Collalto-Incrocio13.0.25
Collalto Incrocio13.0.25

 

… di Giovanna Moldenhauer

Nel mese di settembre si è svolto a Milano il primo appuntamento dell’autunno di Go Wine con un banco d’assaggio dedicato a una regione la cui storia vinicola ha radici profonde e nobili.

L’associazione, costituitasi ad Alba nella primavera del 2001, prende ispirazione dal cambiamento dell’immagine del vino in questi ultimi 10 anni. Il vino per Go Wine è inteso non solo come prodotto di qualità, espressione della cultura agro-alimentare di un paese, ma come risultato che mobilita, che fa esplorare le aziende vitivinicole. L’associazione guarda al consumatore che ama viaggiare per il vino, conoscere i luoghi della produzione, costruire un progetto che gradualmente possa coinvolgerlo, stimolarlo.

L’evento giunto alla sua quarta edizione, ha confermato il grande interesse da parte del pubblico d’appassionati e operatori per i vini veneti. I produttori partecipanti hanno proposto diversi territori di produzione della regione che vanta una gloriosa tradizione enologica. Le persone presenti al banco d’assaggio rappresentano il consumatore di oggi sempre più alla ricerca del vino di qualità, della sua cultura nel complesso.

L’evento proponeva 27 aziende con differenti tipologie d’etichette.

La degustazione in sala Tra queste Andreola con le etichette Dirupo Brut, Millesimato e Mas de Fer aveva in degustazione tre differenti tipologie di Prosecco superiore Valdobbiadene Docg ottenute da uve glera. La ripidezza dei pendii, dove sono situati i vigneti, unita alla lavorazione manuale contribuiscono a rendere i vini floreali, fruttati, con un perlage fine e persistente.

Il produttore Conte Loredan Gasparini Venegazzù tra le altre etichette proponeva un Asolo Prosecco Docg ottenuto da un vigneto dove il terreno minerale dona al vino struttura e uno stile unico rispetto alle altre tipologie di prosecco. L’azienda produce fra gli altri vini un rosso Capo di Stato ottenuto dall’assemblaggio di quattro diverse tipologie di uve cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e malbec. Questi vitigni impiantati nel 1946 in una vigna che gode del particolare microclima del Montello (zona di produzione, ndr), conferiscono al vino, ottenuto dai suoi grappoli, una spiccata personalità e un pregio qualitativo tali da renderlo noto al punto da essere citato sull’Enciclopedia Treccani.

L’azienda Monte Saline di Cavaion Veronese si rivolgeva al pubblico presente alla manifestazione con tre tipologie di metodo classico ottenuti con le uve tipiche del territorio del Bardolino corvina, corvinone, rondinella e per una tipologia di spumante con la corvina unita al pinot nero. Il titolare Romano Giacomelli aveva iniziato nel 1972 una produzione innovativa per quei tempi di spumanti metodo classico preferendo soprattutto la tipologia rosé. Monte Saline è ancora oggi una piccola realtà artigianale dove Romano e il figlio Andrea, in seguito ad approfonditi studi, realizzano spumanti soprattutto con i vitigni tradizionali del territorio. I vini dell’evento avevano nella degustazione una grande piacevolezza sia nei profumi che al sorso. In particolare era molto interessante il Bardolino Chiaretto Brut Nature del 2008 con una maturazione di 36 mesi sui lieviti da corvina e rondinella. Di un bel colore chiaro, al naso aveva profumi fruttati, in bocca una buona sapidità e mineralità.

Villa Angarano Quare  Collalto proponeva tra gli altri vini un Rosé V.S.Q. (vini spumante di qualità, ndr) Extra dry ottenuto da un particolare incrocio di raboso piave e moscato d’asburgo (il vino è ottenuto da un’uva frutto dell’incrocio tra due tipologie, ndr) con rifermentazione in autoclave. Il risultato era un vino dal profumo aromatico, dal gusto asciutto, fresco, con un’ottima persistenza dopo la deglutizione.

L’azienda agricola Il Mottolo dei Colli Euganei aveva diverse etichette in degustazione. Tra queste era davvero particolare Le contarine 2011 bianco ottenuto da moscato bianco e giallo, per la maggior parte, uniti a pinot bianco e garganega (vitigno autoctono del Veneto, ndr). Vino strutturato aveva in bocca un’ottima acidità, una bella freschezza e persistenza gustativa.

L’ultimo vino degustato è stato un cabernet sauvignon di Villa Angarano da Bassano del Grappa. Grazie al terreno alluvionale ricco di minerali, al microclima della zona, le terre dell’azienda sono state destinate alla viticoltura sin dal XIII secolo. Il vino Quare di Angarano 2008 nel calice aveva un colore rosso rubino intenso, dei profumi di peperone, tipici del cabernet sauvignon, uniti a piccoli frutti rossi maturi, al palato aveva un gusto pieno con tannini morbidi.

Nel complesso il banco d’assaggio ha dato la possibilità di conoscere produttori meno noti con le loro proposte enologiche di grande fascino, uniti a molte aziende più conosciute, blasonate. Da queste ultime è arrivata la conferma del costante livello produttivo delle loro etichette.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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