Transizione 5.0: incentivi 2026 per investimenti e rinnovabili

Transizione 5.0: nuovo quadro operativo per gli investimenti 2026

La Transizione 5.0 segna l’avvio di un nuovo piano operativo per sostenere gli investimenti industriali nel 2026, con focus su digitalizzazione e sostenibilità.

Su impulso del MIMIT (Ministro delle Imprese e del Made in Italy), il senatore Adolfo Urso ha trasmesso al MEF il decreto interministeriale che stabilisce le modalità applicative del nuovo piano industriale. Inserito nella Legge di Bilancio 2026, il programma mira a sostenere le imprese nel percorso congiunto verso la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Il meccanismo previsto non sarà più basato su crediti d’imposta, ma su una maggiorazione delle quote di ammortamento per gli acquisti di beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

I beni agevolabili comprendono macchinari e soluzioni digitali, inclusi software, algoritmi, modelli e applicazioni, purché destinati alla trasformazione tecnologica e interconnessi con i sistemi di produzione o con la rete di fornitura. L’interconnessione dovrà essere certificata da una perizia asseverata. Gli elenchi ufficiali dei beni ammissibili sono contenuti negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio. Il piano offre alle imprese un orizzonte triennale per pianificare investimenti coerenti con gli obiettivi di efficienza e innovazione. Secondo il MIMIT, la misura rappresenta un’evoluzione strutturale rispetto ai precedenti programmi Transizione 4.0 e 5.0, con un impianto più stabile e orientato alla crescita.

Copertura finanziaria e tempistiche di rendicontazione

Le risorse disponibili per la Transizione 5.0 ammontano a 2,75 miliardi di euro: 2,5 miliardi derivano dalla revisione del PNRR e 250 milioni sono stati aggiunti a fine 2025 con il decreto dedicato. A questi si sommano 1,3 miliardi già stanziati per il piano Transizione 4.0, che potranno essere utilizzati per le richieste non coperte dal nuovo schema.

Il Ministero ha confermato che i fondi copriranno tutti gli interventi completati e documentati. La scadenza per comunicare la chiusura dei progetti è fissata al 28 febbraio 2026. Solo dopo questa data sarà disponibile il quadro definitivo delle assegnazioni. Il decreto attuativo è in fase di controllo da parte della Corte dei Conti, e sarà seguito da provvedimenti direttoriali con le istruzioni operative. Le imprese dovranno presentare comunicazioni preventive e finali, secondo le tempistiche indicate. Il MIMIT ha rassicurato le associazioni di categoria sulla solidità del finanziamento e sulla volontà di garantire continuità agli investimenti. La misura si inserisce in una strategia più ampia di rilancio industriale, con particolare attenzione alla competitività e alla sostenibilità.

Fonti rinnovabili, aree idonee e agrivoltaico avanzato

Il decreto-legge sulle Aree Idonee, convertito in legge l’8 gennaio 2026, ha introdotto modifiche sostanziali al DL 21 novembre 2025 n.175. Il testo interviene sia sul piano Transizione 5.0 sia sulla disciplina degli impianti da fonti rinnovabili, definendo i criteri per l’individuazione dei territori compatibili con nuove installazioni. Tra gli emendamenti più rilevanti figura l’inserimento dell’articolo 2-bis, che introduce aggiornamenti in materia di golden power.

Per quanto riguarda l’agrivoltaico, il decreto consente l’installazione di impianti fotovoltaici in aree agricole, a condizione che venga garantita la continuità delle attività produttive. Sono ammesse solo configurazioni evolute, con pannelli sollevati da terra e sistemi di agricoltura digitale. Una dichiarazione asseverata, redatta da un tecnico abilitato, dovrà attestare la capacità dell’impianto di mantenere almeno l’80% della produzione lorda vendibile agricola. I Comuni avranno il compito di verificare, nei cinque anni successivi all’installazione, che le attività agricole e pastorali proseguano regolarmente. Per le imprese sarà quindi essenziale affidarsi a professionisti qualificati, sia per la selezione dei beni strumentali che per la conformità tecnica e documentale. Il DL Aree Idonee rappresenta un tassello fondamentale per integrare transizione energetica e tutela del territorio.

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