Joe Bastianich @AngeloTrani
Joe Bastianich @Angelo Trani

Joe Bastianich: è una delle personalità del piccolo schermo di maggior successo, volto molto noto al pubblico televisivo italiano (e non solo). Ciò grazie alla sua partecipazione come giudice a ben 8 edizioni di “MasterChef Italia” e a quelle di “Italia’s Got Talent” e “Family Food Fight” dal 2020. Classe 1968, Joe Bastianich nasce a New York, nel Queens, da una famiglia di ristoratori emigranti di origini istriane. Dopo l’inizio di un’importante carriera nel trading, a Wall Street, abbandona il mondo della finanza per seguire la sua innata passione per il cibo, il vino.

Parte quindi alla volta di un anno sabbatico in Italia, dove lavora in ristoranti e cantine attingendo a piene mani dalla sua ricca eredità culturale e nel tempo apre (ad oggi) più di venti ristoranti. Dal 2011 porta negli Stati Uniti “Eataly”, il più imponente mercato enogastronomico italiano al mondo, in collaborazione con la famiglia Farinetti. Appassionato di musica, è stato frontman e chitarrista del gruppo statunitense The Ramps e a settembre del 2019 pubblica il suo primo album in studio, Aka Joe, che non è solo una raccolta di brani musicali ma il racconto di una vita ricca di grandi passioni e libertà.

Alessandro Trani Intervista Joe Bastianich

Una figura poliedrica e vulcanica, un uomo di successo: ma chi è Joe Bastianich? L’uomo, Joe, in una frase.

Bella domanda, ma tu riusciresti a definire te stesso, in modo secco e deciso? Io sono Joe, un restaurant man, un appassionato e produttore di vino, un aspirante musicista, tv host, autore, ironman, imprenditore e skater wannabe… ma anche padre, marito e figlio. Sicuramente c’è anche dell’altro ma per ora non mi viene in mente.

Le tue radici sono divise tra l’America e l’Italia?
Io mi considero, fieramente, un prodotto dell’immigrazione. Mi sento un cittadino di entrambi i Paesi, avendo avuto la fortuna di poterli frequentare entrambi e di poter attingere il meglio da due tra le più affascinanti culture al mondo. La capacità imprenditoriale, la mentalità business-oriented, le possibilità dagli USA e il fascino della tradizione, l’amore per la bellezza, lo stile di vita e la cultura dall’Italia.

Ma da piccolo cosa sognavi di diventare?
La risposta onesta e sincera? Volevo essere un musicista. Girare il mondo con la chitarra in spalla (e una giacca di pelle con frange), suonando la mia musica. Però, con il senno di poi, non ho alcun rimpianto nella vita. Ho scelto la mia strada e oggi ho la fortuna di potermi dedicare non solo al business….ma anche alle mie passioni.

Dici spesso di non voler essere definito “uno chef”. Perchè?

Semplicemente perché non lo sono. Il mio ruolo è sempre stato quello del business man, dell’uomo di sala. Mi sento di più un cameriere che parte integrante (o a capo) di una brigata di cucina. Ciò non toglie che per essere un restaurant man di successo è fondamentale capire e intendersi anche di quello che succede dietro al pass ma ci sono sempre state, nella mia carriera, altre figure al mio fianco ad occupare il ruolo di chef.

All’inizio, quando sono arrivato in Italia, tutti gli occhi (e le telecamere) erano puntati solo sulla figura dello chef. Forse per la mia presenza tra gli chef in tv si dava per scontato che anch’io fossi uno di loro: la ristorazione è parte del mio mondo, ma non sono uno chef. Oggi, grazie anche all’impegno concreto di tante associazioni di categoria, anche la figura del manager di un ristorante sta prendendo sempre più quell’autorevolezza e rispetto che merita. Al pari della figura “al comando” in cucina.

Parliamo del “Metodo Bastianich”: Joe, com’è nato il progetto?

È una cosa a cui tengo molto, che fa parte di un progetto più ampio che cerca di offrire – anche attraverso la mia esperienza – maggiore consapevolezza sui risvolti e i ruoli “manageriali” del settore food&beverage. Arrivando dagli Stati Uniti la più grande differenza che noto con l’Italia è che spesso le realtà del settore non sono – ancora – gestite come una vera e propria attività imprenditoriale. Spesso in Italia mi capita di vedere ristoratori, pizzaioli, baristi, pasticceri, gelatai etc… che fanno questo lavoro per passione, ed è bellissimo vedere con quanta emozione ti servono e preparano il loro menù o quanta ricerca facciano sulla materia prima, spesso a discapito di un “sano” margine di profitto.

Io lo dico sempre, senza passione non puoi lavorare nella ristorazione ma senza margine la tua non è un’attività, è un hobby. Il Metodo Bastianich prosegue il progetto iniziato con la pubblicazione del libro “le Regole per il Successo”, edito da Mondadori Electa. Abbiamo creato questa community per cercare – insieme ad un gruppo di tecnici ed esperti tra cui un commercialista e un esperto di finanza comportamentale – di dare il nostro contributo al settore in un momento tanto difficile che nessuno, credo, avrebbe mai immaginato. Ci siamo accorti subito di quanto ai ristoratori servisse un sostegno concreto, un confronto con i colleghi, degli stimoli per tenere duro ma anche pensare in maniera strutturata alla ripartenza. Perché si ripartirà e alla grande!

Qui in America, la ripartenza è stata veloce e davvero potente. E arriverà anche in Italia. Credo solo che, superata la pandemia, servirà avere delle basi solide per poter gestire la propria attività… Non ci sarà più spazio per l’improvvisazione.

Cosa rappresenta per te la musica?

Aka Joe

La musica è la compagna della mia vita. Da ragazzo è stato il mio mezzo per integrarmi in una scuola, in una cultura che mi vedeva come un figlio di immigrati. Un ragazzo con tradizioni “diverse” che a pranzo a scuola “scartava” la parmigiana di melanzane sbrodolante di sugo invece che un candido P&J sandwich, il panino con pane in cassetta rigorosamente senza crosta, spalmato di burro di arachidi e marmellata, che invece mangiavano tutti i miei compagni, nessuno escluso. Tramite la musica potevamo essere tutti uguali, anche se vestivamo, parlavamo e mangiavamo in modo diverso. Per me i Led Zeppelin sono stati una rivelazione, mi hanno aperto un mondo e delle emozioni che la musica rappresenta ancora oggi. Quando poi compongo o mi esibisco con la mia musica, quella che trovi in Aka Joe, il mio primo album pubblicato dopo i 50 anni, beh…è pura droga per me!

Tante esperienze in programmi TV in USA e in Italia come giudice, Giurato d’onore, ospite e persino come “concorrente”.
Ti sei sempre divertito come sembra?
Sì, assolutamente. Il mondo televisivo è un po’ come la mia seconda vita. In America lo faccio già da più tempo. Anche se devo ammettere che approdare sugli schermi italiani, non padroneggiando al massimo la lingua…(e non dire nulla eh!) è stato “challenging”. Sono grato per queste opportunità in un settore che mi permette di mostrare e far conoscere al pubblico le varie sfaccettature della personalità e del mio carattere.

E come sono i rapporti di Joe Bastianich, nella vita privata, con i tanti altri chef famosi che hai incontrato? Competizione, amicizia, simpatia o indifferenza?

Lato mio stima, simpatia e amicizia… per il resto dovresti chiedere a loro! Negli Stati Uniti non esiste tanto il concetto di invidia, che devo essere onesto mi capita di incontrare troppo spesso in Italia. Se il mio vicino fa bene e ha successo io sono contento per lui. Anzi gli offro il mio supporto, cerco di capire se e come posso sostenerlo. Così facendo magari il successo ricade su tutta la squadra.

Hai realizzato tanti sogni, ma ne hai qualcuno ancora “nascosto” nel cassetto?
Sì, ne ho ancora alcuni… che spero presto di poter vedere realizzati. Ma per scaramanzia, per ora, li tengo tutti per me!

Grazie Joe, continueremo a seguire i tuoi successi… e a sognare con te!

Alessandro Trani Direttore Editoriale Le Roy SRL
Alessandro Trani

Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo.  Leggi di più

tratto da
Milano 24orenews Maggio 2021
Banner MI24 Maggio 2021

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