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LA MODA IN MOVIMENTO

Sfilata nel Metrotram di Padova

9, 10, 11 Settembre 2011

 PADOVA. La moda in movimento: modelle vestite con abiti icona dagli anni ¡®50 agli anni ¡®70 hanno sfilato questa mattina, venerd¨¬ 8 luglio, nel tram di Padova attraversando tutta la citt¨¤.   Emblema di continui passaggi tra modernit¨¤ e retr¨° e a diretto contatto con il pubblico, la sfilata ¨¨ una anteprima della nuova edizione del Padova Vintage  Festival 2011, organizzato da Andrea Tonello e Paolo Orsacchini dell’Associazione Funkytown 70, che si terr¨¤ al Centro culturale Altinate/San Gaetano il 9, 10, 11 Settembre prossimo, con il Patrocinio del Comune di Padova.

 

Una sfilata su tram di sei outfit accuratamente scelti tra gli archivi messi a disposizione  da collezionisti privati, fusi in un mix&matches di colori e combinazioni. A sfilare sono stati giovani e affermati  modelli e modelle, che vedono nel loro  background esperienze con brand come Benetton, Converse, Diadora, Lower Alpine, partecipazioni a concorsi nazionali come Italia Next Top Model, e suggeriti da agenzie  come Ascom ed  Elit¨¨ Model. Protagonista ¨¨ la commistione tra  passato e presente: atmosfere retr¨° create con soundtracks e abiti vintage, in un mezzo di  trasporto contemporaneo, ma dal sapore antico; contemporaneo e rapido collegamento  per gli abitanti di Padova, ¡°meltin pot¡± di culture diverse, il metro tram rende metaforicamente l¡¯idea di un Festival accessibile a tutti, performativo della nostra   realt¨¤ globalizzata. Cos¨¬ fa l¡¯attuale filosofia Vintage, rivisitazione del passato, ma paradossalmente viva espressione del nostro tempo. La moda appare sempre meno radicalmente nuova, traendo piuttosto dal passato linfa vitale per rigenerarsi.

 

Studio Pierrepi

Alessandra Canella

Via del Vescovado 79

 Padova   TEL. 049-8753166

canella@studiopierrepi.it

 

L¡¯invenzione del vintage

Il termine Vintage ¨¨ un anglicismo che deriva dal francese antico vendenge, a sua volta derivante dalla parola latina vind¨¥mia, ovvero la vendemmia dei vini pi¨´ pregiati. Per quanto riguarda la moda, un vestito vintage ¨¨ in generale un indumento che ¨¨ stato creato almeno vent¡¯anni prima. Riguardo alla nascita, innanzitutto non ¨¨ un caso se questa abitudine di consumo sia nata negli anni novanta, gli anni di transizione e dell¡¯incertezza, della parabola del grunge, della nascente globalizzazione e della logomania, testimoniati dall¡¯opera-manifesto di Naomi Klein, No Logo. Gli strateghi del marketing intrappolarono la creativit¨¤ degli stilisti in precise strategie che dovevano rispondere alle ricerche di mercato. Ma la magia del marchio (Gap, Benetton, Nike) e delle firme (Gucci, Chanel, Dior) cre¨° un incantesimo da cui ben presto gran parte dei consumatori e degli stilisti si risvegli¨°, iniziando a rinnegare quell¡¯inconsapevole voglia del logo e della standardizzazione. Dalla met¨¤ degli anni novanta i no-global assalirono i mercatini dell¡¯usato, e non solo i McDonald, assieme a coloro che erano semplicemente stanchi del logo e si dedicarono alla ricerca di un nuovo stile. Il vintage nacque come movimento parallelo e di reazione alla dittatura dell¡¯immagine che aveva sostituito il prodotto. In generale alla base del vintage c¡¯¨¨ la volont¨¤ di riappropriazione dei valori e dei simboli di un passato recente o lontano che possa conciliarsi con le nostre esperienze. Discreti o eccentrici, questi abiti simboleggiano la nostra storia, lontana (lo stile liberty degli anni venti) o recente (i favolosi anni sessanta). Gli amanti di questo nuovo filone vogliono distinguersi, ricercando l¡¯originalit¨¤ e dando credito agli studi sociologici che parlano di un consumatore ormai emancipato e creativo. Come sosteneva Braudrillard gi¨¤ nel 1972 la moda non ¨¨ pi¨´ un incrocio di oggetti ma di significati, e oggi quest¡¯affermazione ¨¨ vera pi¨´ che mai.