Con le loro spiagge calde e assolate che si alternano a paesaggi spettacolari, le coste della Turchia sono una meta ideale – a metà tra avventura e relax – per gli amanti della natura e dei siti archeologici. Ecco alcune mete da scoprire passo dopo passo, in auto o in barca, per una vacanza indimenticabile, anche in settembre. Partiamo da Bergama. L’acropoli, al di sopra della città moderna, costituisce il principale centro archeologico della zona, con i resti del teatro e di diversi templi dell’antica Pergamo. Proseguiamo verso sud in direzione Izmir. Nell’antica Smyrna fioriscono ristoranti e locali alla moda, non lontano dalle rovine delle antiche città di Efeso, Mileto e altre enclavi della vecchia Ionia. Per una boccata di lusso raggiungiamo l’isola di Chios, meta del turismo più esclusivo della Turchia. La vita notturna e il divertimento turco esplodono a Bodrum, assai frequentata dalla borghesia di Istanbul e dai turisti stranieri. Un castello medievale, eretto dai Cavalieri di Rodi, accoglie chi approda nella baia azzurra dell’antica Alicarnasso. Karaada, a mezz’ora d’auto, offre momenti di benessere in acqua termale che sgorga in una grotta dalle pronfondità della terra. Da Marmaris, la città delle luci e della movida, si parte all’esplorazione della penisola Datca, un lembo di terra frastagliato che si insinua nel blu intenso del Mediterraneo. La Butterfly Valley è forse la perla più brillante della penisola, racchiusa tra due scogliere, mentre Ovabuku è il regno della pace. Qui le pinete, i boschi di mirto e le querce arrivano fin sulla sabbia. Fethiye, un piccolo paradiso a sud di Marmaris dominato da un’antica fortezza che guarda alla vicina Rodi, è il posto giusto per immergersi nella tranquillità più totale. Circondata da campi di tabacco e grano, la costa è puntellata di suggestivi isolotti dove la sabbia è davvero bianca e l’acqua turchese (Ölüdeniz è nota come la spiaggia più bella della Turchia). Da Fethiye partono i caicco per raggiungere Gemiler e immergersi in una natura mozzafiato. I resti di un’antica città serbano il ricordo di un lontano terremoto del III secolo d.C. Tra cisterne, edifici e mosaici si insinua la vegetazione rigogliosa dell’isola e ci ricorda i tempi in cui i pirati si nascondevano qui tra le anse e le insenature degli isolotti della Licia. Ai piedi delle montagne del Tauro, circondata dal verde e riparata dai venti, Antalya è una sorta di paradiso in chiave arabeggiante. A ovest ci sono Topcam e Konyaalti dove la ghiaia chiara rende le sfumature cristalline dell’acqua ancora più attraenti. La sera, di ritorno ad Antalya, merita una passeggiata al fresco dei viali del centro e nel vecchio quartiere di pescatori Kaleci. L’aroma di spezie e l’odore forte d’Oriente vi conquisteranno.
Alessia Placchi











