20 Cala Moresca Isola di Figarolo Golfo Aranci 1

Golfo Aranci è uno di quei luoghi che sembrano nati per alimentare racconti, leggende e suggestioni. Che siano stati i granchi o le arance disperse da barche naufragate nel suo golfo sinuoso a ispirarne il nome, poco importa: ciò che conta è la capacità di questo angolo di Sardegna di evocare immagini vivide, quasi letterarie. Atterrati a Olbia con un volo diretto da Firenze, durante il breve tragitto verso il lussuoso Gabbiano Azzurro Hotel & Suites ci siamo ritrovati a scrutare il paesaggio montuoso, quasi in cerca di quei mitici agrumi dorati che, secondo la tradizione, avrebbero galleggiato nella rada dopo una tempesta. Una leggenda che ricorda la sfortunata “Provvidenza” dei Malavoglia, con il suo carico perduto e il destino segnato.

Il Golfo Aranci si apre con una bellezza brulla e luminosa, un tempo selvaggia e oggi punteggiata da ville e resort che si affacciano su spiagge dalle acque trasparenti. È facile immaginare lo stupore dei pastori di un tempo davanti a quei frutti galleggianti, come un dono inatteso del mare. Oggi, lidi alla moda e hotel di charme convivono con un paesaggio che conserva ancora un’anima autentica, fatta di luce, vento e profumi mediterranei.

Golfo Aranci tra ospitalità di charme e atmosfere mediterranee

Ad accoglierci al rinnovato Gabbiano Azzurro Hotel & Suites è la signora Antonella, lombarda d’origine ma sarda d’adozione, insieme alla famiglia Datome. La struttura, completamente ripensata nel design e nei servizi, porta la firma di Sergio Datome, che ha scelto tonalità bianche e azzurre, eleganti e mai eccessive, capaci di restituire un’atmosfera chic e rilassata. Le camere e le tre suite con piscina privata affacciata sul mare rivelano un’attenzione al dettaglio che solo le migliori strutture internazionali sanno garantire.

La hall, luminosa e ariosa, accoglie gli ospiti con divani bianchi, cuscini ricamati con coralli azzurri e nicchie che espongono ceramiche, libri d’arte e oggetti raffinati. Una vera perla è il Blù Restaurant, guidato dallo chef Daniele Sechi, che valorizza le eccellenze locali e il Made in Italy. In estate, colazioni e cene vengono servite sulla terrazza pergolata affacciata sulla spiaggia privata dell’hotel, raggiungibile direttamente dal terrazzo.

Nel tardo pomeriggio, dopo un drink a bordo piscina, decidiamo di cambiare scenario senza allontanarci troppo dal Golfo Aranci. Ci spostiamo sulla spiaggia de La Spigola, ristorante sul mare dal fascino tropicale, dove ci concediamo un pomeriggio lento, tra mare calmo e luce dorata. La bellezza del luogo ci trattiene fino a cena, coccolati dallo chef Roberto Pisano, giovanissimo talento che conquista prima con i profumi e poi con i sapori.

La sua cucina è un viaggio nella “norcineria ittica”: tonni lavorati con tecniche tradizionali, pane Crivaxiu ottenuto con lievito madre e macina litica, bottarga di produzione propria servita con spaghetti di Gragnano, finocchio di mare e lime. Una cucina che unisce Sardegna, Liguria e Piemonte in un equilibrio sorprendente.

Tavolara mancata, Tavolara sognata

La domenica era dedicata a una gita in barca verso Tavolara, ma la pigrizia dei compagni di viaggio ha avuto la meglio. Eppure, la sua fama di “regno più piccolo del mondo” continua a esercitare un fascino irresistibile. Tavolara è una montagna granitica che emerge dal mare con pareti verticali che precipitano nell’area marina protetta di Punta Coda Cavallo: 76 km di costa tra Loiri, Porto San Paolo, Olbia e San Teodoro, e 15 mila ettari di acque trasparenti e cale segrete.

Ci siamo persi il profumo del rosmarino selvatico, il verde balsamico del ginepro — lo stesso celebrato dal gin toscano Peter in Florence — e l’aroma resinoso del lentisco, pianta simbolo della Sardegna. Porteremo comunque con noi l’olio di lentisco, considerato un elisir di longevità, e il liquore di mirto, immancabile in ogni viaggio isolano.

Ci sarà una nuova occasione per esplorare Tavolara o altri itinerari della Sardegna di Canne al vento, lontano dalle località del lusso ostentato e dei resort scintillanti che attirano turisti poco glamour ma molto richsnob. La Sardegna autentica, quella che profuma di vento, mare e macchia mediterranea, resta sempre lì, pronta a farsi scoprire.

Teobaldo fortunato

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