ASPARAGI.1
Asparagi.1

“Asparagi” ..

Storia da dove arriva… Originario dell’Asia, l’asparago (Asparagus officinalis) era già conosciuto, come pianta spontanea, al tempo degli Egizi, che ne diffusero la coltivazione nel bacino del Mediterraneo. Il primo documento letterario relativo a questo ortaggio (la “Storia delle piante” del greco Teofrasto) risale a circa 300 anni prima di Cristo, ma solo Catone, un secolo più tardi, parlò dell’asparago sotto il profilo agronomico, descrivendone le tecniche di impianto. Anche Plinio, oltre ad esaltarne le qualità gastronomiche, ne illustrò il metodo di coltivazione nella sua Naturalis Historia- È una specie dioica che porta cioè fiori maschili e femminili su piante diverse: i frutti (prodotti ovviamente solo dalle piante femminili) sono piccole bacche rosse contenenti semi neri. La pianta è dotata di rizomi fusti modificati che crescono sotto terra formando un reticolo; da essi si dipartono i turioni ovvero la parte epigea e commestibile della pianta. Nel caso di coltura forzata il turione si presenta di colore bianco mentre in pieno campo a causa della fotosintesi clorofilliana assume una colorazione verde. Se non vengono raccolti per il consumo dai turioni si dipartono gambi di lunghezza variabile da 1 a 1,5 m; tali gambi vanno raccolti quando ancora essi non hanno raggiunto una dura consistenza. Le foglie di questa pianta sono minute e ramificate. Diversamente da molte verdure, dove i germogli più piccoli e fini sono anche più teneri, gli steli più grossi dell’asparago hanno una maggiore polpa rispetto allo spessore della pelle, risultando quindi più teneri –

Le sue caratteristiche Organo elettriche e le sue proprietà: Gli asparagi sono ricchi di fibra, vitamina C, carotenoidi e sali minerali (calcio, fosforo e potassio). A fronte di uno scarso apporto di calorie hanno però la caratteristica di stimolare l’appetito, oltre che essere depurativi e diuretici. Riducendo il ristagno di liquidi nei tessuti sono indicati per chi vuole eliminare la cellulite, mentre sono sconsigliati per chi soffre di disturbi renali, di calcoli, prostatiti e cistiti. Appartenente alla famiglia delle Liliacee, l’asparago è una specie ortiva perenne le cui parti commestibili sono i turioni, germogli di sapore particolarmente delicato, che si sviluppano dai rizomi sotterranei e possono assumere diverse colorazioni: verdi, bianchi o violetti. I rizomi, detti comunemente zampe, portano le radici e si sviluppano verso l’alto. La coltura dell’asparago è generalmente praticata in pieno campo, ma si presta anche alla semi-forzatura in serra

Alcuni tipi di asparago coltivati in Italia: Alcune cultivar di asparagi sono: Asparago bianco di Conche -Asparago Bianco di Zambana D.C.(denominazione comunale) Asparago Bianco di Cimadolmo I.G.P. Asparago Verde di Altedo I.G.P. Asparago Bianco di Badoere- Nobile Asparago Bianco di Verona – Asparago bianco di Bassano del Grappa D.O.P. (DAL 2007) Asparago bianco di Cantello – Asparago Rosa di Mezzago- Asparago violetto di Albenga – Si distinguono soprattutto per aspetto, sapore e tipologia di coltivazione; la composizione chimica, invece, risulta pressappoco la stessa. L’asparago bianco, ad esempio, è tale in quanto viene coltivato in assenza di luce,così facendo viene bloccata la fotosintesi naturale. L’asparago può essere coltivato nei campi oppure in apposite serre dette asparagiaie; ciò può essere realizzato in due modi: tramite la semina da marzo a giugno in una terra ricca e friabile intervallandole di 5–10 cm a seconda della tipologia utilizzata, trapiantandone successivamente i rizomi direttamente per trapianto, su un suolo molto drenante, senza umidità. Una tale asparagiaia inizia a produrre già dopo 2-3 anni e continua la produzione per un’altra dozzina d’anni. La produzione ogni 100 m2 è di 60–100