Origine della gaffe: storia, significati e curiosità

L’origine della gaffe affonda nella seconda metà dell’Ottocento, quando in francese compare la parola gaffe, poi entrata anche in italiano. La sua etimologia è discussa, ma oggi sembra prevalere la derivazione dal germanico gaffon, “acchiappare”. Da qui arrivano il latino volgare gaffare, “afferrare”, e il tedesco gaffer. In piemontese, invece, gafa indicava il gendarme o la guardia.

La parola passa anche dal francese popolare gaffe e dall’antico provenzale gaf, che indicavano il grosso gancio usato dai pescatori per tirare a bordo i pesci più grandi. Da questo strumento nasce il significato moderno: commettere un errore che crea imbarazzo, una manifestazione di goffaggine o distrazione. È proprio questo che oggi chiamiamo gaffe.

Secondo altri linguisti, il termine potrebbe derivare dallo slang inglese to gaff, “imbrogliare”, oppure dallo scozzese, dove gaff indica un linguaggio rude e sgarbato. Prima di arrivare a questi significati, però, la gaffe era una semplice pertica uncinata. Da qui nasce il verbo italiano gaffare, cioè ghermire o afferrare.

L’origine della gaffe

Dal termine deriva anche gaffetta, una piccola piastrina metallica semicircolare con un foro, usata per fissare cavi o tubi nei lavori elettrici. Quando è più grande, prende il nome di gaffa. L’azione di fissare i cavi con queste piastrine si chiama gaffettatura.

Un’altra voce collegata è alighiero, di origine germanica. Oltre a essere un nome proprio, in marina indica un gancio di accosto, cioè una gaffa. Il nome Alighieri unisce adal (“nobile”) e gar (“lancia”), quindi “nobile lancia”. In ambito nautico, aldighiero si alterna con mezzomarino, un bastone con gancio usato per l’ormeggio delle piccole imbarcazioni. All’occorrenza diventava anche una mezza picca d’abbordaggio.

Esiste poi il termine arpagòne, dal latino harpago, un gancio di ferro usato un tempo per afferrare le navi durante gli arrembaggi. Da qui nasce anche mezzomarinaro, cioè chi legava la cima all’ancoraggio o arpionava con la gaffa. Il termine deriva dal latino mesonauta e dal greco tardo. In epoca velica indicava il mozzo, il ragazzo che imparava il mestiere svolgendo i compiti più umili. Nella Royal Navy il suo equivalente era il midshipman, tradotto in italiano come mezzomarinaio.

La parola gaffiere è invece il soprannome dato a Ham Gamgee, padre di Sam nel Signore degli Anelli. Nell’originale inglese è Gaffer, un termine familiare per indicare un anziano rispettato nella comunità. Nella nuova traduzione italiana diventa “il Veglio”.

Scusate se sono stato un po’ gaffeur, parola che indica con ironia chi incorre spesso in gaffe.

Giorgio Cortese – giornalista e divulgatore culturale
Giorgio Cortese

Giornalista e divulgatore culturale: dedica gli articoli alla società, alla valorizzazione del territorio italiano con rigore e sensibilità narrativa. Leggi di più
Articolo precedenteCome i pini ballare nel vento
Articolo successivoDal 27 febbraio – Giornalismo & comunicazione musicale, a cura di Luca Pavanel