Webcast Impatto del COVID-19 sulla Valutazione Aziendale in Italia r
Webcast Impatto Del Covid 19 Sulla Valutazione Aziendale In Italia R

L’incontro virtuale, che ha visto la partecipazione di alcuni dei maggiori specialisti, ha affrontato temi di stringente attualità, analizzando l’impatto della pandemia sulla valutazione del valore d’impresa, dei beni aziendali e sugli investimenti nel settore immobiliare nel nostro Paese.
In apertura, Gregorio De Felice, Chief Economist & Head of Research di Intesa Sanpaolo, ha offerto il suo punto di vista sull’attuale situazione macroeconomica: “La crisi che stiamo vivendo ha caratteristiche peculiari rispetto a quelle del passato: non è infatti derivante da bolle speculative, da problematiche del mercato immobiliare o dall’insolvibilità dei mutui subprime. La sua origine è legata alla necessaria chiusura improvvisa delle aziende da parte dei governi, che ha causato uno shock dell’offerta e l’interruzione delle catene del valore. Il secondo shock riguarda il lato della domanda, con redditi che diminuiscono più che proporzionalmente rispetto ai sussidi. I due shock congiunti possono determinare l’innesco di circoli viziosi e il raggiungimento da parte di molte aziende di soglie che conducono alla chiusura. Un terzo shock riguarda poi la tenuta dei conti pubblici, con l’Italia in una posizione di particolare vulnerabilità, a causa dell’aumento delle spese sanitarie e degli interventi diretti ed indiretti: sostegni a famiglie e imprese e rinvio e riduzione delle entrate tributarie. Infine, il quarto shock è di natura finanziaria, legato alla perdita di ricchezza delle famiglie provocata dal crollo dei mercati e dal rischio di un eccessivo assorbimento di capitale per i sistemi bancari.”
“Le possibili previsioni sugli impatti della crisi dipendono in larga parte dalla lunghezza temporale delle restrizioni e dall’entità delle misure di stimolo monetario e fiscale. Quello che pare inevitabile è una forte contrazione del PIL delle principali economie mondiali per il 2020, con una stima di diminuzione del PIL globale attorno al 3% e un aumento del debito pubblico e privato. Per l’Italia, oltre alle misure nazionali, sarà importante capire le mosse europee: una prima risposta è stata l’attivazione di un fondo di garanzia della BEI da 25 miliardi di euro, il lancio del programma SURE per contenere gli effetti negativi della disoccupazione e l’attivazione di una linea di credito del MES fino al 2% del PIL. A questo punto, diventa determinante il Consiglio Europeo del prossimo 23 aprile, in cui si discuterà di un recovery fund che potrebbe raggiungere anche i 1.000 miliardi di euro, temporaneo e mirato ai costi della crisi e ad una forte azione di rilancio delle economie europee” ha concluso De Felice.“Considerando invece gli impatti diretti nei bilanci delle Società, in particolare per le quotate, ma non solo, sarà importante verificare la tenuta del valore di beni tipicamente soggetti ad Impairment Test. E’ verosimile ipotizzare che gli Impairment Test su avviamenti e/o altri beni a vita utile indefinita effettuati al 31 dicembre 2019 dalle Società non recepiscano ancora gli effetti del COVID-19 in quanto a quella data non si era ancora manifestato. Adesso però, per effetto della pandemia, l’andamento economico a livello globale – con forte caduta dei valori di mercato -, l’effetto del lockdown sui risultati aziendali, l’instabilità e l’incertezza attuale, generano un cosiddetto “triggering event” che potrebbe implicare la necessità di condurre nuovi Impairment Test prima della fine dell’anno 2020. A fronte di questo nuovo scenario economico, occorre quindi chiedersi se i business plan già redatti dalle Società siano ancora validi, o se le aziende si siano già attivate per rivederli, in maniera più o meno marcata a seconda dei settori e dei Paesi di attività. In ogni caso occorre tener presente che l’effetto sui piani interesserà non solo gli aspetti economici, ma anche quelli patrimoniali, in quanto ci potranno essere dei ritardi negli investimenti previsti e si potrà assistere ad un’ulteriore dilazione dei pagamenti, con conseguenti effetti sul capitale circolante e sui cash flow e con possibili effetti anche sui covenant finanziari. Sarà quindi necessario da parte dei valutatori una revisione più attenta dei piani delle Società, capire l’andamento della volatilità e considerare diversi scenari di piano.” Infine, Paola Ricciardi, Country Manager Duff & Phelps in Italia e Responsabile della Divisione Real Estate, ha fornito una panoramica sui possibili impatti della pandemia nel settore Real Estate in Italia, commentando: “La crisi agisce da catalizzatore nelle situazioni di stress e riporta gli investitori a essere ancora più selettivi rispetto al passato. Quindi per la componente immobiliare l’invito è quello di valutare una corretta gestione del patrimonio.”L’incontro è stato organizzato da Duff & Phelps con il patrocinio di AIFI, American Chamber of Commerce in Italy e ANDAF.