Nicole Berlusconi con Naby

È la più giovane dei quattro figli di Paolo Berlusconi, il fratello dell’ex premier Silvio. Nicole, pur appartenendo ad una famiglia di imprenditori, non ha la minima intenzione di occuparsi degli “affari di famiglia” e, spinta da una innata passione per i cavalli, nel 2013 (quando ha solo 21 anni) fonda ‘Progetto Islander’. Si tratta di un’associazione no profit rivolta alla tutela dei cavalli – e degli equini in generale – strappati spesso a padroni maltrattanti, che potranno essere riutilizzati poi anche per ‘ippoterapia’ a supporto di persone disabili o in condizioni di fragilità. In pochi anni “Progetto Ilander” è cresciuta diventando una importante realtà nel settore. Fa parte infatti della commissione etica di Fieracavalli di Verona, tra le più importanti kermesse a livello nazionale e internazionale, di cui la giovane è stata anche madrina per diverse edizioni. Nicole porta avanti questa lodevole missione affiancata dal coetaneo spagnolo Santi Serra Camps, soprannominato “il sussurratore di cavalli” per il modo in cui riesce ad entrare in straordinaria empatia con questi splendidi animali senza usare sella e briglie, rieducandoli dopo aver subito maltrattamenti.

Intervista a cura di Carlo Kauffmann

Quando nasce questa tua passione per i cavalli?
Fin da bambina ho sempre amato tutti gli animali, a 11 anni in Sardegna ho fatto una bellissima passeggiata a cavallo e da quel momento sono entrata a far parte di un mondo unico. I cavalli hanno un potere magico, riescono a entrarti nel profondo dell’anima.

Come è nato il progetto “Islander”?
Non tutti sono a conoscenza di quanto sfruttamento esiste dietro al mondo del cavallo. Il progetto Islander inizialmente è nato per sostenere un grande sequestro di oltre 200 equidi maltrattati. Il primo anno abbiamo cercato di sensibilizzare le persone su questa triste realtà, poi abbiamo iniziato ad essere operativi sul campo. Fino ad oggi abbiamo salvato centinaia di cavalli e purtroppo ogni giorno riceviamo tantissime segnalazioni. La legge non funziona, bisogna inasprire le pene sul maltrattamento animale, bisogna essere concreti.

Com’è composta la struttura operativa?
Siamo una piccola grande squadra, tutti appassionati e persone di grande cuore. Collaboriamo con professionisti del settore quali veterinari, etologi, nutrizionisti, maniscalchi, osteopati ecc. Quando riceviamo le segnalazioni avviene una prima verifica, per vedere che la segnalazione sia veritiera, dopo di che contattiamo le autorità per effettuare l’intervento. Quando gli animali vengono posti sotto sequestro diventiamo custodi giudiziari, li portiamo al centro di recupero e ci occupiamo della loro riabilitazione fisica e psicologica per poi poterli dare in adozione. Ora cerchiamo nuovi volontari che ci aiutino sia al centro sia per i sopralluoghi.

Cosa mi racconti del “sussurratore di cavalli”
Santi è una delle persone più importanti della mia vita, il rapporto che riesce a instaurare con i cavalli e con ogni altri tipo di animale è raro e unico. È la dimostrazione che con il rispetto, l’amore e la corretta comunicazione si possono raggiungere grandi risultati.

Ci sono altri componenti della tua famiglia appassionati di cavalli?
Proprio appassionati no però a cui piacciono sì. Ora sto cercando di far appassionare i miei nipotini, avvicinare i bambini agli animali è una grande scuola di vita, crea in loro delle responsabilità e li forma al rispetto verso ogni essere vivente, li porta ad avere pazienza e ad avvicinarsi alla natura.

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto?
Finalmente abbiamo una sede tutta nostra, abbiamo appena trasferito il centro di recupero ad Angera (in provincia di Varese) e qui abbiamo la possibilità di realizzare grandi cose. Ora spero presto di poter realizzare un altro grande progetto, il progetto “Ri.abilitiamoci” creato da una grande donna che stimo, la dott.ssa Antonella Artuso. È un progetto che avvicina le persone fragili ai cavalli che hanno subito maltrattamenti per far sì che insieme possano affrontare un percorso per ottenere dei risultati positivi. Oltre a questo siamo in contatto con associazioni estere per poter collaborare insieme ed essere più forti. Purtroppo ci sono Paesi in cui il maltrattamento e lo sfruttamento animale è una routine legale e questo deve cambiare!

Come vivi la vicinanza con il mondo dello spettacolo?
Non la vivo. Ho sempre preferito vivere in mezzo alla natura e circondata di animali.

I cavalli sono la tua unica grande passione?
Sì, sono la mia passione più grande insieme agli altri animali. Amo la natura, il mare, la libertà. Amo come questi splendidi animali mi fanno sentire e sono grata di avere la possibilità di potergli ridare una seconda vita. Lotto con passione ogni giorno per poter cambiare anche solo in una minima parte quella che oggi è la realtà.

Un sogno nel cassetto…
Mio zio e la mia famiglia mi hanno appena regalato il mio sogno più grande, “La Mia Terra”, un posto dove posso curare tutti gli animali che salviamo, un centro equestre etologico che sia di esempio per gli altri, un’azienda agricola dove poter coltivare la terra e raccoglierne i suoi frutti. Ormai sono ufficialmente una contadina che salva gli animali. Era proprio questo il mio desiderio e posso solo essere eternamente grata alla mia famiglia che mi ha permesso di realizzarlo. Faccio parte di una famiglia stupenda, mio zio è un uomo generoso e buono, mio papà fa di tutto per rendermi felice, mia mamma ha sempre creduto in me e spronato a realizzare i miei sogni, ho dei fratelli con cui sono molto legata e ci vogliamo tutti bene… che dire? Mai smettere di sognare ma per ora vivo il mio sogno e cercherò di fare di tutto per dimostrare che fare del bene è una delle cose più importanti nella vita.

 

pubblicato su Milano 24orenews – italiadagustare novembre 2020
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