Gunther VI

A cura di Viridiana Schmidt
Servizio fotografico: New Reporter Press

Il cane Gunther ama Pirandello, e ama anche il gioco del calcio. Dopo una lunga lontananza trascorsa in paesi esotici a Miami, nella villa di Madonna acquistata anni fa e alle Bahamas, è tornato in Italia, a Pisa, dove ebbe inizio la straordinaria avventura che l’avrebbe trasformato nel cane miliardario più ricco del mondo!

Ecco la sua storia. La contessa tedesca Carlotta Liebestein nel suo testamento lasciò l’ingente patrimonio di quasi 200 miliardi al cane pastore tedesco Gunther, di proprietà del dottor Mian. Nel lascito si specificava che il danaro sarebbe servito a favorire lo sport e lo studio e in particolare avrebbe difeso, aiutato e migliorato l’esistenza di tutti gli animali, per ricordare e rispettare il desiderio di Gunther, figlio della contessa, giovane sportivo, calciatore e studioso, scomparso all’età di diciotto anni in tragiche circostanze. Oggi Gunther è tornato per due motivi in particolare. Il primo motivo legato alle celebrazioni, il 9 maggio scorso, del centenario del debutto della commedia “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello al Teatro Valle di Roma. Storico evento invece quasi dimenticato mentre il Teatro Valle, già occupato in passato per protesta dagli attori, si stava avviando addirittura a diventare un centro commerciale. Il secondo motivo di natura calcistica. Gunther, infatti, è accorso in aiuto della Salernitana, squadra di calcio passata in serie A, che rischia di non partecipare al massimo Campionato italiano, per il regolamento della FGCI. Aiuto che in passato hanno già ricevuto il Pisa Calcio, la “Livorno nuoto”, l’Aglianese squadra femminile di calcio, la Carrarese e il Pontedera. Il responsabile del cane Gunther, il farmacologo e ricercatore pisano Maurizio Mian, racconta così la sua storia. «Dell’eredità del cane si è scritto e parlato per diversi anni; specialmente in America, è ancora oggi seguita con grande interesse. Noi ci siamo trasferiti in America anche perché in Europa non c’erano le premesse per realizzare un nostro progetto scientifico: lo studio psicologico ed emozionale di un gruppo di 5 giovani che seguono uno stile di vita nuovo, rivoluzionario e libero, accanto al cane Gunther. Ecco dunque i 6 personaggi, che abbiamo ribattezzato i “neo-pirandelliani”: 3 giovani ragazze, 2 giovanotti ed un cane. Noi porteremo in teatro e in televisione le storie che Pirandello descrisse un secolo fa, ma completamente rinnovate, trasferite appunto nel terzo millennio». Il caso e la fatalità? Anche allora si era appena usciti da una tremenda epidemia, la mortale “Spagnola”. Oggi, dopo cent’anni, Pirandello ritrova un’Italia che sta uscendo da un’altra pestilenza, il “Covid-19”. «Il debutto di Pirandello fu disastroso – riprende a parlare Maurizio Mian. Le cronache di allora raccontano le grida scomposte e gli insulti del pubblico esterrefatto, rivolti a Pirandello, presente in sala ed agli attori della Compagnia di Dario Niccodemi. “Manicomio, manicomio!”, si urlava a squarciagola. A un secolo di distanza, non c’è niente di più vivo di questo capolavoro teatrale, in tutte le sue implicazioni. Io voglio sottolineare quelle che la accomunano alla “ricerca da fare” che da alcuni anni un gruppo sta svolgendo impegnandosi sul terreno delle neuroscienze comportamentali, ma trovando sulla sua strada tremendi ostacoli, frutto dell’ignoranza, dell’ipocrisia e del perbenismo retrivo: gli stessi che un secolo fa hanno fermato la storia dei 6 eroi pirandelliani…».

Ma certo non ci sono solo Pirandello e la squadra Salernitana nel futuro di Gunther. Gli interessi del Gunther Trust sono orientati verso tutto il inondo; nei piani di Maurizio Mian occupa una posizione preminente l’acquisto di un’isola alle Bahamas sulla quale costruire un grande allevamento di cani e dove Gunther andrebbe a vivere e dove si vorrebbe girare una fiction ispirata alla storia del cane. «È il sogno della contessa Carlotta e anche di noi che si avvera, soprattutto di mia madre Gabriella Gentili, che ha sempre amato gli animali e il “suo” Pisa Calcio. Pensi che quando è morta i tifosi commossi hanno scritto “È morta la mamma del Pisa”… Noi, grazie a mia madre, abbiamo avuto un grande regalo (ecco la natura dell’eredità…) nato dalla commercializzazione di un brevetto contro l’osteoporosi. I notevoli mezzi finanziari, tutti regolari, tutti tracciabili, ci permetteranno di condurre la ricerca che intende svolgere il gruppo del Gunther Trust: un’idea innovativa, estrema ed “eretica” come la storia del “padre” e della “figlia” nell’opera di Pirandello e si fonda su un modello di  cinque soggetti più un cane (così sono in sei, anche loro!) che dovrebbero venire guidati a comportamenti sperimentalmente innovativi… C’è da dire che certi schemi ritenuti “scarsamente pro-sociali” hanno indotto la comunità scientifica internazionale a bloccare tale ricerca… Peccato, perché sarebbe sicuramente molto scientificamente e socialmente utile approfondire certe conoscenze. Una fiction già in programma, comunque, potrebbe essere la soluzione per interessare, grazie alla televisione, un pubblico più vasto».

LA GUERRA DEI GUNTHER’S
(coi miliardi del “lupo”…)
All’ultim’ora, clamorosa decisione sul destino della Salernitana, piombata a ciel sereno nel pieno della trattativa di Maurizio Mian. Parla Cristina Mian, la madre della giovanissima secondogenita di Maurizio, già designata come prossima custode del Trust “Gunther Foundation”. «Il calcio italiano è dopato, la nostra Fondazione non può permettersi di investire in un giocattolo rotto», ha detto stoppando la scelta del compagno. «La Salernitana – precisa – sarebbe un’ottima squadra, ma l’intero sistema non è economicamente sostenibile, ed essere gli ultimi a entrare significa essere i primi a restare schiacciati quando il castello di carte crollerà. E quel giorno non è lontano. La crisi che il Covid ha reso visibile – continua – non è iniziata col Covid. Le ragioni sono ben più profonde e strutturali. Viste le sue finalità la Gunther Foundation non può permettersi di investire in un giocattolo rotto. Il rapporto costi/benefici non lo giustifica». «Conosco bene – prosegue – le motivazioni che hanno spinto Maurizio Mian a interessarsi all’acquisto della Salernitana, la sua passione per il calcio e i suoi obiettivi di comunicazione. Purtroppo, la Gioia Granata a cui aspira – per ragioni che non dipendono né da lui, né dalla squadra, né dalla tifoseria – rischia di trasformarsi in risentimento e il progetto in un fallimento».

Sicuramente i “Sei personaggi Gunther 2021 (5+1)” non si arrendono, e il mondo capirà. Intanto, pensando a Pirandello, guardiamo ai “6 eroi del 2021”, con alla testa il cane-emblema Gunther VI, che si impegneranno affinché il loro leitmotiv sulle neuroscienze positive e di conseguenza sulla felicità, sia ampiamente divulgato.

tratto da

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