Tiziano Ferro ph Credits Francesco Prandoni

A cura di Franco D’Alessandro

Ha 20 di carriera, più di 20 milioni di dischi venduti ed è uno dei cantautori più amati e apprezzati e non solo in Italia. Parliamo di Tiziano Ferro: con la sua voce unica e le sue canzoni si è dimostrato un artista eclettico e dotato di talento da vendere, diventando ben presto una vera star del firmamento discografico. Il suo disco “Il mondo è nostro” non è solo un album di canzoni ma un vero e proprio diario in musica, il suo. Tiziano non ha smesso di cantare i sentimenti, ma quest’ultimo disco è più che mai un inno alla bellezza dell’autenticità, ricco di quella verità e di quell’autoreferenzialità che per fortuna lui coltiva e conserva. Come artista e come uomo. Parla della sua vita, della depressione, dell’essere diventato padre. Un lavoro molto intimista in cui ogni canzone affronta un tema diverso. «Prima mi vergognavo, non mi sentivo in diritto di stare male. Mi dicevo “stai zitto e sorridi”», aveva spiegato in una intervista al Corriere della Sera parlando proprio di questo esperimento musicale nel quale ha riversato le sue esperienze. Questo bel “ragazzo” 43enne oggi può finalmente dire di sentirsi sereno e vivere con consapevolezza e gioia gli importanti sogni finora realizzati, ma il percorso che lo ha condotto fin qui non gli ha risparmiato momenti “oscuri”, di quelli che a volte lasciano “cicatrici” nell’anima. La sua è stata una vita in salita. Prima il rapporto conflittuale con il peso (da 111 chili scende a 70), quindi il non detto della sua omosessualità: da una parte i discografici che premono per affiancargli una donna dello schermo, una fidanzata di comodo; dall’altra il suo rifiuto fino alla decisione del coming out a trent’anni. Tiziano è stato capace di riconoscere e metabolizzare la propria fragilità, in curiosa antitesi con quel cognome che rimanda al metallo per eccellenza più duro. E in questi ultimi anni si è davvero mostrato in tutte le sue fragilità. Il suo è stato un coming out totale, come quando (in una intervista del 2020, sempre al Corriere) confessava: «Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l’unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo». Ha avuto anche una dipendenza dall’alcol, da cui è riuscito a uscire. Sempre nel 2020, in ottobre un numero del settimanale 7 del Corriere si apriva con la lunga, coraggiosa e toccante lettera scritta dallo stesso Tiziano Ferro, in cui il cantautore raccontava la sua esperienza – «l’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti» – per aiutare chi vuole uscire dall’abisso della dipendenza come lui stesso è riuscito a fare.

La vita e la carriera
Tiziano Ferro nasce a Latina nel 1980. All’età di 5 anni, riceve come regalo di Natale una tastierina giocattolo: è il suo primo incontro con la musica. Inizia subito a scrivere le sue canzoni, compone con mezzi molto semplici le varie basi e le “incide” con un registratore. «Registravo melodie, canzoni. Già mie, non cantavo quelle degli altri. Alla fine del mio album “Nessuno è solo” c’è una ghost track, due registrazioni che risalgono al 1986, 1987. Avevo sei, sette anni». Tiziano attraversa un’adolescenza difficile: è timido, viene spesso emarginato dai compagni di classe, soffre di bulimia con conseguente sovrappeso. Trova uno sfogo nella musica e inizia a partecipare a corsi privati di chitarra, canto, pianoforte, batteria. All’età di sedici anni, entra nel Coro Gospel di Latina, dove si appassiona alle atmosfere e ai ritmi della musica nera americana. Successivamente, tra il 1996 e il 1997, partecipa ad un corso a distanza per doppiatore cinematografico e inizia a collaborare come speaker per alcune radio locali della sua città. Ha fatto inoltre esperienze di pianobar in vari pub e locali pontini proponendo cover di black music e musica rap e con le gare amatoriali di karaoke. Nel 1997 si iscrive all’Accademia della Canzone di Sanremo: non supera lo scoglio della prima settimana. Ci riprova l’anno seguente e arriva fra i 12 finalisti: non viene ammesso al Festival ma viene notato dai suoi futuri produttori e discografici, Mara Majonchi e Alberto Salerno, con i quali instaura una lunga collaborazione. La produttrice aveva individuato nel cantante di Latina un talento fuori dal comune, ma in un primo momento aveva pensato che dovesse ancora farsi le ossa per riuscire a sfondare. Sulle composizioni di Ferro si alternano vari arrangiatori, finché Michele Canova riesce a tradurre le idee del giovane di Latina nel sound desiderato. Mentre le canzoni iniziano a prendere forma, nel 1999 Tiziano partecipa come corista al tour dei Sottotono.

La svolta
Nel 2001 firma il contratto con la casa discografica EMI e nel luglio dello stesso anno pubblica il suo primo singolo: s’intitola “Xdono” e scala vertiginosamente le classifiche fino a conquistare la prima posizione in Italia sia nelle vendite che nell’airplay radiofonico. L’anno seguente “Xdono” arriva al terzo posto tra le canzoni più vendute in tutta Europa e il nuovo singolo “Rosso relativo” diventa il tormentone dell’estate. Il primo album “Rosso relativo” supera il milione di copie vendute e viene distribuito anche negli Stati Uniti e in Sud America. L’exploit si materializza con il secondo album “111” (riferito al peso massimo raggiunto in età adolescenziale), che vende oltre un milione di copie, spopolando anche nella versione spagnola grazie alle hit “Sere nere” e “Non me lo spiegare”. L’ascesa è inarrestabile con i tre successivi album, “Nessuno è solo”, “Alla mia età” e L’amore è una cosa semplice, tutti premiati con il disco di diamante. Nel 2010 affida al libro “Trent’anni e una chiacchierata con papà” i suoi pensieri più intimi e la scelta di dichiarare per la prima volta il proprio orientamento sessuale. Nel 2012 ha pubblicato il secondo libro “L’amore è una cosa semplice”, che prende il titolo dall’omonimo album. Testimonial dell’UNICEF, è impegnato in diverse attività solidali. A fine 2016 pubblica il 6° album, “Il mestiere della vita”. Nel luglio 2019, a Sabaudia, si unisce civilmente al compagno Victor Allen, che aveva precedentemente sposato a Los Angeles. Nel novembre 2019 esce il successivo “Accetto miracoli”. Nel 2022 ha annunciato di essere diventato padre di Margherita e Andres e a novembre arriva l’ottavo album in studio: “Il mondo è nostro”.

La tournée TZN Tour 2023
Erano passati 6 anni dal suo ultimo concerto. Era il 2017 a Firenze, in mezzo è accaduto di tutto, Covid, famiglia, due dischi. Tre anni fa il Covid-19 ha fermato il suo tour negli stadi, ma ora Tiziano Ferro è tornato sul palco più forte di prima. Da giugno ha intrapreso la tournée TZN Tour 2023 che si concluderà a metà luglio e a cui assisterà oltre mezzo milione di persone (sono più di 500mila i biglietti ufficialmente venduti). Le tappe di Lignano Sabbiadoro, Torino e Milano, con cui il cantautore ha aperto la stagione dei live estivi, hanno mostrato un Tiziano Ferro in completa sintonia con il pubblico, nonostante questi lunghi anni di assenza. L’intero tour, infatti, è pensato per accompagnare gli spettatori a ritroso nella storia dei successi musicali del cantautore. Due ore – o forse più – intense di musica, che riportano negli stadi d’Italia molti dei suoi brani indimenticabili.

Tratto da 24orenews Magazine Luglio-Agosto 2023

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