FADU

FARMERS AID AND DEVELOPMENT FOUNDATION

 FADUBandiera Uganda

Siglato il protocollo d’intesa tra l’Ufficio del Presidente della Repubblica dell’Uganda e la “FADU” Farmers Aid and Development Foundation Uganda al 18 giugno 2021 per l’onorato operato di  merito per gli  intenti benefici indiscussi e per i progetti che si andranno a sviluppare nel corso dei prossimi anni sino  al 2040. Il “board” della “Fadu” – Foundation, ringrazia profondamente il Governo Ugandese e promette di operare  con ancor più dedizione e operosità per l’ottenimento della propria “mission” vale a dire istruire e formare  agricoltori in Uganda, per sconfiggere lo spettro della fame.

About FADU
Farmer’s Aid and Development Foundation Uganda (FADU), è un’organizzazione indipendente, apartitica e non governativa. Registrato per operare nel distretto di Kayunga, aggiornato. FADU si occupa di pratiche agricole e zootecniche. L’area del progetto “Kayunga District” è un ambiente rurale, situato nella regione del lago Kyoga e del fiume Sezibwa che si collega al fiume Nilo. La maggior parte della popolazione è dedita all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca. Il settore della pesca è stato interrotto dalle restrizioni in corso sulla pesca lacustre. FADU cerca di conferire ai pescatori competenze e conoscenze che possano consentire loro di avviare l’allevamento del pesce e di smettere di fare affidamento sulla produzione di pesce di lago.

– Anche il settore agricolo è colpito da siccità e zone umide per formare aree acquitrinose.

– Gli agricoltori cercano di acquisire competenze che possano aiutarli a lavorare bene con l’ambiente.

– La produzione animale, sta lavorando molto bene poiché gli agricoltori sono impegnati nella produzione di bovini, porcilaie, api, capre, conigli e pollame. Anche se c’è ancora un divario di capacità, in modo che possano produrre meglio.

FADU è anche coinvolta nell’affrontare l’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura e il contributo dell’agricoltura al cambiamento climatico sia dalle emissioni antropogeniche di terreni verdi, come foreste e zone umide in terreni agricoli. Quindi, a questo proposito, FADU ha condotto un programma di formazione agricola sul clima intelligente. Inoltre, FADU si concentra sulle tematiche legate alla salute, alla biodiversità, alla conservazione delle foreste, e su molti altri temi.

              PROGRAMMI:
Fornire lo sviluppo delle competenze imprenditoriali potrebbe aiutare gli agricoltori a trasformarsi dal settore dell’economia informale al settore dell’economia formale che crea posti di lavoro e crescita. Conservazione delle specie animali e vegetali dall’estinzione.  Promuovere la protezione ambientale, al fine di evitare il cambiamento climatico e ricorrere a pratiche di agricoltura intelligente per il clima.  Buone ricerche di mercato al fine di identificare valevoli opportunità di mercato a livello locale e internazionale.  Per migliorare la meccanizzazione dell’agricoltura, aiuta gli agricoltori a utilizzare trattori e altri attrezzi.  Produzione di Silos. Questo aiuta a migliorare la conservazione degli alimenti.  Trasformazione dei prodotti alimentari:

FADU elabora una varietà di alimenti, incluso l’olio vegetale di sesamo e anche per aggiungere valore a diversi alimenti al fine di attirare buoni mercati locali qui e all’estero.

Lago victoria

www.fadufdt.siteUganda foreste

ABOUT.UGANDA:

Uganda Stato dell’Africa centro-orientale, confinante a Nord con il Sud Sudan, a Est con il Kenya, a Sud  con la Tanzania e il Ruanda, a Ovest con la Repubblica Democratica del Congo. Il territorio, comprendente quasi la metà del Lago Vittoria e attraversato, nella sua sezione meridionale, dalla linea dell’equatore, è costituito da un altopiano con quote medie da 900 a 1500 m s.l.m., dolcemente inclinato verso il centro, dove si trova il bacino del Kyoga.  Il clima è condizionato dalla posizione equatoriale e dall’altitudine: le piogge sono abbondanti (quasi ovunque superano i 1500 mm, con punte sopra i 2000 mm sulle sponde del Lago Vittoria e sui fianchi dei rilievi), la temperatura costante (intorno ai 20 °C) e la stagione asciutta ha sempre una durata limitata.  L’abbondanza delle precipitazioni ha favorito una ricca rete idrografica. La vegetazione spontanea presenta foreste a galleria lungo i fiumi o sulle sponde dei laghi, foreste a parco nell’altopiano, foreste pluviali. Pesantemente modificata dall’azione dell’uomo, è oggi oggetto di politiche ambientali tese alla valorizzazione, anche turistica, del patrimonio naturale. Le lingue ufficiali sono l’inglese e lo swahili. L’Uganda è uno degli Stati più poveri del mondo, agli ultimi posti nella graduatoria dei paesi sottosviluppati. Questa situazione è dovuta ai disastri provocati nel sistema produttivo (e, ovviamente, anche in quello sociale) dalle vicende politiche interne degli anni 1970 e dalle calamità naturali (in particolare, i lunghi periodi di siccità) degli anni 1980. Solo con il decennio 1990 la situazione generale ha cominciato a migliorare, grazie alla maggiore stabilità politica, e il PIL ha iniziato a crescere a tassi elevati, anche se una parte rilevante di questi risultati è stata compromessa dall’incidenza del notevole incremento demografico. Allo scopo di incamerare nuove risorse da destinare a investimenti produttivi, fin dai primi anni 1990 è stato varato un piano per la privatizzazione delle imprese di Stato. La popolazione attiva, l’82% è dedito all’agricoltura e all’allevamento, ma quasi sempre in forme familiari. La colonizzazione inglese aveva portato nel paese la coltura del cotone, del caffè, del tè, delle piante oleaginose e del tabacco; le piantagioni, favorite dalla fertilità dei suoli e dal clima e concentrate soprattutto nella regione rivierasca del Lago Vittoria. Durante il periodo della dittatura militare, la produzione delle colture da esportazione è drasticamente diminuita, e solo negli anni 1990 le vecchie piantagioni sono state riassettate: il caffè, sia nella varietà robusta, sia in quella arabica, rappresenta la coltura commerciale più importante (211.000 t nel 2008) e l’unica voce di rilievo nelle debolissime esportazioni ugandesi. Volte per gran parte all’autoconsumo sono invece le produzioni di batata, manioca, patata, mais, frumento, orzo, miglio e ortaggi. L’allevamento conta un buon patrimonio zootecnico (ovini, caprini e bovini), ma è praticato con tecniche arretrate e senza un utilizzo razionale delle aree pascolive, affette da forme di degrado accelerato. In crescita, con buone rese, sia la pesca nelle acque interne che la produzione di legname pregiato. Le attività estrattive si sono notevolmente sviluppate, nel nuovo secolo, grazie agli investimenti delle compagnie minerarie straniere. Tra le risorse del sottosuolo attualmente sfruttate vi sono cobalto, tungsteno, cassiterite e amianto. Di rilievo la produzione di sale (Lago Katwe, Kasenyi, Lago Mobutu). Prospettive di ottimi rendimenti offre il vasto giacimento d’oro individuato nella regione di Karamoja e giacimenti minori di petrolio e di uranio. Notevole anche il potenziale idroelettrico, solo parzialmente sfruttato (centrale delle Owen Falls). Il settore manifatturiero opera soprattutto nei rami tessile, agroalimentare, metallurgico, chimico (produzione di fertilizzanti), del legno.