I migliori ristoranti a Venezia
Una mini guida ai migliori ristoranti a Venezia, dalle osterie ai grandi chef italiani che lavorano in Laguna. Ebbene sì, è difficile consigliare i migliori ristoranti a Venezia, perché in qualche calle si può sempre nascondere un’osteria storica o nuova di zecca che offrano tipica cucina veneziana, fatti di grandi prodotti del territorio. Ma è anche vero che la cucina si sta trasformando e le nuove generazioni di chef, in cui Massimiliano Alajmo, Corrado Fasolato e Paola Budel sguazzano in modo creativo e intellettuale, stanno malleando le ricette tradizionali in modo da far gioire anche il gourmet più selettivo. Osterie, trattorie, ristoranti gourmet: ecco a voi una mini guida ai migliori ristoranti a Venezia.
Il Caffè Quadri è un’istituzione centenaria che dal 1700 regala emozioni in perfetto stile aristocratico. Da poco tempo è finito nelle mani eccezionali dei fratelli Alajmo de Le Calandre a Rubano (PD), diventando la dimora veneziana del più giovane 3 stelle Michelin della storia. Atmosfera da Versailles, cucina creativa ma idolatra della laguna veneziana e splendido panorama nella piazza più visitata d’Italia, la lungimirante Piazza San Marco. Da assaggiare: Il Cappuccino della laguna, Petto di faraona battuto e scottato con salsa di fegato alla veneziana, capperi e caffè, la Crema “NON” fritta con meringa di lamponi (www.caffequadri.it). Alta classe a 360°.
Il ristorante Met all’interno dell’Hotel Metropole è forse il più blasonato luogo di Venezia. Lo chef Corrado Fasolato è considerato dalle guide gastronomiche come uno tra i migliori chef italiani, e la sua cucina lo dimostra in tutto e per tutto. Ambiente raffinato, associazioni geniali musica-cibo e un servizio da nababbo. Da assaggiare: l’Aperitivo caldo di pomodoro e basilico, la Collezione di Baccalà, le Piacevoli sensazioni di Rhum e tabacco (www.hotelmetropole.com). Idillio estetico e gustativo.
Il Ristorante Ostello Venissa è il laboratorio sperimentale della chef Paola Budel. Allieva di Gualtiero Marchesi e forse una delle cuoche più interessanti d’Italia, Paola Budel ha creato insieme all’azienda vinicola Bisol una locanda gourmet d’altri tempi, sull’Isola di Mazzorbo (VE). Un ristorante da trenta coperti, un ostello-design di sole sei camere e una sala banchetti da 200 posti, il tutto praticamente immerso in un raro vigneto. Orto di casa, ingredienti che giungono dalla terra e dal mare circostante l’isola e una creatività delicata, minimal e attentissima alla leggerezza di mente e corpo, quasi zen. Marmellate stratosferiche di mattina, pesci crudi della laguna a pranzo e cucina creativa per cena (http://venissa.it/). Romanticismo gourmand.
L’Osteria da Fiore della famiglia Martin primeggia tra le altre osterie per la scelta rigorosa degli ingredienti e per lo stile pulito dalla chef Mara. In vent’anni l’osteria è diventata uno dei ristoranti più famosi della città. Il bello è che i piatti alternano ricette classiche, imparate attraverso i gesti delle nonne di famiglia, e le nuove armonie contemporanee: dalle tradizionali sarde in saor ai risotti, al pesce di laguna agli spettacolari dolci. Interessante la cantina, e la “carta” dei whiskey (www.dafiore.net). Un elegante frullato di nuova cucina tradizionale.
In pieno e misterioso centro città, vicino al Ponte di Rialto, si cela la Trattoria alla Madonna, in cui le materie prime sono di assoluta freschezza, data la vicinanza al mercato ittico e ortofrutticolo. Lumache, granseole, risotti ai frutti di mare, spaghetti al nero di seppia, zuppe di pesce, polpetti e garusoli della laguna, fritti misti e tanto altro della cucina veneziana si alternano in un rondò incessantemente gustoso. È obbligatorio assaggiare il tradizionale fegato alla veneziana (www.ristoranteallamadonna.com). Sembra di masticare la storia della Serenissima.
L’Ostaria da Mariano a Mestre compirà tra poco cinquanta squisiti anni di ristorazione. La cucina tipica veneziana e quella veneta in generale non vengono rimaneggiate in modo assurdo, ma assunte a veri strumenti di trasmissione della cultura enogastronomica locale. Da assaggiare: sarde in saor, bigoi in salsa, baccalà alla vicentina, sformato di polenta con fonduta di morlacco. Molti ingredienti sono dei Presidi Slow Food e le bottiglie in carta sono delle vere proprie chicche della zona, tra cui i “nuovi” Prosecco sur lie, ancora coi lieviti a vista (www.ostariadamariano.it). Genuino e ricco di sapori della cucina povera veneta.









