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La più classica delle pizze,

la sua storia,

dove mangiarla a Napoli

 

La pizza Napoletana è “doc”: è entrata nelle “eccellenze alimentari europee

Chi non conosce la pizza napoletana? Quella  una pizza tonda amata in tutto il mondo, dalla pasta morbida circondata da un bordo alto: il cornicione.  Tra le più amate e note in tutto il mondo è la Pizza Margherita (sotto è riportato l’origine del suo nome) a base di pomodoro, mozzarella e basilico (in foto).  Il tradizionale impasto napoletano è fatto soltanto di acqua, farina, lievito (di birra o naturale) e sale: non è ammesso nella pasta alcun tipo di olio grasso. la più antica tradizione prevede due sole varianti  che riguardano il condimento ma non  l’impasto,

  • La Pizza Margherita classica: con pomodoro,  mozzarella (fior di latte o  di bufala), basilico e olio extravergine d’oliva.
  • La Pizza marinara: con pomodoro, origano, aglio e olio extravergine di oliva.

 

LA MARGHERITA, AMATISSIMA DALLA REGINA CHE LE DIEDE IL REGALE NOME  (da:  il Tempo 5-2003)

Correva l’anno 1889, a Napoli arrivarono i Savoia. Lì le pizze più famose erano tre ed erano quelle che si mangiavano sin dall’inizio del 1800: la pizza alla mastunicola (che poi corrisponde più o meno all’odierna pizza bianca), la pizza alla marinara (condita con olio, pomodoro, origano, aglio e cecenielli e cioè alici) e la pizza pomodoro e mozzarella (condita con solo con olio, pomodoro e mozzarella).
Re Umberto I, re d’Italia, e sua moglie la regina Margherita, decidono di scendere a visitare Napoli, un po’ per tattica politica, un po’ per golosità. Vollero, guarda un po’, assaggiare la pizza di Napoli. Immediatamente vennero convocati a palazzo reale due pizzaioli fra quelli più bravi: Raffaele Esposito e sua moglie, Rosina Brandi. I due pizzaioli, allora, si esibirono nelle tre, già citate, pizze più famose di Napoli: pizza alla mastunicola, alla marinara, e al pomodoro e mozzarella, ma quest’ultima con l’aggiunta di basilico.

La consorte di sua Maestà, la Regina Margherita, apprezzò talmente la pizza al pomodoro, mozzarella e basilico (anche per l’evidente accostamento al tricolore italiano, il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico), che si complimentò con Raffaele Esposito, il quale diede alla pizza il nome della regina: Margherita. Ed ecco allora che la pizza di Napoli si fregia del secondo sigillo reale: prima i Borboni, poi i Savoia.

DOVE MANGIARE UNA BUONA  NAPOLI LA PIZZA

Per quanto riguarda la pizza, a Napoli è buona un po’ ovunque. E’ difficile trovare uno che la faccia proprio male, chiuderebbe subito!

Alcuni suggerimenti caldeggiati dal nostro amico Pippo:

– Di Matteo – Via Tribunali (zona centro storico). Buonissima ed economica

– Pizzeria Del Presidente – Via Tribunali (zona centro storico). Molto vicina a Di Matteo, la pizza è praticamente uguale (si dice che sia gestita dal vecchio pizzaiolo di Di Matteo messosi “in proprio”)

– Sorbillo – Via Tribunali (zona centro storico). Anche qui pizza buonissima.

– Pellone – Piazza Nazionale (tra Piazza Garibaldi e Poggioreale). Pizze enormi, da provare il ripieno fritto. Attenzione soprattutto di sera, la zona non è delle migliori

– Marino – Via Santa Lucia (buona anche se un po’ più cara dei precedenti)

 Tutte le pizzerie citate sono raggiungibili facilmente coi mezzi pubblici.

Ci sarebbe poi Fratelli la Bufala: fanno tante cose sfiziose, molte a base di mozzarella e latticini di bufala, la pizza non è male ma non è delle più “tipiche napoletane”

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