Nell’era del Covid-19 c’è una pandemia nella pandemia
GDF e FAREAMBIENTE:
“Sul web il mercato dell’illegalità trova terreno fertile”
In questo ultimo biennio il mercato del nero, definito anche come secondo mercato, quello oscuro dove è facile imbattersi, è cresciuto cambiando da un lato pelle (web, dark web, sociali) dall’altro rafforzando quello tradizionale (degli opifici negli scantinati, etc).
Il settore della contraffazione è in competizione con gli altri settori del commercio illegale (droga, armi prostituzione etc) in molti casi ha sostituito il business di molte cosche.
Nello specifico i prodotti maggiormente oggetto di illeciti sono quelli dei beni di consumo con il 42,1% dei sequestri seguiti dai giocattoli per il 41,5% e poi i prodotti di elettronica per 10,9% chiudono la lista abbigliamento e accessori di moda per il 5,4% dei prodotti sequestrati. Il valore totale stimato dagli uomini della Guardia di Finanza si attesta intorno a 1,1 miliardi di prodotti sequestrati di cui circa il 51%, di questi circa 547 milioni, è di origine cinese».
Il problema che coinvolge non solo l’Italia ma che è planetario, secondo uno studio, i prodotti contraffatti rappresentano il 6,8% delle importazioni dell’Unione Europea, con un valore che ammonta a 121 miliardi di euro (dell’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, Euipom e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE).
L’illecito come oramai è accertato viaggia in rete, secondo il censis i fake product sul web è del circa 26%. Gli e-consumers almeno una volta sono stati frodati nell’offerta di merce falsa sul web, circa il 20,3% ha acquistato prodotti falsi, per un totale di 8 milioni e 300mila acquirenti. Il dato in quietante che che, sempre secondo il Censis 1 milione e 800mila lo ha fatto consapevolmente.
Nello specifico per il periodo delle festività natalizie i principali prodotti oggetto di contraffazione sono i Fuochi Pirotecnici (soprattutto per il capodanno) i giocattoli, le luminarie e il cibo, seguito dai regali (abbigliamento, profumi, etc).
Per il settore della pirotecnia il biennio 2020/21 è stato molto duro, sia a causa delle distorsioni del mercato, mercato nero delle polveri, costruzioni fai da te negli scantinati o nei retrobottega, vendita sul dark web o sui social (più gettonati facebook e tik tok) che causa della sospensione delle feste (patronali, matrimoni, 18 anni etc).
In questo caso sono state chiuse molte case produttrici, solo nel 2020 si conta una contrazione del 96% di fatturato in meno rispetto al 2019, confermato quasi totalmente nel 2021. Se si pensa che il settore della pirotecnica in Italia riguarda oltre 2mila aziende e 10mila lavoratori, per un fatturato annuale di circa 600 milioni di euro (ovviamente quello legale) a cui si deve considerare la distribuzione e l’indotto. Da ricordare che sono tutte piccole medie imprese artigiane a conduzione familiare, presenti si su tutto il territorio nazionale ma con maggiore prevalenza nel centro sud.
Un dato significativo, che fa comprendere come neanche il look down ha fermato questo mercato, è quello che evidenzia come nel 2020 il 68% della merce posta sotto sequestro ha riguardato borse, occhiali da sole, bigiotteria, orologi di marca. Di questo 68% il 17% sono state le calzature, seguite per il 10% dall’ abbigliamento, ed infine il 2% cellulari e l’1% giocattoli.
Inoltre se consideriamo anche il primo quadrimestre del 2021 dal 2018 solo l’Agenzia delle Dogane ha sequestrato in ingresso complessivamente 81,4 milioni di articoli illegali, di questi 36,5 milioni sono cinesi ed ha intercettato 2,5 milioni di articoli di falso made in Italy e altrettanti contraffatti.

Guardia di Finanza nel 2020[1]:
| SEQUESTRI EFFETTUATI | 2020 |
| ARTIFICI PIROTECNICI N. | 670.931 |
| ALTRO MATERIALE ESPLODENTE Kg. | 6.208 |
| GIOCATTOLI INSICURI/CONTRAFFATTI N. | 3.439.445 |
| GENERI ALIMENTARI Kg. | 286.148 |
| GENERI ALIMENTARI Lt. | 1.071.492 |
Nel 2020 i sequestri da parte degli uomini della GdF 670.931 prodotti per un valore immensurabile sia in termini economici che si salute
Tra le principali operazioni che sono state effettuate da parte delle forze di polizia (Carabinieri, GdF, polizia locale etc) in questo ultimo periodo posiamo ricordare nel 2021
- Il sequestro di 2,5 tonnellate di fuochi d’artificio a Ostia che avrebbero consentito incassi per 100mila euro a nero.
- Il Maxi sequestro di circa 150 chili di materiale pirotecnico e denuncia di 3 cittadini cinesi a Prato 22 dicembre 2021
- Il sequestro di 235 kg di fuochi d’artificio a Napoli sequestrati a casa di 3 finanzieri
- Il maxi sequestro di “botti” illegali a Paduli (Nn), dove gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Benevento hanno sequestrato oltre 2 quintali tra ordigni esplodenti altamente pericolosi e artifizi pirotecnici in due distinte operazioni. arrestati i responsabili.
- Il Sequestro a Padova nel Centro Ingrosso Cina di materiale per un valore stimato all’incirca a 400 mila euro.
- Il sequestro di 200 kg di botti illegali Altamura, rinvenuti in un capannone alla periferia della città, sede di una locale azienda. Gli agenti, intervenuti nel corso di alcuni controlli, hanno rinvenuto e requisito 3 bancali contenenti i fuochi artificiali.
- A Padova i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 458.000 articoli pirotecnici irregolarmente detenuti, per un peso lordo di 5,3 tonnellate, contenenti polvere pirica per oltre 5 quintali e mezzo, e quasi 1,3 milioni di luminarie natalizie non a norma. Il valore stimato della merce cautelata ammonta all’incirca a 400 mila euro.
Il sequestro dei botti venduti su Facebook
Un campo molto pericoloso come è stato precedentemente evidenziato è quello dei social, anch’esso sottoposto a controllo da parte delle forze dell’ordine (nello specifico gli uomini della GDF), a novembre 2021 hanno individuato, sanzionato un uomo che commercializzava on line . E’ stata effettuata una perquisizione domiciliare eseguita in provincia di Caserta che ha portato al sequestro di 200 botti illegali, altamente pericolosi in considerazione delle sostanze chimiche utilizzate per la loro fabbricazione. Circa 15 chili erano pronti per essere venduti. Il responsabile è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Oppure
- Vende fuochi d’artificio con annunci on line e sui social: sequestrati 500 ‘botti’ illegali
- Sul marketplace di un popolare social network si trovano sia le famigerate “cipolle” che i petardi destinati ai soli professionisti
NOMI FANTASIOSI E PERICOLI COSTANTI
Sin dalla nascita della Bomba di Maradona (diffusa tra la fine anni ’80 e l’inizio degli anni ’90) gli opifici illegali hanno sempre usato nomi di fantasia molto impattanti mediaticamente: Bin Laden, Cavani e Pipita Covid Spread , fino a giungere ad oggi con la D10S in memoria della “Mano de Dios” ( numero 10 indossato da Diego Armando Maradona ) di Maradona Dopo la Bomba Maradona.
Fuochi fra inquinamento e vittime
Il bilancio per i festeggiamenti di Capodanno 2021 ha registrato un morto e 79 feriti, di cui 23 ricoverati, mostrando una leggera diminuzione dei feriti rispetto al 2020(204). Nel capodanno 2020 si sono registrati 9 ferimenti dovuti all’uso di armi da fuoco, mentre quest’anno si registrano 13 casi di cui uno con prognosi maggiore di 40 giorni. I feriti sono stati otto quelli che hanno riportato lesioni rispetto ai 43 del 2020. La vittima è stata un ragazzo di 13 anni è deceduto a causa dello scoppio di una batteria di petardi che lo ha colpito all’addome.
Secondo i Dati della polizia di Stato Diversi le armi e i quantitativi di materiali sequestrati durante il mese di dicembre 2020 sono stati 48 gli strumenti lanciarazzi (10 nel 2019); 36 le armi comuni da sparo (1.415 nel 2019); 1.728 munizioni (103.968 nel 2019). I manufatti sequestrati sono stati più di 60 quintali quelli appartenenti alla IV e V categoria (41 nel 2019), mentre sono stati più di 7 i quintali di quelli recanti la marcatura “CE” (21 lo scorso anno) e quasi otto quintali quelli non ricompresi nelle categorie Tulps o “CE” perché illegali. I sequestri sono stati effettuati in quanto è stato ravviato l’eccedenza dei carichi detenuti dai titolari delle licenze, l’illecita detenzione da parte di chi non ne aveva titolo e la natura illegale degli stessi prodotti sequestrati, dovuta a mancanza di marcatura CE.
Altra criticità dei botti illegali di capodanno è relativo all’inquinamento (incremento di diossina, polveri sottili, metalli e rifiuti nelle strade)e al fastidio che possono arrecare agli animali, soprattutto animali da affezione.
I giocattoli
Altro settore leader per illeciti è quello dei giocattoli, se secondo la GDF nel 2020 sono state poste sotto sequestro ben 3.439.445 giocattoli, dal 2018 al 2020 secondo i dati della Banca dati dell’Agenzia delle Dogane e della GDF i prodotti sequestrati sono stati 79 milioni di provenienza per il 50% di origine cinese. Negli ultimi tre anni i giocattoli pericolosi fabbricati in Cina e sequestrati in ingresso in Italia sono stati oltre 560 mila (per un valore di mercato stimato di oltre 2 milioni e 700 mila euro). Uno dei principali problemi è che il 30% dei giocattoli made in Cina non sono a norma e contengono metalli pesanti oltre a non avere la conformità in termini di sicurezza perché hanno pezzi piccoli che si staccano e possono essere ingoiati e provocare asfissia.
Anche per i giocattoli, come per il cibo le grandi marche sono quelle che subiscono maggiore contraffazione.
Si stima che la merce in giocattoli che arriva illegalmente dalla Cina pesa per 50,3 milioni di euro, su un totale delle importazioni illecite intercettate di 133,9 milioni.
Il food, tra contraffazione e illeciti vari
Altro settore preso di mira nelle feste è rappresentato dal cibo e dalle bevande. A causa della vogli di convivialità e di far festa il mese di dicembre è quello che evidenzia quasi il 50% dei prodotti sequestrati per irregolarità, sia nella ristorazione che nella commercializzazione e trasformazione dei generi alimentari.
Non solo prodotti scaduti o mal considerati ma soprattutto contraffatti o venduti come prodotti artigianali.
In questo ultimo anno le regioni dove sono state trovati maggiori illeciti sono la Sicilia, il Piemonte, Campania, Calabria ed Emilia Romagna.
I militari dei Reparti Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, nelle scorse settimane, hanno continuato ad effettuare ispezioni presso aziende del settore agroalimentare.
Nel corso delle attività di controllo, che hanno interessato le regioni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Campania e Calabria, sono state riscontrate violazioni alle normative sull’etichettatura e presentazione dei prodotti, sulla rintracciabilità degli alimenti, sulla tutela dei marchi DOP e sul Testo Unico del vino.
I risultati:
- sequestrati oltre 6 tonnellate di alimenti e 200 ettolitri di vino;
- elevate sanzioni amministrative per complessivi 39 mila euro e irrogate 2 diffide.
In particolare:
- in provincia di Torino, è stato sanzionato in via amministrativa il titolare di un’attività commerciale, per aver utilizzato impropriamente, nella presentazione dei prodotti, il riferimento al marchio tutelato “Gorgonzola DOP”;
- nelle province di Verona, Modena, Forlì-Cesena e Ravenna, presso cinque aziende
- di trasformazione, sono stati sequestrati complessivamente 5.965 kg di carne suina lavorata di varia tipologia, del valore di mercato complessivo di 50 mila euro, per mancata indicazione del luogo di provenienza nell’etichettatura delle carni suine trasformate. I rispettivi titolari sono stati sanzionati in via amministrativa;
- in provincia di Verona, il titolare di un’azienda è stato sanzionato in via amministrativa, per mancato rispetto del disciplinare di produzione della DOP “Pistacchio Verde di Bronte”;
- in provincia di Salerno, presso una cantina, sono stati sequestrati 200 ettolitri di vino rosso da tavola sfuso, la cui provenienza e giacenza non era giustificata da alcuna documentazione contabile. Il titolare è stato sanzionato in via amministrativa;
- in provincia di Reggio Calabria, i titolari di due caseifici sono stati diffidati a sanare violazioni, rispettivamente, in materia di obbligo di indicazione in etichetta dell’origine del latte utilizzato nella produzione di prodotti lattiero – caseari e di evocazione, su prodotti pubblicizzati su sito internet aziendale, del marchio tutelato “Bergamotto di Reggio Calabria – olio essenziale DOP”.
I Carabinieri del NAS hanno intensificato le proprie attività di controllo nel comparto alimentare. In tale contesto, il NAS di Cagliari ha deferito in stato di libertà due persone. Gli indagati, titolari di una ditta sita nel sud della Sardegna, non solo avevano avviato la lavorazione di alimenti di origine animale in un deposito caratterizzato da precarie condizioni igienico sanitarie, ma attribuivano ai loro prodotti delle qualità del tutto inesistenti, aggiungendo quindi a un potenziale pericolo per la salute pubblica una vera e propria frode. Nel corso dell’indagine i Carabinieri hanno sequestrato una tonnellata e mezza di prodotti carnei, l’intera struttura abusiva e due autocarri che ne agevolavano l’attività illecita.
Il NAS di Parma ha ispezionato un caseificio sito in provincia di Modena. Durante il controllo, effettuato in collaborazione con gli agenti vigilatori del “Parmigiano Reggiano”, i militari hanno sequestrato oltre 300 forme di formaggio stagionato a pasta dura destinate alla vendita online con termini che, impropriamente, evocavano il noto prodotto D.O.P. Il valore degli alimenti sequestrati è di circa 170.000 euro.
Sempre i militari del NAS di Parma hanno deferito in stato di libertà la legale rappresentante di una pasticceria piacentina. Nel corso di un accertamento presso l’attività, infatti, i Carabinieri hanno rilevato che la stessa vendeva alcuni prodotti dolciari omettendo che gli stessi erano stati congelati, non esponeva indicazioni riguardanti gli allergeni e impiegava personale privo di formazione. Le violazioni riscontrate, oltre a una denuncia per frode in commercio, comporteranno sanzioni amministrative per un valore di 3.000 euro.
Il NAS di Bologna, al termine di un controllo effettuato presso una ditta emiliana di conserve, ha sequestrato oltre 7 tonnellate di alimenti “biologici” in quanto prodotti con materie prime il cui termine minimo di conservazione era decorso. Il provvedimento dei Carabinieri ha un valore commerciale di 70.000 euro.
Il NAS di Livorno, al termine di una serie di servizi di controllo del territorio, ha segnalato amministrativamente il titolare di una macelleria islamica. L’uomo, infatti, aveva mantenuto i locali della propria attività in carenti condizioni igienico-sanitarie, caratterizzate dalla presenza diffusa di escrementi di roditore. La USL Toscana Nord, considerata la gravità di quanto scoperto dai Carabinieri, ha disposto la chiusura dell’attività, dal valore commerciale di 200.000 euro. Nell’ambito della medesima serie di controlli, inoltre, i militari toscani hanno segnalato amministrativamente anche il proprietario di una gastronomia nella quale avevano rilevato la presenza di sporco diffuso.
[1] Al riguardo, si precisa che i dati analoghi inerenti al 2021 saranno disponibili solo dopo la divulgazione da parte del Comando Generale del consuntivo dell’attività operativa eseguita dal Corpo in tutti i settori di servizio nella stessa annualità.











