Portfolio Consultant

Per liberi professionisti come architetti, designer, fotografi, art director, copywriter è forse persino più importante del classico curriculum: sicuro, però, di sapere davvero come realizzare un portfolio efficace? Se è la prima volta che ti ritrovi a farlo o se senti che i tuoi vecchi portfolio non ti rappresentano al meglio e non rappresentano al meglio soprattutto la tua evoluzione professionale, ecco qualche consiglio che potresti trovare utile.

Tre consigli per realizzare un portfolio efficace, fisico o digitale che sia

A partire da cosa non è un portfolio e come non dovrebbe essere fatto: come già in parte si accennava un portfolio non è un resume e chi lo sfoglia non è interessato a leggere della tua formazione, delle tue esperienze lavorative pregresse, anche perché quasi sempre avrà già a diposizione un curriculum dove farlo. Chi ti chiede un portfolio vuole vedere i tuoi lavori, le tue competenze messe in pratica ed è per questo che la regola d’oro è scrivere sul portfolio il meno possibile. Attenzione, poi, a non pubblicare online il tuo portfolio, se non hai ancora pensato ad attivare la tua Partita IVA: come spiegato in questo articolo, infatti, è vietato pubblicizzare i propri servizi (o prodotti), anche sul web e sui social network, se questi vengono proposti tramite prestazione occasionale. Per saperne di più, puoi rivolgerti gratuitamente a Fiscozen, prenotando un appuntamento telefonico con un esperto del settore che saprà certamente consigliarti al meglio.

Più in generale, dovresti evitare dettagli “variabili” come quelli della tariffa oraria perché il tuo portfolio è letteralmente il tuo biglietto da visita come professionista e dovresti pensarlo, così, come versatile e adatto a ogni occasione in cui hai bisogno di presentarti e presentare il tuo lavoro. Fai una selezione, insomma, dei tuoi migliori lavori e utilizzali per realizzare un portfolio efficace. Non avere paura, in questo senso, di recuperare lavori più datati o progetti che risalgono – perché no – ai tempi dell’università se sono comunque rappresentativi delle tue competenze e di quell’unicum che ti contraddistingue come professionista. Tieni conto che chi guarda il tuo portfolio difficilmente gli dedica molto tempo o attenzione: non esagerare, insomma, con il numero di lavori presentati e seleziona solo quelli che hanno elementi accattivanti e in grado di attirare certamente l’attenzione di clienti o recruiter. Un “trucco” efficace potrebbe essere ricavare una sezione modificabile all’interno del tuo portfolio dove puoi aggiungere di volta in volta elementi diversi a seconda del settore o del progetto per cui ti candidi e per renderlo ancora più efficace e interessante agli occhi di chi lo sfoglia.

È probabile che, a questo punto, tu stia pensando al tuo portfolio come un oggetto fisico e, in effetti, stamparlo è la scelta più classica soprattutto per fotografi, architetti. Se decidi di farlo, abbi cura di scegliere anche carta, inchiostri e supporti di qualità perché è anche da questi dettagli che passa una certa idea di serietà e professionalità. Non è difficile capire perché, però, se sei un grafico digitale per esempio un portfolio stampato potrebbe non essere la soluzione migliore o più efficace. Ci sono, in realtà, molti più casi in cui si può optare oggi per un portfolio digitale e disponibile o scaricabile sul proprio sito: è comodo e pratico anche e soprattutto quando, per esempio, si svolgono online e in remoto colloqui e selezioni, occasione oggi sempre più frequente.