrambe le strade contribuiscono in ugual misura al cambiamento dello stile maschile, più lento di quello femminile, perchè gli uomini, almeno nella moda, sono più resistenti all’evoluzione. Sembra però che abbiano digerito alcune proposte che gli stilisti hanno gradualmente inserito nelle loro collezioni, fino a farle diventare i nuovi canoni per la prossima estate. La rivoluzione più evidente è quella dei pantaloni: asciutti e con una lunghezza che supera raramente la caviglia. Più faticoso è stato il lavoro sulla giacca, che rimane sartoriale, ma è completamente destrutturata, senza spalline, spesso leggera come una camicia e stropicciata, dall’aria vissuta. Il trend della prossima estate la accoppia agli shorts e alle stringate, ma ci vorranno forse un paio di anni prima di vedere un manager presentarsi in ufficio in bermuda.

 

Più probabile invece che il professionista al passo con la moda rinunci, almeno d’estate, alla cravatta, la grande assente delle passerelle milanesi. Per il giorno è stata sostituita da stole e sciarpine, per la sera è stata soppiantata dal vezzoso papillon, ma spesso è semplicemente scomparsa, lasciando il collo libero da ogni orpello. Resta da capire quanto funzioneranno le fantasie, presenti in praticamente tutte le collezioni: gli uomini sono abituati a indossarle in chiave casual e sportiva, ma per la prossima estate sono tracimate dalle T-shirt alle giacche, dalle tute alle camicie da sera, in un’esplosione visiva di fiori, geometrie, quadri, righe, disegni naif e motivi paisley.

In passerella tutto si mischia, ma nel quotidiano basterà scegliere un solo capo fantasia da abbinare ai jeans o al completo formale per dare un nuovo twist al look. E i più timorosi potranno puntare sui motivi classici del bel vestire, dal check al principe di Galles, dal pied de poule al tartan, usati non più solo per i completi sartoriali, ma persino come fantasie di trench e maglioni, gli unici capi dove resiste l’oversize. Perchè il vero vanesio non solo scopre collo e malleolo, ma non resiste alla tentazione di mostrare il muscolo guizzante sotto camicie e pantaloni.

 

Gianfranco Suma