Occhio Stand By

“Ma è solo una luce, cosa vuoi che consumi?”. Sono tanti, purtroppo, gli italiani che sono fermamente convinti che funzioni davvero così. Già, lo stand-by di un dispositivo da molti viene considerato alla stregua dello spegnimento, ma la verità è che questo pensiero non potrebbe essere più lontano dalla realtà. Quel “puntino”, infatti, (che sia esso su una televisione, una consolle o altro) consuma molto più di quanto si pensi e a lungo andare (a maggior ragione se ci sono più “puntini” all’interno dell’abitazione) andrà a incidere in modo evidente sulle bollette.

Quanto consumano i dispositivi in stand-by

Secondo una ricerca effettuata negli Stati Uniti, è stato stimato che ogni anno all’interno del territorio americano venga consumato un qualcosa come 19 miliardi di dollari (!) da questi dispositivi lasciati in stand-by, l’equivalente dell’energia prodotta da 50 impianti elettrici di grandi dimensioni, quella che occorre per il fabbisogno domestico dell’Arizona e dell’Alabama. Altro che “cosa vuoi che consumi”, insomma: quella luce che rimane accesa ha un impatto ben evidente sulle bollette, soprattutto se si considera che un dispositivo su quattro all’interno delle abitazioni offra questa modalità “always-on”, garantendo cioè di essere sempre pronti all’uso, in qualsiasi momento.

In Europa la musica non cambia, visto che ben l’11% del consumo complessivo medio di elettricità all’interno di un’abitazione deriva proprio dagli apparecchi in stand-by, circa 305 kWh ogni anno. Ma quali sono i principali “dispositivi incriminati” che vanno a influenzare in modo così evidente i consumi (e di conseguenza le bollette)? I più comuni all’interno delle abitazioni sono generalmente i personal computer, le consolle per videogiochi, i cavi per le ricariche degli smartphone, le televisioni, i decoder, i telefoni e così via.

Non solo attenzione allo stand-by: altri modi per risparmiare energia

Cominciare a stare un po’ più attenti all’utilizzo di questi apparecchi appena elencati, è già un buon inizio per avviare un percorso di risparmio. Poi è importante cercare l’offerta più conveniente, utilizzando appositi configuratori online come quello di Accendi per fare il confronto delle tariffe per la luce disponibili e scegliere la più adatta alle proprie abitudini di consumo. Partendo da queste basi, sarà semplice riuscire a far abbassare il prezzo delle bollette, ma allo stesso tempo si può continuare a lavorare per la diminuzione dei consumi. In tal senso occorre ricordarsi di spegnere sempre le luci quando queste non sono necessarie (quindi di giorno o in stanze che non si stanno utilizzando). E per quanto riguarda le lampadine in casa, meglio sostituirle tutte con quelle fluorescenti e a basso consumo, meno economiche in fase d’acquisto, ma più efficienti dal punto di vista dei kW utilizzati e della durata. Quando non si è in casa, poi, sarebbe opportuno spegnere il modem wi-fi, dal momento che (insieme ad alcune macchine di caffè, stampanti e impianti stereo) rappresenta uno tra gli apparecchi che consumano maggiormente in modalità stand-by. Già, quella luce. Che consuma, consuma eccome.